Il mercato immobiliare a Punta Cana. Prospettive per il futuro.

Repubblica Dominicana. Da un lato l’edilizia in fermento, investimenti stranieri che aiuteranno a raggiungere il budget già fissato di arrivare ai tanto proclamati 10 milioni di turisti. Una delle mete principali e più strutturata è il distretto di Altagracia, nello specifico Punta Cana, che richiama ancora per le sue spiagge d’un blu turchese, ed il microclima di cui gode, con poche giornate di pioggia. Diciamo la verità. Chi è stato nelle più frequentate spiagge del quartier generale turistico, Bavaro, in particolare El Cortecito, sà bene che proprio questo blu turchese non esiste. Tante alghe, tanto caos. Ci sono ancora dei punti più felici ed incontaminati, ma mano a mano vengo meno, se teniamo presente che 30 anni fà parlavamo d’un campo, poco più. Diciamo che non vi è una perfetta corrispondenza tra le foto idilliache che richiamano a calma e tranquillità, e la realtà. Spariscono semplici edifici, si disbosca, si taglia, si distrugge, e si erigono complessi di 200 – 300 appartamenti al colpo. 

Dicesi…La crisi Amazzone traslata in Punta Cana. Alla base non vi è un parco pubblico, uno spazio verde progettato per essere utilizzato da tutti. Edifici chiusi e difesi da gruppi di sicurezza armata, telecamere e filo spinato a difendere le proprietà dei ricchi, e centri commerciali pronti a soddisfarne le esigenze. Gli abitanti del posto, venuti a trascorrere le due ore di gloria, guardano le vetrine lussuose dei negozi e sognano tra un misto d’invidia e speranza irrazionale dicendo “chissà che un giorno tocchi a me”. Anche qui vive la speranza del sogno americano.

Ma conviene ancora investire a Punta Cana? Conviene investire dove le unità abitative continuano ad aumentare in modo esponenziale? Conviene  investire in un Paese insicuro e corrotto e dove la spiaggia risulta sempre più sofferente per via dei maltrattamenti dell’uomo e dal suo spirito autodistruttivo? 

Come ogni investimento è una scommessa, più o meno difficile. Si cerca di gestire il rischio ma alte marginalità richiedono forzatamente una predisposizione ad un minimo di rischio. Al momento il turismo tiene e cresce, gli aspetti negativi che metto in luce in quest’articolo sono spesso mascherati per il bene d’un progetto economico che fà leva su pochi elementi, labili e deteriorabili, pronti ad essere spazzati via al primo soffio di vento. Ripetiamo, ad oggi chi ha investito ha avuto ragione, l’unica perplessità è in che fase del trend stiamo entrando e sino a quando durerà la crescita. 

Andiamo dunque ad investigare meglio direttamente a Punta Cana. Vi sono svariate immobiliari, tra le più famose scorgiamo una famosa anche in Italia, Remax. Ci affidiamo a loro. Ci portano a visitare progetti nuovi ma già in fase di costruzione con una precisa fecha d’entrega. Se compri in questa fase avrai uno sconto, che varierà anche in base all’ “initial” consegnato, ossia quanti soldi si consegnano alla firma dell’accordo preliminare. Prima paghi più avrai dei benefici. Benefici che aumentano ancora se compri in piano. Di solito i progetti più sicuri sono garantiti da fideiussioni bancarie, ma la certezza, visto che non mancano i progetti lasciati a metà o mai iniziati.

Addirittura vi è un progetto che prevede l’edificazione di oltre 400 appartamenti a fianco d’un prestigioso marchio turistico hotelero,  ed un altro che purtroppo andrà a modificare i connotati naturalistici di una delle spiagge più belle, Playa Macao, con l’edificazione di un resort comprendente oltre 500 abitazioni. I grandi gruppi imperversano facendo il buono e cattivo tempo. Assumono haitiani solitamente, perché è una manodopera che costa meno della domenicana, e che priva di diritti, esegue senza alcun diritto sindacale secondo le esigenze del gruppo costruttore. Le grandi imprese sono vere e proprie multinazionali. Uno scandalo sommerso non ha mai fatto luce sull’abbandono di un progetto ambizioso che avrebbe dovuto realizzare Donald Trump nel 2007. Ebbe il tempo di raccogliere oltre 300 milioni di dollari, ma il progetto rimase tale e quei soldi non furono mai restituiti. Ma di questo ne parleremo, potete intanto tenerlo solo come esempio.

