Breaking News L'editoriale — 19 luglio 2011
Il futuro del Venezuela e il male di Chavez

IT: Dopo svariate “speculazioni” a riguardo della salute del presidente venezuelano nelle ultime ore Chavez è apparso al popolo  in un apparente buono stato di salute, e ha cercato di trasmettere l’ottimismo che serve per portare avanti la nazione nel dodicesimo anno del suo mandato.

ESP: Después de varias “especulaciones” a respeto del estado de  salud del presidente venezolano en las últimas horas Chavez ha aparecido al pueblo en un aparente bueno estado de salud, y ha tratado de transmitir el optimismo que sirve para llevar adelantes  la nación en el duodécimo año de su mandato.

Il presidente venezuelano Chavez recentemente a Cuba, con Raul e Fidel Castro.fonte foto:internet

Pochi giorni fa scrivevo, seguendo la scia delle speculazioni  di informazioni spesso scellerata, riguardo lo stato di salute del Presidente Chavez. E, di fronte a tanta brama di scrivere la notizia più sensazionale, mi limitavo a commentare proprio questo sentiment di sensazionalismo e informando attraverso soventi negazioni di finti scoop dati per certo. Ancora prima della fine dell’articolo, il contenuto dello stesso è stato praticamente sconvolto dal ritorno in patria del Presidente.

Ciò che riportavo era il seguente:E’ ancora Chavez oggetto dell’ansa di pochi minuti fa. Le testate di tutto il mondo giocano all’impazzata a ping pong in un tergiversare, osare, azzardare sulle condizioni di salute del Presidente del Venezuela”.

L’epicentro delle fonti informative è Miami dove uno dei quotidiani più proliferi sulla notizia, Il Miami Herald, aveva parlato già un paio di giorni fa di un Chavez ricoverato in situazioni critiche all’Havana, dove sarebbe stato operato dall’equipe di medici cubani, con urgenza.

Ad oggi è confermato. Chavez ha parlato dalla capitale cubana alla Nazione. Un video dove ha ammesso d’aver subito un intervento per l’asportazione d’una massa tumorale maligna.

Inutile parlare del perché ricade su Cuba la location scelta per l’intervento. Uno dei più grandi successi della rivoluzione cubana è proprio l’alto livello in ambito medico raggiunto dalla sanità cubana. Standard molto elevati per una nazione povera. Tutti possono accedere gratuitamente ai servizi sanitari nonostante l’embargo statunitense abbia recentemente messo a dura prova anche il necessario restyling delle strutture e dei mezzi necessari a diagnosticare patologie e curare i pazienti.

Tra Venezuela e Cuba, da dodici anni, cioè da quando Chavez è al potere, è nata una forte collaborazione. Il Venezuela esporta a Cuba petrolio a prezzi di grande favore in cambio di assistenza medico scientifica garantita dai tanti operatori cubani in missione nello Stato di Bolivar.

Per quanto Chavez sia un Presidente amato-odiato all’interno del proprio paese, soprattutto per presunte politiche illiberali ed incostituzionali, a Miami non è stata fatta alcuna festa per festeggiare il male del presidente, comportamento nefando che aveva caratterizzato lo stile antidemocratico della comunità anticastrista di Miami nel giorno in cui erano circolate insistenti voci della morte dell’allora Presidente di Cuba, Fidel Castro.

Fidel Castro, continua Chavez “è il migliore dei medici”. E’ stato Fidel stesso a seguire ogni procedura medica nei dettagli, comunicare ad un Chavez, insolitamente nei panni del paziente, la diagnosi del cancro e a permettere alla moglie e alle figlie di raggiungerlo all’Havana”. Quell’Havana da dove dirige ancora l’orchestra del proprio governo, mentre le speculazioni rafforzano la mera opposizione che sfrutta una malattia per prendere fiato e cercare consensi, anche grazie ai soliti finanziamenti statunitensi, da pochi giorni nuovamente impennatisi.

Annunciato come  un piccolo intervento “un piccolo problema di salute”  il Ministro degli Esteri, Nicolás Maduro si è dovuto arrendere all’evidenza, visto che i tempi di recupero non saranno così brevi da nascondere la verità. Anzi, il periodo in cui Chavez dovrà forzatamente restare a Cuba per i trattamenti necessari, potrebbe protrarsi ad alcuni mesi, così come confermato dal vice-presidente Elias Jaua ad ad una radio colombiana.

I corvi gracchiano le loro lamentele e proteste per una limitata libertà e affiorano in uno Stato che invece sta mostrando grande unione intorno al Presidente. Non che in Venezuela tutto sia perfetto. Lo sappiamo bene questo. E’ difficile da governare, resta elevato il tasso di criminalità d’ogni tipo. Ma l’esercito è saldamente con Chavez, sebbene voci di corridoio si prodighino a rievocare lontani voci di ribellione.

Nello stato attuale delle cose, lasciando da parte i proclami di Chavez che è certo di vincere la battaglia dal momento che è tempo di vivere e non di morire. Ma la verità sta nella medicina e non nelle parole di Chavez. Non avremo mai una completa e trasparente verità sul male del Presidente, ma l’ideologia politica di certo non va ad offuscare la verità scientifica e di certo certezze in questo campo non ve ne sono e la volontà da sola non è ahimé sufficiente talvolta.

Nelle ultime ore Chavez è apparso al popolo venezuelano in un apparente buono stato di salute, e ha cercato di trasmettere l’ottimismo che serve per portare avanti la nazione nel dodicesimo anno del suo mandato. Ha delegato alcuni suoi poteri decisionali al Ministro della Finanza Giordani e al vice presidente Elias Jaua. Detto questo, con l’inseparabile account Twitter alla mano, che aggiorna continuamente, se n’è partito per Cuba dove è stato ricevuto nelle ore scorse dal Presidente Raul Castro.

Quanto tempo comportino le radioterapie, al fine di immunizzare dalle cellule maligne cancerose il Presidente venezuelano non è saputo per una serie di variabili che di certo non dipendono dai segreti di stato.

Come terminavo la volta scorsa: Saranno le elezioni presidenziali del 2012 a rispecchiare il volere dei cittadini.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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