Il Venezuela nel caos. Un italiano ferito dalla polizia.

Venezuela. Un paese di grande storia e cultura e meta di molti migranti italiani. Proprio così, migranti, alla faccia del Benito tanto rievocato dai nostalgici nazionalisti fascisti dalla memoria corta e dall’ego smisurato come quello del Duce.

Riempiono le pagine di tutti i giornali del mondo le sofferenze e l’instabilità politica che sta attraversando la grande repubblica federale del Nord dell’America meridionale.

Il movimento rivoluzionario di sinistra nazional-socialista è nato 18 anni fà dal carisma di Hugo Chavez, che a sua volta si è ispirato ai valori dell’eroe della Patria Simon Bolivar e alla rivoluzione cubana di Fidel Castro. Morto Chavez per un male incurabile, è succeduto  Maduro; senza la capacità di dare la giusta forza alla Rivoluzione Bolivariana, molti chavisti d’adozione si sono rapidamente scordati della morsa di dolore  che li attanagliava nel giorno dei funerali del loro lider. Maduro ha mostrato lacune culturali, politiche e gli avversari politici hanno capito che era arrivato il momento di far valere la loro filosofia senza disdegnare finanziamenti esterni e l’utilizzo della forza e della violenza. Quello che manca all’opposizione è esattamente quello che manca al governo.Un programma serio. L’alternativa si limita a fare propaganda, a colpire con violenza il paese.

L’opposizione fà leva sui problemi nazionali, in una economia pressochè distrutta dal calo del prezzo del petrolio, prodotto fondamentale per uno dei maggiori produttori mondiali. In realtà tanti sono gli aspetti concatenati, che derivano anche dalla passata gestione. Ma il momento storico sfortunato ha portato il conto a Maduro e sembra che il malcontento interno, non si capisce bene da chi sia smosso ed alimentato, stia accentuando lo stato precario d’equilibrio in un Paese dove mancano i beni di prima necessità, quale latte in polvere, carta igienica, carne e molto altro.

La cascata di eventi ha poi portato il governo ad irrigidirsi sulle proprie posizioni, quasi a diventare paranoico e le imprese straniere in questo clima, tra nazionalizzazioni selvagge ed improduttive per il dilagante fenomeno della corruzione ha esteso il malessere a tutti gli stati sociali, colpevole anche un’inflazione incontrollata.

I numeri sono impietosi con il governo di Maduro, la gente chiede le dimissioni ed effettivamente esistono le premesse per forzare la democrazia e far perdurare un regime che ha inciso negativamente sull’economia. Le imprese straniere sono sparite e si sono ridotte da quasi 15 mila unità a 4 mila. Per quelle che non sono confiscate, nazionalizzate, sequestrate, mancano le materie prime per produrre. La stessa Coca cola si è arresa per mancanza di sufficiente acqua necessaria per mantenere in vita il processo produttivo.

Come molto spesso accade, e non è certo colpa dell’ideologia socialista bensì dei limiti degli uomini che la applicano, il socialismo si è convertito in strumento di potere ed accanimento contro quelle stesse masse che meriterebbero rispetto.

In questo clima sono morte quasi 100 persone negli scontri in strada e dall’altro giorno è proprio un ragazzo autistico, figlio id immigrati italiani, ad essere stato vittima di un agguato da parte di poliziotti barbari che hanno infierito sul ragazzo pestandolo brutalmente e causandogli una emorragia interna.

Il Governo ha subito rimosso dai propri incarichi i poliziotti e saranno processati per crimini legati alla violazione dei diritti umani. Il caso è finito su twitter e su tutti i social e sventolato dall’opposizione come esempio del regime dittatoriale che sta attraversando il paese. Il governo si è scusato per l’accaduto e ha parlato di pene esemplari per i colpevoli, che ignari della patologia di cui soffre il ragazzo lo hanno aggredito pensando fosse un oppositore .

(Nel video potete vedere l’aggressione)

 

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L’autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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