IL MESSICO IN OSTAGGIO DEI NARCOS. LE FOTO DELLA STRAGE

ESP:La violencia en México no se ha disminuido. Violencia que se produce en manera atroz, cruel, inhumana, mostrando  al mundo entero el horror de los masacre producido da los mercantes de las drogas. Solamente ayer nueve muertos ahorcados en la ciudad de Nuevo Laredo, ejecutado por los traficantes de drogas. 14 cuerpos más, fueron encontrados decapitados, despedazados, cabezas en bolsas fueron encontrados más tarde en bolsas térmicas en algunos vehículos abandonados. Parece que la violencia y la muerte en algunos casos en Mexico , tengan el  dominio sobre todos, como demuestra las foto publicada en este artículo

 

Nessuna pietà e tanta voglia di condannare il fatto, condividerlo per capire che razza di bestia può diventare l’uomo di fronte al commercio. Quel commercio che porta a languidi guadagni, com’è quella della droga. Narcotrafficante è un lavoro a tempo pieno ed indefinito. Sai quando l’abbracci, sai che diventi imprescindibile dallo stesso. Non sai però che è un patto a breve termine, che ti annienta l’anima e tutto ciò che rende nobile l’uomo. Restano le macerie dell’uomo.

Capiamo il business che s’avventa e s’avvinghia intorno alle organizzazioni criminali. Ognuna nella competizione cerca d’avere la meglio. E quale arma migliore d’un corpo martoriato a rendere tronfi d’orgoglio quei burattini che recitano la propria vita all’interno d’un contesto di morte.

In ogni caso il Messico è diventata terra di battaglia. Certo non tutto il paese, ma inutile girarci attorno. Oltre diecimila morti ammazzati all’anno sono un vero e proprio bollettino di guerra, localizzato proprio lungo il confine nord con gli Stati Uniti.

Ieri nella cittadina di Nuevo Laredo nove i morti impiccati. Altri 14 corpi sono stati trovati decapitati, fatti a pezzi, in buste commissionate proprio davanti all’edificio della Polizia doganale. Le teste sono state ritrovate successivamente in sacche termiche all’interno di alcuni autoveicoli abbandonati. Anche in questo caso a poca distanza dalla sede delle polizia di Nuevo Laredo. Anche in questo una sfida nelle sfide.

Dal 2006 il Messico è divenuto un campo di battaglia sempre più esteso. Modalità di violenza che si spingono oltre la fantasia. La guerra ai cartelli di Calderon, ha portato ad una riorganizzazione della stessa e ad un inasprimento della violenza a livelli inauditi.

Gli Stati dove si concentrano le violenze sono Chihuahua, Bassa California, Tamaulipas, Sinaloa e Guerrero. Proprio a Tamaulipas, dopo questa strage la polizia ha richiesto un intervento massiccio dell’esercito. I militari sono un altro bersaglio. Oltre mille gli ufficiali di polizia deceduti in queste battaglie, altrettanti i bambini.

Le modalità sono sempre le stesse. Professionisti, che dispongono di un grande quantitativo di armi d’assalto che eseguono carneficine senza alcuna remora. Gli omicidi devono essere vere e proprie esecuzioni che fungono da deterrente. Prima della morte torture imperterrite. I corpi vengono martoriati, fatti a pezzi e come trofei la carne da macero viene esposta al “grande pubblico”. Le teste mozzate sono trofei. L’ Abitudine di assistere a questo spettacolo disumano è il lato più disarmante della tragedia. Le minacce dei cartelli del narcotraffico si estendono anche a coloro che postano il loro orrore sui social network, creando pagine di dissenso. Liste nere che includono famiglie, familiari, poliziotti sono i bersagli che sono già dati in pasto ad una morte tanto brutale quanto certa.

Nuevo Laredo: Nove persone impiccate dai narcotrafficanti messicani.

 

La guerra è tra le stesse bande per il controllo di grosse fette di mercato conteso, tra le bande e lo Stato, tra la parte politica che lavora per trovare soluzione e la parte corrotta e fornisce linfa e radici ai narcos.

Il sito dei narco, è costantemente aggiornato e proprio oggi ha ricevuto un filmato  da un cartello, affinché pubblicasse un video in cui era ripresa una esecuzione.

Le offensive dell’esercito devono combattere costantemente per contenere la corruzione fra le stesse forze armate, in quanto i gruppi di narcos utilizzano quest’arma per radicare la propria presenza all’interno delle istituzioni e rendere vani quei sistemi di controllo che dovrebbero monitorare ogni tipo di attività sospetta.

Nella stessa Agencia Federal de Investigación (AFI) si contano 1500 agenti indagati per sospetta attività criminali su un totale di 7000 unità. Dei 450 già accusati, moltissimi hanno ammesso di lavorare per la banda di Sinaloa. E’ il terrore la chiave che si giocano le bande criminali. Quando si sentono attaccate cercano di destabilizzare l’avversario. E colpiscono chiunque osi ostacolare uno scambio commerciale.

Anche i giornalisti continuano ad essere interessati da queste violenze. Gabriel Huge Córdova e Guillermo  Luna Varela, sono solo gli ultimi due eliminati nella municipalità di Boca del Rio, Veracruz. Entrambi lavoravano per l’agenzia Veracruznews. Prima l’allarme dato dalle famiglie per la sparizione. Irreperibili da giorni il 3 Maggio è stata data la conferma dalla procura generale dello stato di Veracruz che  4 corpi, ritrovati erano reporter. Tra questi proprio Huge e Luna. Anche in questo caso i corpi erano ripartiti smembrati in sacchi, cosa che ne ha reso difficile l’identificazione. Proprio il 3 Maggio, giornata mondiale per la libertà di stampa si sono ricordati i 79 giornalisti deceduti.

In un territorio tanto ampio, dove spaziano opportunità di benessere, scenari naturali incantevoli, tracce di nobile storia millenaria, capacità culturali ineccepibili, costumi e tradizioni illustri, è difficile fare spazio nella nostra mente per trovare una logica a queste azioni. Azioni che hanno invece una logica ben precisa, e che ci ricordano dove si può spingere la logica quando non è accompagnata dall’ altra parte imprescindibile all’uomo per differenziarsi dalla bestia.

 

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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