L'editoriale — 30 gennaio 2010
INTERNET, SOCIAL NETWORK, BLOG: L’AVVENTO DI YOANI SANCHEZ A CUBA

fonte foto: internet

Negli ultimi anni internet ha conosciuto una diffusione pressoché totale tra le masse ed è diventata una fonte insostituibile d’informazione. Le stesse masse hanno trovato uno strumento potentissimo, che difficilmente può essere controllato e dove la censura può fare ben poco.

Vi sono parti del mondo dove l’accesso viene più o meno limitato.

Molte altre invece, e rappresentano ahimé una grande fetta di questo mondo, non hanno possibilità di accedere per la mancanza stessa di collegamenti, di tecnologie sufficienti a supporto, se non in quelle piccole oasi turistiche dove gli impianti e le esigenze sono da veicolo per alimentare l’industria turistica.

Cuba si colloca nella seconda fetta. Quei paesi in cui i collagamenti appaiono parzialmente limitati. Un po’ per i costi, un po’ per il controllo dello stato. Questo è quanto ci viene mostrato dall’opinione pubblica e che noi leggiamo e vediamo in un un certo modo.

Anche qui capire dove sta la verità è cosa ardua. Chi dice che il controllo realmente esiste, chi che l’accesso sia praticamente impossibile, chi invece che la lentezza è dovuta all’embargo statunitense che blocca le comunicazioni dell’isola riducendo drasticamente la banda.

In mezzo a tutte queste presuente limitazioni, ciò che ha preso piede e che vado raccontando è la storia di un blog. I blog infatti sono uno degli aspetti più affasciananti di questo nuovo mondo. Infatti il proliferare di questi siti personali, è l’espressione di come le masse non solo abbiano trovato uno strumento in cui cercare e reperire ogni tipo di informazione, ma hanno anche sentito l’esigenza di dire la loro ed esporre le proprie idee. Tutto ciò senza nemmeno accorgercene quando navighiamo, significa desiderio di condivisione, di esporsi, di rapportarsi agli altri cingendo concetti quali democrazia, puro socialismo ma anche competizione dove si fa leva sulle proprie abilità individuali o di gruppo per ritagliarsi uno spazio con sempre maggiore visibilità.

E uno dei blog più seguiti al mondo, premiato da alcuni tra i più importanti quotidiani americani, è quello di una donna, Yoani Sanchez. Il suo nome è oramai famosissimo e con i suoi articoli quasi quotidiani, è associato ad una voce cubana che si alza forte, in contrasto con l’esile figura dell’editrice, sentenziando i mali del proprio Stato, i lati negativi.

E’ ovvio e prevedibile pertanto che Yoani non sia famosa tanto per i concetti che esprime o per la buona terminologia che utilizza nell’esposizione. E’ famosa perché è uno strumento utile ed ideale, a costo zero, per chi ha interesse o convinzione a demolire o candannare la mancanza di libertà e di diritti civili a Cuba.

E’ altrettanto ovvio che una figura così, è amata ed odiata allo stesso tempo. Ed ancora una volta, non in sé come donna o per come esprime i propri concetti, bensì per quel che rappresenta.

Anche in Italia il suo blog è molto seguito. E’ addirittura curata una versione italiana da un professionista specializzato in materia, Gordiano Lupi, che da sempre è determinato nel sensibilizzare l’opinione pubblica sulle gravi lacune liberali del governo cubano. In Italia la blogger è rappresentata da chi è molto schierato politicamente contro il governo di Raul Castro.

La figura di Yoani Sanchez è quindi una figura che è diventata, per volontà o meno, una sorta di icona politica degli esuli cubani o di tutti coloro che si ritrovano a condannare la morsa di proibizionismo in cui è stretta l’isola.

Dall’altra parte ci sono i detrattori della blogger, coloro che sostengono il governo cubano, ribattendo con orgoglio e volontà quanti siano i diritti che ogni cittadino cubano ha conquistato dopo il periodo della dittatura di Batista, soggetta al controllo statunitense, e che aveva trasformato il popolo cubano ad una sorte di servizievole caricatura per le “esigenze”,chiamiamole così, degli imprenditori americani.  Persone che non ci stanno a sentire una voce che non mescola alle mancanze anche gli elogi per un governo assistenziale che garantisce buoni livelli in campo sanitario, educativo e talora come abbiamo modo di vedere anche organizzativo.

Se da una parte si gioca sul rafforzare l’immagine di Yoani accentuando il suo essere una semplice cittadina cubana che lotta con uno strumento democratico, dall’altro la si scredita gettando ombre su di una figura che sembrerebbe essere una sorta di complice del volere di gruppi anticastristi d’oltreoceano che se la sono aggraziata in cambio di favoritismi economici. Ambo le parti giocano comunque con una persona, il cui valore sembra essere solo uno strumento per alimentare questa vicenda. In definitiva contendenti  che vedono in Yoani uno strumento per rafforzare la propria posizione, attraverso la denigrazione o l’esaltazione di una semplice blogger, una voce come tante altre.

Yoani è diventata incosapevolemente una sorta di spettatrice di quel che inizialmente era il proprio blog e con un compito ben preciso. Questi da sempre sono gli effetti collaterali d’una certa notorietà.

Alcuni aspetti del lavoro di Yoani Sanchez credo interrino noi, come voi, sempre nel contesto di rispetto del lavoro di tutti. Noi di ThisisCuba non ne vogliamo fare un caso politico, ma vogliamo sentire da questa blogger, laureata presso l’Università dell’Havana, cosa ci vuole raccontare. Quel che è certo è che per una volta vorremo tutti sentire le sue parole al di fuori da fazioni politiche il cui scopo è solo quello di odiarsi a vicenda e che di costruttivo non hanno proprio nulla. Per questo abbiamo chiesto una intervista alla stessa Yoani, in modo da potervela proporre in un clima disteso come dovrebbe sempre essere. Noi mettiamo sul piatto concetti e aspetti importanti per far si che voi lettori possiate costruirvi una vostra verità, non faziosa, non già precondita, ma sulla base di elementi certi.

Yoani insomma è diventata un esempio di spettatrice di quello che inizialmente era il proprio blog.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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