Il flusso dei migranti è la nuova manna della mafia

Ieri la manifestazione di Milano per dire no agli odi razziali, per dare accoglienza e e per ribadire il credo europeo di accogliere gli immigrati, perdon, i migranti ha riscosso molto successo, importante la partecipazione e ha alimentato le polemiche.

Eppure la Manifestazione che colgo è un tentativo vano di spezzare l’escalation di tensione che sta crescendo nel nostro Paese e all’interno della mentalità europea tradizionale, nei popoli europei che si vedono impotenti e forse impreparati a gestire ed accogliere tutta questa gente.

Hanno paura, temono di offrire la mano a chi in realtà ha un piano diabolico di destabilizzare il mondo occidentale dall’interno. Chi parla di crociata, chi di invasione, è innegabile che i flussi si spostino da una parte povera ad una ricca. E’ naturale come l’acqua scende il corso del fiume o una palla lanciata in aria ricada secondo il principio di gravità.

La gente si sente tradita dalla politica perché incapace di controllare il flusso migratorio. Spesso chi arriva non riesce ad integrarsi tra le tante difficoltà che l’Italia economicamente sta vivendo. 

E la colpa è quindi dei migranti? La colpa di un disequilibrio di chi è? Di chi è povero? Di chi ospita? Di chi non stabilisce regole chiare? Di chi specula?

Non abbiamo indagato in prima persona sulla tratta degli schiavi, dei migranti. Sapete perché? Perché non ve n’è alcun bisogno. La tratta dei migranti, che scappano dai paesi in guerra, dai paesi poveri è fisiologica. La domanda ci può essere. Ma chi li accompagna, chi permette loro di arrivare a destinazione fà parte di una organizzazione precisa, con dei fondi ben precisi, con un guadagno calcolato. Si chiama MAFIA, è appoggiata certamente da poteri forti, e non è nient’altro che l’ennesimo controllo del territorio esercitato dalla malavita, che spazia dalle più comune fonti di denaro, quelle illegali di droga, armi, prostituzione a quelle degli appalti, dei fondi europei, attraverso meccanismi collaudati di corruzione ed estorsione e minacce. 

Il popolo perde pertanto certezza e sicurezza e fatica a farsi un’idea. Vede il prodotto finito alla televisione, magari incontra il programma sbagliata che presenta con malizia il “prodotto finito”, un desolante piazzale d’una stazione o un sobborgo di periferia e non si pensa all’insieme di concause che rendono il “migrante” un poco di buono sbandato e senza fissa dimora. Parte quindi un circolo vizioso, in cui il migrante non riesce ad inserirsi, spaccia, torna libero e diventa pertanto in senso generale il problema da risolvere in sé. 

Insomma prima il migrante viene messo nelle condizioni di emarginazione cercando espedienti per vivere, poi l’impunità per i comuni reati gli garantisce una recidiva pressoché assicurata ed infine i parlamentari fingono di litigare cercando di trovare un accordo sulla soluzione al problema con un part-time autorizzato all’uso delle armi, introducendo così un elemento che può aumentare le vendite di queste aziende di morte (e non prevenzione come vogliono farci credere)

E mentre il teatrino delle ideologie, delle parole continua i concetti di base, le soluzioni non vengono prese. Perché così deve essere. La politica distoglie lo sguardo dalla realtà e mantiene il popolo all’oscuro. E copre gli errori dei propri errori trovando di volta in volta il colpevole cattivo. Nello straniero, nel terrorista islamico che purtroppo è sempre più confuso con colui che professa l’Islam, e mi chiedo talora perché, se questo terrorismo fosse quello che ci descrivono, non colpisce i centri del potere invece che la gente. Perché colpisce la Francia alla vigilia delle elezioni, favorendo di fatto l’estrema destra francese e colpendosi di fatto da solo. 

Il discorso è che molti titoloni dei giornali distolgono dalle dinamiche reali di ciò che accade e dalla corruzione crescente. 

La mafia imperterrita continua a svuotare le casse dello Stato, a rubarci i diritti sociali cui in teoria dovremmo attingere con il versamento dei nostri contributi, delle nostre tasse. 

E l’imprenditore denuncia una situazione paradossale senza tener conto di quella manodopera a basso costo, in nero che faceva comodo, quel muratore che lavorava per nulla, quell’operaio che raccoglieva pomodori per pochi soldi.

Pertanto quando capita qualche tragedia, quando vediamo un migrante spacciare ai giardini sotto cosa, ci accorgiamo che il migrante portato dalla mafia sta lavorando senza saperlo per la stessa gente, contribuendo a vendere un prodotto su cui la stessa malavita guadagna.

E viene da chiedersi, al di fuori da ideologia, di partito o di protesta che siano. Chi è il colpevole? Siamo sicuri che il migrante spacciatore sia lì a caso?

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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