Il nuovo Lula: da commentatore ai Mondiali a prossimo candidato favorito alle elezioni

Il Brasile e Lula. Uno dei Presidenti più conosciuti e mediaticamente famosi per aver lasciato un segno. Un Brasile in forte crescita economica quello da Lui governato, in cui ha mischiato elementi di socialismo spiccato ad altri di importanti intuizioni commerciali. 

Amato dalla gente, ex sindacalista, indagato e poi finito in carcere. Chi dice con un golpe democratico e vittima di corruzione, chi invece dice abile sceneggiatore e coordinatore di una fitta rete, imponente, di corruzione e favoritismi.

Era stato arrestato e l’arresto, con barricata iniziale proprio nelle stanze di quel sindacato che ne è simbolo e che l’aveva reso grande, ha diviso il Brasile. Michel Temer, il Presidente brasiliano succeduto dopo una destabilizzazione studiata a tavolino di  Dilma Rousseff, deposta dal Senato e condannata infine per manipolazione dei dati del deficit del Paese.

Un giudice aveva accolto la richiesta di scarcerazione di tre senatori del Partito dei Lavoratori, lo stesso di Lula, secondo cui il carcere era una violazione dei diritti umani per un pre-candidato. Pre-candidato? Ebbene si, perché Lula, deciso più che mai, si è candidato per le Presidenziali del prossimo Ottobre.

 

 

Quindi Lula è stato scarcerato? Meno che mai, vi ricordo che siamo in Brasile dove le contraddizioni sono la bellezza del Paese, dove ciò che è amore diventa odio alla prima nube e viceversa. Quindi pronto dal Portogallo è nientepopodimeno che Sergio Moro che interviene. Il magistrato di Lava Jato in persona, l’inchiesta giudiziaria tra le più grandi di sempre (leggi qui l’approfondimento: http://thisiscuba.net/repubblica-dominicana-la-verita-su-lava-jato-odebrecht-e-la-centrale-termica-di-punta-catalina/) blocca la scarcerazione, il primo magistrato rafforza la dose e infine interviene il presidente del tribunale di Porto Alegre, Carlos Thompson Flores, a spegnere gli entusiasmi dei sostenitori di Lula, che effettivamente avevano cercato in un cavillo tecnico e in un giorno domenicale la scusa per una liberazione del lider. 

In definitiva Lula continua a reinventarsi. Il 30 Giugno ha lasciato il ruolo di commentatore per i Mondiali di Russia 2018 per non violare la legge elettorale che vieta ai candidati alle prossime elezioni di partecipare proprio da tal data alle prossime elezioni.

Più che mai quindi il Brasile appare spaccato in due, fratture che parte dal governo e tocca la magistrature, le alte cariche, i corpi di polizia e si ripercuote su tutta la popolazione.

Il 7 Ottobre, vedremo se sarà Lula il 72enne candidato protagonista o se potrà assistere all’esito delle elezioni comodamente seduto in carcere. E nel frattempo non resta che stare a guardare la svendita di Temer di assetts pubblici di valore.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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