Informazioni sulla guerra civile in Guatemala durata 36 anni (1962-1998)

Di Ines Cainer

Leggendo il recente articolo pubblicato da ThisisCuba sulle condanne in Guatemala, inflitte a criminali che agirono contro le popolazioni indefesse e disarmate di questo slendido paese latinoamericano, ho creduto necessario e obbligatorio diffondere lo scritto che continua dopo  questa breve introduzione. Anche se sintetico, io credo che potrà  aiutare a capire una delle più grandi tragedie del Continente latinoamericano accadute nel secolo passato .

“Informazioni sulla guerra civile in Guatemala, durata 36 anni (1962-1998) purtroppo oscurata dalla stampa internazionale”

“Prima di raccontare le donne del Guatemala, si rende necessario fare una piccola rassegna sulla storia recente di questo paese, per esempio il conflitto armato durato 36 anni”.

“Con l’inizio del conflitto interno nel 1962, il Guatemala attraverserà la tappa più tragica e devastante della sua storia; un bilancio di enorme perdite di vite umane, danni materiali e morali. Dall’epoca  della sua liberazione dalla Spagna nel 1821, questo Paese ha avuto uno stato autoritario, discriminatorio e razzista, preoccupato solo di proteggere gli interessi dei settori privilegeati” 

 “La violenza di questa guerra ‘e stata indirizzata contra gli esclusi, i poveri, ma soprattutto, contro le popolazioni Maya. Su un totale di 42.000 vittime identificate l’83% apparteneva a quest’ etnia e il 17%  ai meticci. Lo Stato non’e mai riuscito a crearsi  un consenso come mediatore tra l’interesse della popolazione e il potere economico”.

“Si apre così un vuoto tra i due settori e si forma in questo modo, un circolo vizioso nel quale l’ingiustizia sociale provoca proteste e queste, a loro volta, instabilita’ politica”.

“La repressione che sostituirà la legge, più la chiusura di tutti gli spazi politici e sindacali saranno le cause più profonde di questo conflitto armato. La guerra fredda istaurata dagli Stati Uniti contro il mondo comunista avrà anche la sua influenza in questa guerra fratricida”.

“La politica disegnata dagli Stati Uniti si baserà sull’appoggio della destra e dei settori di potere del Guatemala e, a sua volta avrà tutta la disponibilità degli americani che favoriranno gli apparati d’intelligenza e appoggeranno ogni dittatura militare forte”.

“L’insurrezione guatemalteca nasce come conseguenza dei problemi sociali come l’ingiustizia, l’estrema povertà e le discriminazioni. L’obiettivo sarà di impadronirsi    del potere”.

“L’influenza di Cuba, e la sua esaltazione alla lotta armata come unica soluzione ha inciso in questo processo come nel resto di Latino America”.

“Per lunghi anni Guatemala ha visto un continuo succedersi di governi golpisti o elezioni truccate”.

“Il terrorismo di Stato non conoscerà più limiti negli anni 80: nel gennaio del 1980ci fu un grande massacro nell’Ambascia spagnola, nella quale bruciarono 39 persone tra indigeni, operai, studenti e funzionari”.

“Gli indigeni si trovavano in quella sede per denunciare le brutali repressioni commesse sull’ altipiano. Fra i morti Vicente Menchu’, padre della Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchu”.

“Nelli steso periodo il governo creava gruppi paramilitari denominati Pattuglie di Autodifesa, la sigla PAC, arruolando obbligatoriamente cittadini, preparati e armati dall’esercito. In seguito questi paramilitari diventeranno cinquecento mila”.

“Si sviluppa  anche una sanguinosa strategia del governo  chiamata  Terra Spianata, perpetrando 300 massacri con la perdita di 16.000 vite , tutte di etnia Maya” “Successive indagine determinarono che ogni quattro vittime, una era donna; migliaia le vedove senza risorse economiche, anche come conseguenza al piano Terra Spianata, ovvero distruggere case e campi coltivati”.

“Lo sforzo di queste donne per ricostruire la loro vita, merita senz’altro un riconoscimento speciale. Molte di loro oggi sono coinvolte e spesso dirigono la lotta contro l’impunità dei carnefici”.

“Credo che la memoria storica non solo del Guatemala, ma di tutto il mondo abbiano bisogno che queste tragedie, una delle “Vene Aperte” dell’America Latina, sia divulgata, conosciuta e denunciata”.

“Oggigiorno il Guatemala ‘e governato da una Democrazia, democrazia che è difficile descrivere, si potrebbe dire apparente, o meglio Democrazia alla Latino Americana”.

Dal libro “Sheny e le altre, donne di Guatemala” di Ines Cainer.  Casa Editrice: PrimAlpe Editore Cuneo.

Fonte foto: http://www.vanityfair.it/

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

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