Il sindaco di New York al G20 per protestare contro Trump. E la stampa internazionale tace

Mi sono chiesto più volte cosa significhi fare politica, cosa implichi, quali debbano essere le priorità per il politico, quanto l’etica incida sull’operato e sulle scelte, e anche capire i compromessi a cui gli attori principali sono costretti, volenti e nolenti, a scendere. 

La ricchezza, l’educazione, le amicizie, la forza della propaganda elettorale, i buoni rapporti con una classe già affermata di politici ed imprenditori, il potere della stampa. Elementi che incidono in modo profondo sulla coscienza degli elettori e sul loro modo di pensare e soffermarsi su l’uno o l’altro aspetto. 

Certo, sarebbe buono pensare ai numeri, ma sovente i numeri vengono maneggiati ed utilizzati a piacimento o utilizzati dai detrattori per sminuire l’operato dell’opposizione.

Anche ciò che resta nella storia varia a seconda dell’osservatore. Il pensiero si evolve nel tempo e la stessa azione può essere considerata in modi diversi, anche dallo stesso individuo in momenti differenti della propria storia. Gli eventi incidono su eventi.

Direte, paranoiche filosofiche, teoriche. Sono convinto che invece sia il contrario. Fare politica, fermamente convinti, significa anche conoscere questi concetti, che aiuta a priori a conoscere le ripercussioni che ogni scelta può avere. Ci può anche essere il politico che arriva ad un ruolo chiave sostenuto da fattori positivi e quasi irripetibili, diciamo fortuiti, e rappresentare realmente un movimento controcorrente del momento. Ma, anche in questo caso, il tenace battagliero ideologico dovrà difendere le proprie idee mediandole con la popolarità. Caso contrario, avrà una data di scadenza ravvicinata e l’uscita sarà senza ritorno.

In questi momenti, in questi anni di anonimato, grandi intese, crisi finanziare difficili ai più da comprendere, scambi globali e difficoltà a mantenere gli equilibri nell’interesse d’una pace mondiale sempre più utopica, la necessità di un leader a volte viene a mancare. A volte malediciamo la democrazia, lenta e macchinosa, schiava d’una burocrazia che stoppa il progresso e crea dei paradossi e degli errori evidenti. Anche i sistemi correttivi ad errori spesso palesi, vengono  attuati in ritardo o nel peggiore dei casi mai, in nome di problematiche nella stessa attuazione. Sembra che opporsi a questo macchinario sempre più intricato sia utopico e controproducente e quando applicato, vaneggiato dall’impopolarità delle scelte e messo nel dimenticatoio. 

I tempi della società moderna si sono ristretti e i risultato che stentano ad arrivare non arrivano mai perché accantonati per rese immediati, alla faccia della stabilità. 

La politica è quindi un contenitore in cui si mescola tutto, la vita e l’agire di tutti e in questo pentolone si fanno dei bilanci e la proiezione ipotetica del risultato su di un maxischermo si chiama società.

Tutti, teoricamente possiamo mettere a servizio della politica le nostre idee, i sogni, i progetti, i desideri, collaborando per osservarne i pro e contro e valutarne una eventuale fattibilità. Difficile nella pratica mettere al servizio le proprie idee, se non si è ben inseriti in un contesto d’amicizie, in un ambiente politica. Fare politica.

Queste riflessioni nascono dal vedere il sindaco di New York  attivista democratica che gioca come ala sinistra dello schieramento, per dirla in termini prettamente calcistici,  entrare in campo al G20 dalla parte del popolo, dalla parte di chi vuole opporsi all’operato dei leader delle nazioni più potenti.

Nel caso del sindaco di Bill De Blasio, in carica dal 1 Gennaio 2014, l’intento è portare la voce dei cittadini newyorkesi che lo hanno votato, una voce di sinistra chiaramente moderata, ma che apre alle diversità, all’integrazione e che non crede ai concetti protezionisti e bigotti di Donald Trump. Il Presidente statunitense ha infatti mantenuto fede alla recente uscita dall’accordo climatico stretto dal resto del piccolo esercito dei potenti, a difesa e salvaguardia della Terra. Prendere provvedimenti è necessario quanto urgente, come segnalato da scienziati di tutti il mondo. Il pianeta Terra sta male, è chiaro e mi ritrovo a pensare alla verità espressa ad un quotidiano da Luca Mercalli, un climatologo su come si possa essere incoscienti al punto da non considerare una verità già scritta e prevista. “Mi chiedo come sia possibile essere consì incoscienti e non avendo una risposta credibile abbiamo chiesto aiuto agli psicologi che indagheranno sull’inconscio collettivo”.

