L’uragano Irene fa paura

IT: Irene in questo momento ha un diametro di oltre 800 chilometri, pari a un terzo della costa Atlantica degli Stati Uniti, e la sua potenza è di categoria tre con venti che soffiano fino a 200 chilometri orari . L’uragano tuttavia potrebbe salire alla categoria quattro, e se le ipotesi dovessero trasformarsi in realtà nel prossimo weekend dovrebbe abbattersi sulle coste degli Stati Uniti , interessando pesantemente anche New York e Washington.

ESP: Irene en este momento tiene un diámetro de más de 800 kilómetros, igual a un tercero de la costa Atlántica de los Estados Unidos, y su potencia es de categoría tres con vientos que soplan hasta 200 kilómetros horarios. El huracán sin embargo pudiera subir a la categoría cuatro, y si las hipótesis tuvieran que transformarse en realidad en el próximo fin de semana debería abatirse en las costas de los Estados Unidos, interesando pesadamente también Nueva York y Washington.

L’uragano Irene. Fonte Foto Internet.

Irene apre la stagione degli uragani nel modo peggiore.

Dopo aver devastato con piogge torrenziali e venti fino a 190 km all’ora Portorico, la Repubblica Dominicana e le Bahamas, ora minaccia la costa orientale degli Stati Uniti.

Il presidente Obama il cui rientro a Washington era previsto per domani, è stato anticipato a stasera, per lo stato di allerta nel quale versano parte delle coste degli Usa.

Gli scenari che si potrebbe verificare se l’uragano Irene dovesse giungere sino a New York, sono a dir poco inquietanti. A dare l’allarme sono i vari esperti della meteorologia internazionale, tra questi quelli della National Oceanic and Atmospheric Administration i quali affermano che vi potrebbero essere “conseguenze catastrofiche” per la città di New York e per tutta la popolosissima costa Nordest degli Stati Uniti.

Tra gli scenari ipotizzati , che immaginati su una città come New York si “tingono di surreale”, vi è l’ipotesi di un’inondazione dalle conseguenze “devastanti”: sotto l’acqua infatti finirebbero Wall Street l’aeroporto JFK, la metropolitana e tantissimi altri luoghi.

Come ha sottolineato il presidente Obama oltre che avere tutti i requisiti per essere un uragano storico “la tempesta rischia di essere «molto costosa» anche dal punto di vista economico”.

Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha ordinato l’evacuazione obbligatoria delle zone vicino alla costa, incluso Battery Park a Manhattan, Coney Island a Brooklyn e Far Rockawway nel Queens, misura che interesserà circa 270.000 persone, e che dovrà essere completata entro sabato alle 17.00 (23.00 ora italiana).

“Ci prepariamo al peggio e speriamo nel meglio”, ha detto Bloomberg il quale ha rassicurato sulla sicurezza dei grattacieli “realizzati per sopportare venti più violenti” sottolineando inoltre che “il pericolo principale sono le inondazioni e le cadute di alberi”. Bloomberg ha inoltre disposto anche lo sgombero di case di riposo e ospedali nelle zone a rischio entro le 20 di stasera (le 2 del mattino di sabato in Italia).

Michael Bloomberg: Fonte foto Internet.

Tra le varie misure straordinarie prese per l’emergenza Uragano, la Mta, l’autorità cittadina dei trasporti, oggi ha confermato lo stop totale di metropolitana, treni e autobus.

Solo pochissimi uragani negli ultimi dieci anni, si sono spinti verso il Nord. L’ultimo uragano che ha colpito New York è stato Gloria nel 1985 che ha causato nell’area della East Coast 900 milioni di dollari di danni e ha ucciso 111 persone.

Irene in questo momento ha un diametro di oltre 800 chilometri, pari a un terzo della costa Atlantica degli Stati Uniti, e la sua potenza è di categoria tre con venti che soffiano fino a 200 chilometri orari . L’uragano tuttavia potrebbe salire alla categoria quattro, e se le ipotesi dovessero trasformarsi in realtà nel prossimo weekend dovrebbe abbattersi sulle coste degli Stati Uniti , interessando pesantemente anche New York e Washington.

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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

(1) Reader Comment

  1. Già vedo gli occhi di qualcuno che riluccicano alla prospettiva d’inviare i soldati per le strade di New York.

    Se vogliono dichiarare la legge marziale, da qualche parte dovranno pur iniziare.

    Chi si ricorda dei soldati che disarmavano gli abitanti di New Orleans e li spingevano verso veri e propri campi di concentramento improvvisati nei giorni dell’uragano Katrina?

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