Breaking News U.S.A & America Latina — 22 dicembre 2010
La Giamaica ostacolò il governo Cubano nella lotta al narcotraffico


un giamaicano protesta chiedendo la liberazione del narcotrafficante Dudus

Il Governo Giamaicano, attaccato dalle rivelazioni fatte dal sito Wikileaks negli scorsi giorni, ha rotto il silenzio smentendo tutte le dichiarazioni internazionali fatte, secondo le quali  le forze dell’ordine giamaicane avrebbero ostacolato, al largo delle coste, le continue operazioni antidroga portate avanti dai militari cubani per ostacolare la struttura sempre più imponente dei cartelli del narcotraffico.

La sezione dell’Ufficio degli Interessi degli USA a Cuba, sita a l’Havana, è una sorta di Ambasciata laddove i rapporti ufficiali diplomatici tra le due nazioni sono puerilmente inesistenti.

Nella lettera interna di un ufficiale statunitense, diffusa poi da Wikileaks, si legge la preoccupazione per la cooperazione pressoché nulla che la Jamaica stava garantendo a Cuba, nella dura battaglia allo spietato commercio di droga. Nel documento quindi il funzionario ammette i meriti dell’intelligence cubana, sempre attiva nel fronteggiare quella piaga sociale che affligge tutta l’America latina ed i caraibi stessi, ad esclusione, di Cuba, dove il controllo ed il sistema legislativo severo permettono di tenere a bada il fenomeno al fine di tutelare la popolazione.

Un comunicato del Servizio di informazione giamaicano (JIS) ha reso noto che il documento, scomodo per le stesse autorità giamaicane, può essere considerato attendibile e veritiero.

Il Primo Ministro e leader del Partito Laburista, ha subito interpellato il Ministro della Difesa Dwight Nelson, e gli  ha chiesto di avviare tutte le indagini in grado di fare luce sul caso.

Nel 2009 le tensioni tra Stati Uniti e Jamaica si erano intensificate quando lo stesso Bruce Golding, leader del partito laburista giamaicano, bocciò la richiesta d’estradizione del narcotrafficante Christopher Coke negli USA, dove era ricercato per traffico d’armi e spaccio di sostanze stupefacenti.Il 17 Maggio 2010 la Giamaica mise fine a questo braccio di ferro e approvando mandato d’estradizione degli USA.

Il Ministro Dwight Nelson, per ovviare ad una nuovo collasso nei rapporti tra i due paesi, ha ammesso che i contenuti rispecchiano i fatti accaduti nel 2009, quando il Ministro degli Interni Cubano aveva espresso dubbi e timori per la mancanza di comunicazione con la controparte jamaicana, al fine di ottenere risultati migliori nella lotta al narcotraffico.

Nelson ha precisato però che l’ufficiale a capo dell’unità speciale per la lotta al traffico internazionale di droga, è stato rimosso dall’incarico per correggere la disorganizzazione lamentata dalle autorità cubane. Inoltre l’unità è stata riorganizzata e ridefinita ed ora prende il nome di “Transnational Crime Narcotics Division”

L’impegno volto alla riorganizzazione della squadra, che effettivamente opera in modo ininterrotto ed esemplare, è testimoniato dal continuo numero di arresti, di fermi e di sequestri, che assicurano un continuo monitoraggio delle zone ed un freno importante all’espansione delle bande locali ed internazionali.

Inoltre, sempre stando al comunicato diramato dal Governo Jamaicano,  le visite  di ufficiali e membri del TCND sono sempre più frequenti a Cuba e testimoniano il volere comune dei due Stati nel condividere i progetti e le operazioni di intercettazione e di intelligence. I successi in questa battaglia sono continui e stanno dando importanti segnali.

Come dire. Tutto è bene quel che finisce bene.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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