La sinistra latinoamericana allo sbando: golpe o cattiva amministrazione?

Cosa sta accadendo alla sinistra latinoamericana che negli scorsi anni ha dato vita ad un asse estremamente interessante? Ecuador, Argentina, Brasile, Bolivia, Venezuela, Cuba. Una unione che aveva tanto impensierito gli Stati Uniti d’America, che ad un certo punto si sono visti letteralmente accerchiati.

Ma nell’ultimo anno prima Argentina ed ora Brasile e Venezuela stanno perdendo i pezzi, mentre l’Ecuador vede Correa alla fine del proprio mandato (dopo aver sventato proprio un tentativo di golpe), e la Bolivia di Morales ha visto il proprio Presidente perdere un referendum cardine per poter prolungare il proprio mandato modificando la costituzione.

Il Venezuela e il Brasile parlano di forti pressioni esterne, poteri legati alle economie imperialiste che traghettano l’incursione dell’opposizione verso un forte tentativo autoritario di rovesciare con violenza e disinformazione e comportamenti irresponsabile governo eletti legittimamente. 

E’ chiaro che andare contro le politiche statunitensi significa iniziare un percorso di isolamento che porterà da un lato maggiore autonomia decisionale ma dall’altro un duro fattore per il percorso economico. Ne sà qualcosa Cuba, che da oltre mezzo secolo lotta contro gli Stati Uniti e si mantiene in piedi tra stenti, affermazioni interne, orgoglio e aiuti umanitari che provengono dai “favori” di governi amici quali Russia, Cina, Venezuela e Brasile in primis.

Dall’altro lato invece si parla di governi di una sinistra incapace di creare solidità economica.

Situazione gravissima è quella in cui versa il Venezuela. Inutile dare la colpa (e ne ha tante) ad un violento quale è il capo dell’opposizione Capriles. La morte di Chavez ha messo in crisi il PSUV e ad oggi, con una inflazione galoppante e mezzi di prima necessità indisponibili, la popolazione è costretta a rintanarsi in casa per evitare rapine, scippi, sequestri ed omicidi. Un paese totalmente allo sbando.

 

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Cuba è un’isola che può per l’appunto fare poco. Il peso politico è magnificamente grande per l’importanza relativa, quasi nulla, che ha l’economia, ma il governo Castro gode di ammirazione in quanto ancora perla ed esempio nei tanti sbandierati settori della propaganda, in ambito di educazione, sanità e sicurezza. 

La Colombia (crescita del 2,5% nel 2016) resta moderata sotto il governo di Santos, mentre il Cile ed il Messico rappresentano le classiche economie filoamericane, dipendenti in toto.

Puerto Rico soffre una crisi interna che porta alla migrazione della popolazione verso la Repubblica Dominicana, il paese sulla carta con l’indice di crescita più sostenuto, ma divorato di ingiustizie sociali, corruzione dilagante, alto tasso di delinquenza e dai problemi con l’ingente fenomeno dell’immigrazione clandestina haitiana. Nonostante questo il regime fiscale agevolato, la facilità di creare impresa e la stabilità bancaria e del governo, ne fanno meta attraente per gli investitori.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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