Italiani in ostaggio a Santo Domingo nel pieno dell’emergenza sanitaria.

Oggi. 20 Marzo. Sono in Repubblica Dominicana con la famiglia. Santo Domingo, per l’esattezza. Questa metropoli caraibica, un pò confusionaria, attraente, pericolosa nei suoi squilibri, disordinata, orgogliosa, esageratamente povera e vigliaccamente ricca.

Poco umana. Poco solidale. Su questo l’insegnamento e l’indottrinamento statunitense. Tante armi in circolazione,  tanta delinquenza,  educazione pubblica carente, sistema sanitario pubblico disarmante. Poche tasse, pochi fondi a disposizione e quindi niente servizi. Se hai soldi avanzi e grazie alle profonde diversità sociali con i soldi compri il potere e con il potere schiacci le masse. 

Oggi in questa diversità complessa vedo paura. Il Presidente Danilo Medina, a ridosso delle elezioni Presidenziali che probabilmente segneranno la vittoria del ricco Abinader e del suo partito PRM, vittoria comprata suon di finanziamenti importanti, dà il via a tutte le misure di prevenzione per contenere la diffusione del Coronavirus nel Paese. Spaventa e ci si trova impreparati qualora la pandemia dovesse scoppiare con la violenza con cui è scoppiata in Europa, Italia e Spagna in primis. La temperatura mite di questi giorni fà sperare che vi sia quella correlazione tra velocità di propagazione del contagio e calore. Tanto più la temperatura è alta tanto più la è pendente la curva che segna la velocità di diffusione dell’epidemia  Una pendenza minore rappresenterebbe una situazione meno gravosa per il sistema sanitario.

Da Italiano vorrei tornare come molti. Ora più che mai vorrei sentire l’aiuto forte ed orgoglioso del mio Stato, vedere il lato umano del mio governo, che in televisione promette per poi non fare nulla di concreto.

Un Ministero che lascia che sia L’Ambasciata ad aiutare a coordinare un volo in collaborazione con il vettore aereo Blu Panorama. Il volo si è riempito in poco tempo, o così pare dalle comunicazioni, costa mille euro a persona andare da Santo Domingo a Roma Fiumicino, un rincaro di oltre il 100% nonostante il crollo del costo del carburante. Ma d’altronde l’aereo, ci viene detto, deve fare volo di andata vuoto, e il governo di spillare soldi per recuperare gli italiani non se ne parla. Quando poi, per andare a prendere un latitante famoso, spende fior di quattrini per farsi bello davanti all’opinione pubblica.

Non tutti gli italiani che sono qui sono viziosi, mafiosi, perditempo, disadattati, furbetti, come luogo comune dice. Qui c’è anche gente seria, imprenditori, persone con famiglia, che lavorano e vivono onestamente. 

Ecco il senso civico affiora prepotente, i doveri che il cittadino onesto assolve per dare il suo contributo alla società in cui vive, diventano anche esigenza di diritti, servizi. E’ la base, la logica che impone questo scambio. Crescita collettiva, chiamatela come volete.

Sino ad ora non ho visto organizzazione. Ho visto approssimazione. Sappiamo delle problematiche e non voglio solo ed esclusivamente puntare il dito contro, ma la prossima volta qualche Onorevole, prima di promettere in televisione per non rispondere alla mail o alle richieste di noi concittadini,  si nasconda nel bagno di casa e faccia con l’umiltà persa da molti, troppi italiani in questi anni, un mea culpa. 

Ed ecco che nel pieno di un’emergenza sanitaria, bollettini governativi poco chiari, tamponi non fatti, dottori in corsia senza neppure la mascherina, denunce che riportano casi di cure a prezzi esorbitanti, somministrazione di cocktail di farmaci alla rinfusa solo per aumentare i costi. 

Se qualche italiano, che non è riuscito o non ha potuto tornare, dovesse morire, puntate il dito contro quell’Onorevole che promette e non mantiene.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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