Breaking News Italia ed Europa — 31 luglio 2011
L’inutile disputa sulla manovra di contenimento dei costi del Quirinale

IT: Al via una Manovra che dovrebbe contenere i costi della classe politica italiana. Ma il confronto con gli altri Paesi testimonia che il contenimento è una misura ancora insufficiente. L’Italia spende 200 milioni all’anno, la Germania gli USA, la Francia e l’inghilterra spendono dieci volte di meno.

ESP: Al vía una Maniobra que debería contener los costes de la clase política italiana. Pero la comparación con los otros Países testimonia que la contención es una medida todavía insuficiente. Italia gasta 200 millones al año, Alemania los EE.UU., Francia y el inghilterra gastan diez veces menos.


Napolitano rinuncia all’adeguamento annuale dello stipendio all’indice dei prezzi al consumo fino alla scadenza del mandato.

Napolitano rinuncia a 68 euro mensili.

Il Quirinale restituisce 15.048.000 euro nel triennio 2011-2013.

Il presidente della repubblica italiano Giorgio Napolitano. Fonte foto: lapoliticaitaliana.it

Interpretare una notizia da questi titoli contrastanti evidenzia quanto in italia il giornalismo si affianchi alla commediola teatrale di basso profilo. Il lettore imperversa tra una tempesta informativa, confusionaria per definizione e affoga in un marasma di quel buffo soggettivismo, in un Pien di Sé, dove ognuno tende ad accentrare sul proprio modo alternativo di pensare l’essenza dell’articolo. E in questo modo il contenuto dell’articolo diventa vittima dell’ego dell’attore di turno, giornalista sulla carta, pronto ad imperversare con la propria versione alternativa.

Leggiamo solitamente per estrapolare da un marasma di parole il succo d’un evento, d’un fatto. Elaboriamo alla nostra maniera, secondo una precisa formazione etica, politica, economica e quant’altro i dati che gentilmente ci vengono presentati.

Ma il punto di partenza sono i dati. Ufficiali. Che poi questi ultimi siano truccati o meno non ci interessa o almeno diverge dalle nostre buone intenzioni.

Ma la gravità sta proprio qui. I dati vengono omessi. Ogni referenza si dissipa nell’indole dittatoriale del giornalista, che raccoglie il tutto, lo impasta e se ne esce un titolo che di fatto non ha nulla della notizia in sé. E il lettore diventa schiavo dell’opinione.

E, per onor di cronaca, quando si parla di articolo non ce ne frega un cazzo del lato artistico del giornalista che insabbia e si fa portavoce del volere popolare.

Nell’esempio qui rappresentato, si legge d’un fatto in cui si omettono in alcuni casi i dati e si va direttamente al moralismo di cui è succube il nostro paese, immobile nella diatriba infinita tra due concezioni che anziché navigare su d’un antagonismo costruttivo per arrivare a soluzioni armoniche, vira su un malato protagonismo da ambo le parti che lede gli interessi del Paese.

Da una parte piovono gli elogi per il Capo di Stato, dipinto come un vero Robin Hood che ruba ai ricchi (sé stesso) per dare ai poveri (indentificabile di questi tempi come le casse del Ministero dell’economia e delle finanze) e dall’altro come un ipocrita che rinuncia alle briciole, come manovra conveniente ai fini della propria immagine. Da qui nascono le interminabili e sinergiche diatribe politiche, in cui regnano, si propagano all’infinito, concetti nobili ma ripetuti con la stessa ipocrisia che si va condannando: “coesione sociale, papponi, gesto simbolico ed apprezzabile”

Il sito della Presidenza della Repubblica spiega in modo abbastanza chiaro quanto attuato, ma omette quelli che sono i costi attuali.

Si legge che “Si è completata l’attuazione nell’ordinamento interno delle misure previste dalle manovre approvate con i decreti-legge n. 78 del 2010 e n. 98 del 2011 (riduzione del 5 e del 10% delle retribuzioni e delle pensioni per la parte eccedente 90.000 e 150.000 euro, blocco delle progressioni automatiche e riduzione delle spese per beni e servizi). L’amministrazione del Quirinale provvederà conseguentemente a restituire al Ministero dell’economia e delle finanze la somma complessiva di euro 15.048.000 nel triennio 2011-2013, nonché di 562.737 euro nell’anno 2014

Quindi parlare di 68 euro a titolo esemplificativo di una manovra, omettendo sul resto è sinonimo di inesattezza e distorsione della veridicità globale del contenuto.

Il fatto di quanti siano i costi dei vari Ministeri e della casta non è certo attribuibile a Napolitano e non contrasta con i contenuti della Manovra. E’ un peccato andare fuori tema e condannare un’azione che è comunque un passo autocorrettivo alla legge 372 del 1985 e più in generale di una situazione onerosa, ai giorni nostra insostenibile e che crea per forza di cose malcontenti e condanne.

Domani sarà una pura formalità l’approvazione del Parlamento delle misure da attuare per il taglio. Tra queste anche il congelamento degli stipendi dei deputati, la riduzione degli onerosissimi rimborsi alle spese di viaggio, l’obbligo di recesso anticipato per i contratti affittuari, e la dismissione di un ristorante.

Ma i costi della Presidenza della Repubblica restano altissimi, gli Uffici sono interminabili, come la lunga sfilza dei dipendenti, degli organi e delle tenute in dotazione. Una piccola Italia nobile in una sempre più diffusa Italia sbiadita.

Come si apprende dalle fonti ufficiali che riporta Wikipedia, il totale degli stanziamenti per la Presidenza della Repubblica, in milioni di euro nell’ultima decade vede un aumento vertiginoso dei costi pertanto il congelamento dei costi e anzi una riduzione da qui al 2014 è un primo passo, anche se insufficiente, per invertire il trend in atto:

  • 140 nel 2001
  • 167 nel 2002
  • 183 nel 2003
  • 195 nel 2004
  • 210 nel 2005
  • 217 nel 2006
  • 224 nel 2007
  • 228 nel 2008
  • 231 nel 2009
  • 228 nel 2010

Mario Cervi, con un articolo apparso su il Giornale aveva raccolto ciò che viene pubblicamente taciuto. E è in questo modo che siamo venuti a sapere che, al 2007, i dipendenti del Quirinale erano pari a 2181 unità, 1095 dei quali addetti alla Presidenza, il rimanente militari. I 218.000 euro percepiti dal Presidente della Repubblica sono stati normalmente tassati da Oscar Luigi Scalfaro, che ne bloccò anche gli aumenti.  Per fare un paragone i dipendenti della Casa Bianca sono 450, mentre in  160.

Le spese del Quirinale italiano erano quindi nel 2007, in totale ben sopra i 200 milioni di euro. Elevatissime e scandalose se le si confronta con quelle tedesche dello stesso anno, che si attestavano a 19 milioni.

Con questi termini di paragone forse è tutto più chiaro ed ognuno è libero d’incasellare la propria posizione nell’ ordine logico di maggior gradimento.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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