Breaking News U.S.A & America Latina — 25 dicembre 2012
La cittadina brasiliana dove il crack è quotidianità: Cracolândia

Brasile. Paese del miracolo, settima forza industriale ed esempio da seguire. Se ne parla ovunque. Ma è realmente il Brasile quel nuovo sogno di business ed imprenditoria fiorente oltre a ciò che ha sempre rappresentato, luoghi incantevoli, allegria e divertimento innato.

Ogni cosa va presa con le giuste misure ci hanno segnato i padri fondatori dell’antica Grecia e tale insegnamento vale anche per i nuovi miracoli industriali. E’ il caso del Brasile dove siamo ancora molto distanti dal luogo idilliaco e paradisiaco, socialmente giusto. 

 Un esempio è  rappresentato dal crack, piaga sempre più dilagante. E’ il caso di San Paolo, città metropoli di 11 milioni di abitanti. Edifici altissimi che costellano il cielo e qui, nel quartiere di cracolandia, sembra non lascino filtrare neppure la luce. L’aria è pesante e rarefatta. Gli sguardi della gente, che è afflitta dal medesimo pensiero. Crack. E’ il caso della diffusione ad ogni età. Qui si può fare tutto. La polizia è consapevole che intervenire è inutile. Serve un progetto ma i tossicodipendenti respingono ogni tipo di aiuto. 

Le strade nell’oscurità sono una meschia di intrepidi avventurieri, giovani e meno giovani, donne che vendono il proprio corpo e uomini che arruffano tra la spazzatura in cerca di chissà quale ora, sia esso anche un cartone intatto dove passare la notte distesi su uno degli interminabili marciapiedi.

Si è tentato con un grande sforzo atto a ripulire questo luogo tristemente definito cracolandia. Ma poco dopo tutto è tornato uguale. Si cerca di richiamare l’attenzione e di convogliarla in un programma specifico e continuativo, sulla base di indire un vero e proprio stato epidemiologico di tossicodipendenza.

Gli 1,5 milioni di brasiliani che usavano abitualmente il crack nel 2005 ora è pura utopia. Il numero è visto in vertiginoso rialzo. Quanto sia questo rialzo non lo si quantifica nemmeno. Questo numero fà si che le autorità considerino ciò che è illegale (marijuana, crack, cocaina) come un problema di natura sanitaria più che una questione criminale.

Lo scorso anno il Presidente Dilma Rousseff ha stanziato quasi 2 miliardi di dollari per combattere l’epidemia, con la messa a punto di un piano che faceva leva su istruzione, trattamenti psicologici ed educazioni, dedicando poche risorse ai farmaci che come si è visto negli USA costano troppo e spesso portano ad insuccessi.

Anche nel Gennaio 2012 il dispiego di forze dell’ordine è stato vano. L’area estesa del quartiere che include i  barrios di Santa Cecilia, Bom Retiro e República, tutti ubicati nel distretto centrale di Sao Paulo, dove edifici abbandonati enormi la fanno da padrone nella vendita di cocaina e derivati. Tra tutti i consumatori si cerca di salvaguardare soprattutto i minori per strapparli ad un destino triste e segnato.

 Qui i corpi si vendono a meno di 5 dollari, il crack a meno di due e vivere in strada è sopportabile per via delle condizioni climatiche. Ci sono i servizi essenziali e quindi i senzatetto dipendenti dalle droghe si riversano in massa in questa zona architettonicamente preziosa, ma in cui le attività lavorative e quotidiane come gli stessi abitanti sono costretti a convivere con un fenomeno triste e che spesso dilaga in violenza.

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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