http://www.godominicanrepublic.com/poi/beaches/punta-cana/playa-macao/

I progetti sono tanti e le promesse di valorizzazione dell’operazione immobiliare sono allettanti. Si fà leva sempre su pochi concetti amati dai turisti, soprattutto russi, canadesi e statunitensi. Il relax, il comfort, la sicurezza a fianco di una spiaggia da sogno, da locali splendidi. Rendita sicura in un paradiso caraibico dove il tempo si ferma e la perfezione t’accoglie in persona. Slogan comuni ma che funzionano sempre. Qui arrivano tantissimi ricchi con un semplice visto turistico e poi non se ne vanno più.

Infine chiediamo di vedere degli appartamenti in vendita di “seconda mano”. Anche qui l’offerta è ampia e  “compravendi” rapido. Moltissimi sono i cartelli “se vende“. Probabile qualche turista che desidera cambiare o realizzare un upgrade magari utilizzando i benefici propri della plusvalenza appena messa a segno. Vediamo Il progetto chiuso “Cocotal” nel Cortecito, tra i più interessanti. Alcuni appartamenti in vendita, prezzi dai 100 ai 250 mila dollari, fino alle ville più lussuose che superano abbondantemente il valore milionario.

Ovvio, se si investe, si può mettere in affitto per periodi brevi utilizzando servizi quali Airbn’b o Booking e così si ha l’immobile libero in occasione di una meritata vacanza.

Si è fatto tardi, passo da un centro commerciale nuovo, pieno di offerte di comida americana, banche locali e canadesi, per una rapida spesa dove (quasi)tutto ciò che è di qualità costa più che in Italia e mi dirigo verso la spiaggia approfittando delle ore del tramonto, quando la gente ritorna presso le proprie abitazioni. Cammino notando le differenze con la spiaggia di qualche anno prima e mi chiedo che ne sarà di questo splendido posto, così minacciato da questa famelica avidità dell’uomo di produrre capitale. Ho un succo in mano ormai terminato, non vi è traccia di un cestino, mentre faccio lo slalom tra un sacco di rifiuti sparsi, tanta plastica, qualche bottiglia ansimante galleggia pure in acqua. 

Il governo qui non fà nulla per preservare, ma non è quello il problema. Qui si guarda al presente, non al futuro, non vi è traccia di programmazione, vive la legge dell’arraffone. 

Playa Macao rovinata dall’edificazione del nuovo resort

Questo Paese che tanto ho amato e amo inizia a starmi stretto, così come la comune mentalità di queste latitudini. Ma a pensarci meglio amo questo Paese ancor più di prima, ma lo vedo in balia d’un genere di cui mi sto disinnamorando, quello umano. Forse sono solo riflessioni romantiche davanti ad un tramonto da favola.

Ritorno in camera e qua e là s’aleggia aria da fogna, e sappiamo quanto queste opere siano improvvisate e a volta realizzare senza tropi fronzoli, destinate a sentire velocemente i segni dell’usura e dell’inadeguatezza. Questa camera, che verrà presto demolita per l’edificazione d’un ambizioso progetto edilizio, capitale europeo. (la mattina dopo mi parlano del progetto e mi basta fare un paio di domande per ricevere le attenzioni di molti italiani sospetti immischiati in una sorta di pre-prenotazione dei lussuosi appartamenti).

Se questo è un luogo per rilassarsi…me ne vado sconcertato da tanta ostentata disuguaglianza, tanta indifferenza, tanto malcostume dei politici e altrettanta rassegnazione del popolo, il cui fine ed abitudine è sopravvivere, chiedere prestiti e attendere.

In sin dei conti se siete affaristi o investitori un appartamento credo possa darvi ancora delle soddisfazione e questo luogo vivace, che riflette la natura variegata ed istintiva dei caraibi, è senza dubbio ancora splendido. Sta a voi conoscerlo e rispettarlo.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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