Il mercato del lavoro in Repubblica Dominicana. L’utopia del “mollo tutto e scappo ai caraibi”

Sovente senti di italiani che desiderano cambiar vita. Vi sono fior fiori di siti dedicati a questo argomento. E poi le statistiche non mentono. Sempre più giovani e non solo che emigrano. Anche adulti in cerca di una seconda opportunità. E pensionati che vogliono mantenere i privilegi sanitari in Italia e mettere un piede, laddove conviene, in un qualche paese caraibico.

Vivere in Italia non è semplice. O meglio, vivere in Italia si è complicato, la società è cambiata e i tratti dell’italianità classica è venuta meno. Sembra un vita quando seduti al bar, in giardino, o su sedie di plastica si guardava tutti insieme il mondiale di calcio degli anni ’90. Da allora continui metamorfosi hanno cambiato qualcosa di profondo. I ritmi sono cambiati e la società è sempre più stressata e meno felice. Diciamocelo pure. La migrazione ha creato una società eterogenea spaccata, in cui l’integrazione è solo di facciata e l’ipocrisia la fà da padrona.

Non sono discorsi qualunquisti. Che sia più complicato vivere per la classe media è un dato inconfutabile. Che la società sia meno felice risulta dal numero di persone che consumano, e spesso abusano, di farmaci ansiolitici, antidepressivi e compagnia bella. Una bella dose di benzodiazepine, un ipnotico sedativo ed un inibitore del re-uptake della serotonina e tutto passa. Ma non è così.

Ciò che non viene detto è che “quel mollo tutto e scappo ai caraibi” è una grande menzogna. E’ una menzogna, una ipocrisia bella e buona. 

Gli italiani diventano di necessità sofisticati e farsi spazio in una giungla è sempre cosa ardua. Emigrare non è una decisione denigrabile. Ma emigrare con un “mollo tutto e scappo” è da perdenti. Le scelte di vita calcolate, ponderate sono alternative di vita, che se prese con la giusta determinazione e consapevolezza possono essere costruttive sia per noi stessi che portare un riscontro positivo nel Paese in cui ci trasferiamo.

Molto spesso in Repubblica Dominicana trovi italiani impreparati, quasi spiazzati. Da una parte un’ideale che non va oltre un’orizzonte fatto di mare, sole e spiaggia e dall’altro la complessa realtà. 

La Repubblica Dominicana non è una alternativa di vita per chi non ha una solida base economica ed un progetto ben definito e realizzabile. Non lo è affatto. Così come non lo è Cuba o qualsiasi altro paese che si possa definire del terzo mondo.

Qui gli stipendi medi sono da fame. Lavori in condizioni precarie, senza le tutele e le garanzie assistenziali che si hanno in Paesi quali l’Italia, e a fine mesi il salario è di 150 – 200 euro. Figure altamente specializzate ovviamente percepiscono anche 800 euro, ma non dimentichiamoci che per vivere decentemente servono molti soldi. Più che in Italia. Certo, tutto è opinabile, ma è difficile pensare che un italiano a cui non sta bene la realtà attuale, desideri cambiare vita per andare a risiedere in un quartiere di bassa caratura, i famosi “barrios, senza alcuna comodità, mangiando cibi economici e non permettendosi alcun lusso. A quel punto forse qualcosa nel proprio ragionamento verrebbe meno. E se ci trasferissimo per amore? Per sentimentalismi utopistici? Anche in quel caso, scavando a fondo, quell’amore nutrirebbe qualcosa d’ipocrita. 

Certo, non manca l’italiano che spicca, per inventiva ed ingegno, che si afferma, felice e afferra i tratti splendidi che offrono i caraibi. 

Ma la realtà?

Scorriamo gli annunci di lavoro. Cercano una cameriera, tempo pieno, 9000 pesos al mese. 150 euro esatti al cambio odierno. Pensiamo che già il trasporto pubblico mensilmente non costa meno di 900 pesos e supponiamo, ben realisticamente che incida per un 10% sul guadagno totale. Parlando di tempo pieno poi, sovente il dipendente dovrà pranzare fuori casa. O si porta qualcosa da casa o serviranno minimo 200 pesos (minimo), per un pasto basilare. E qua se ne va un altro 20% dello stipendio. Ma sono tutti calcoli in difetto. Il resto non basta neppure per un affitto. 

Quindi tralasciamo sul pizzaiolo, sul bar sulla spiaggia, sull’enologo di turno, sulla piadineria e pizzeria. Non è così semplice e, con tutto il rispetto, vi sono economie dove già esistono tutti i presupposti per offrire di più a chi si impegna.

Qui ci sono tutte le basi per mantenere un certo tipo di equilibrio. E cioé classe media povera ed ignorante, in grado di non contestare l’operato di una oligarchia ben istruita ed arraffona, pronta a contendersi interamente i beni del Paese, tra infrastrutture e servizi per i turisti e tanta corruzione. La democrazia è talmente farlocca che quando torni in Italia anche il nostro governo populista gialloverde sembra costituito da un’elite di menti uscite dalla Normale di Pisa.

La polizia è corrotta, la magistratura è corrotta, i politici sono corrotti. Ogni cosa non ha una morale. in Repubblica dominicana ti compri tutto. 

Caposaldo di questa struttura è che i poveri devono restare tali. Non possono accedere ad un credito equo, non possono affidarsi ad aiuti sociali di alcun tipo che premiano il meritevole, non possono neppure laurearsi in tempo volenti o nolenti in quanto l’università è spesso sospesa per las huelgas, le lotte degli studenti, i ritardi dei professori spesso assenti ingiustificati e neppure rimpiazzati. 

Se vuoi vivere devi avere soldi. Se vuoi sopravvivere, ricadi nei grandi agglomerati detti barri, quartieri degradati ed altamente popolati dove le leggi non esistono, dove non vi è una organizzazione sociale, dove, è triste da dire, l’uomo torna ad essere puro animale che lotta per sopravvivere. E qui, la speranza viene meno, come tutti i luoghi poveri proliferano le nascite e le aspettative…immaginatevi voi. Uno su mille ce la fà diceva Morandi? Non dire, forse uno su diecimila. 

L’uomo merita più di una mera sopravvivenza. Ed ha qualcosa in più che si chiama ingegno per sviluppare la società in cui vive. E’ l’essenza della nostra vita in sin dei conti.

 

 

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.