Per non parlare dell’illustre Stephen Hawking che avverte che la Terra scotterà come Venere. Sulla Terra potrebbe innescarsi un meccanismo irreversibile di surriscaldamento. In definitivo siamo ad un punto di non ritorno con temperature che possono superare i 250 gradi ed iniziare piogge di acido solforico. Ossia situazioni che porterebbero l’uomo ad estinguersi, esattamente come sul secondo pianeta del sistema solare più vicino al sole.

E in questa situazione si permette a Donald Trump di uscire da un accordo che coinvolge il futuro dei nostri figli? Questa è la democrazia, questi sono i punti di vista, questo è l’estremo male di un sistema che non funziona. Il capitalismo miei cari consuma, brucia tutto e infine brucerà anche la Terra. Vi sono figure moderate che se ne sono accorte, che capiscono che le scelte impopolari sono l’essenza e la soluzione ad alcuni mali. Vi sono male che non curati produrranno mali a catena ad un numero sempre maggiore di persone. Sino all’estinzione.

Parole apocalittiche? Non credo sia il caso di parlare d’apocalissi, se non a chi piace condire di tragedia una previsione in base a dei dati già in nostro possesso.

Il Sindaco di New York era là a protestare. Dopo aver reso gratuiti molti asili nido della Grande Mela, dopo aver reso intrapreso per New York delle azioni che l’hanno resa più sicura del 27% più sicura introducendo regole ferree per i conducenti, dopo aver aumentato i posti di lavoro, dopo aver appoggiato e sostenuto molte iniziative verdi nonché la costruzione di case popolari ed aver aumentato il salario minimo orario a 15 dollari (quasi il doppio di quello dello stato federale) ora ha partecipato in Germania al G20 ma nessun giornale italiano degno di nota in quanto a popolarità ne ha riportato la notizia. Nessuno. Si è solamente parlato del black block e della questione migranti. Si è sorvolato sul motivo che ha spinto persone civili, composte a protestare per cambiare lo stato delle cose. In mezzo a tale movimento anche un’ondata di violenza e scontri che ne ha offuscato la legittimità ma non per questo ne ha bandito i contenuti.

Il sindaco d’origine italiana, Bill de Blasio quindi è un personaggio radicale  scomodo sia per il governatore dello stato di New York Andrew Como con il quale ha rapporti tesi e che si sono a volte ripercossi sull’approvazione di certe iniziative sociali ma soprattutto con il Presidente Donald, la cui personalità cozza contro quella di De Blasio. Ed è proprio per rappresentare le idee di tutti coloro che sostengono il protocollo a larghissima intesa adottato nel 2015. Obama ha attaccato Trump affermando che “così facendo rifiuta il futuro” e anche UE e Cina si sono dimostrate rammaricate. Amburgo insomma un flop totale. Oltre un terzo delle emissioni di elementi fonti di inquinamento dell’atmosfera (biossido di carbonio, metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) sono immesse dagli USA motivo per il quale non adempiono neppure al Protocollo di Kyoto ed a quello meno recente di Rio. Dati tecnici evidenziano come la riduzione dell’immissione di CO2 nell’atmosfera sia necessaria al fine di non saturare la stessa e provocare lo scioglimento dei ghiacciai (in atto) e di conseguenza portare ad un forte aumento del surriscaldamento. 

In quest’ottica la presenza di Bill de Blasio si è mostrata importantissima, a rappresentazione di una America che non condivide i valori di Trump. Una America divisa, ma che resta pur sempre una democrazia, che, come ricorda il sindaco, non aveva mai vissuto tante proteste in pochi mesi contro le decisioni governative. E in quest’America c’è posto per tutte le opinioni, così come, ha citato sempre lo stesso sindaco, Martin Luther King ha insegnato. Il sindaco non ha potuto esimerci dal citare l’agente di polizia del NYPD, madre di tre bambini, freddata senza motivo nel Bronx da un afroamericano con problemi psichiatrici, che da poco era stato rilasciato dopo aver scontato una pena di 7 anni. Un omicidio che ha scosso la città, nonostante la criminalità sia ai minimi storici. Un discorso che comunque ha evitato polemiche dirette a Trump e che ha invece marcato sulla pluralità d’informazione, ha sottolineato l’amicizia tra Germania e Stati Uniti ed ha invitato i partecipanti a rendere la democrazia più autentica senza cadere nelle aberrazioni di razzismo o xenofobia. 

Purtroppo una voce che resta inascoltata. E riprendiamo il concetto iniziale. Cos’è la politica senza appoggio mediatico nella società d’oggi dove il pensiero delle folle è influenzato totalmente dal migliore amico dei nostri tempi, cioè internet? 

 

 

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *