Breaking News L'editoriale — 26 maggio 2011
Il dramma della povertà nel continente latinoamericano

IT) Un’approfondita ricerca rivela che in Sud America e Caraibi, 81 milioni di giovane vite vivono  circondate dalla miseria, denutrizione, senza acceso all’acqua potabile, senza  diritti allo studio, e che dimorano in case che non si possono assolutamente riconoscere come tali.

ESP) Una investigación revela que en Sur América y Caribe, 81 millones de joven vida viven circundadas por la miseria, desnutrición, sin  agua potable, sin derechos al estudio, y que viven en casas que no se pueden reconocer absolutamente como tales.

Un’approfondita ricerca rivela che in Sud America e Caraibi, il 45% dei bambini e adolescenti fino ai 18 anni, vive sotto la soglia della povertà.

E’ meglio dire, per poter penetrare nella vastità del dramma,  ottantuno milioni di giovane vite circondate dalla miseria, denutrizione, senza acceso all’acqua potabile, senza  diritti allo studio, che dimorano in case che non si possono assolutamente riconoscere come tali.

Questo è quanto è emerso  dai dati ottenuti  da una ricerca realizzata  dal “CEPAL”  (Estudio Pobreza Infantil de Latino America y Caribe) e dall’ UNICEF,  (Fondo de las Naciones Unidas para l’Infancia)  nella relazione del 2008-2009 dove riferiscono che: “La privazione di questi bene essenziali mostrano un quadro di estrema povertà, che violano i diritti proclamati nel 1989 dalla Convenzione Internazionale per i Diritti dei Bambini.”

Le due organizzazioni concordano e consigliano ai governi in questione  di badare maggiormente ai salari  e ad altre risorse che possano coprire i bisogni “primordiali”  delle famiglie meno abbienti..

Fonte foto internet

I paesi più colpiti da questa tragedia sono Bolivia, El Salvador, Guatemala, Honduras e Perù;  in Guatemala il 49% dei bambini sotto i 5 anni è affetto da denutrizione cronica.

Purtroppo le situazioni più gravi si manifestano nelle zone di frontiera, dove l’accesso è molto difficile.

Secondo la relazione fatta dall’Unicef, la soluzione sta nel proporre politiche sociali, macro-economiche, e  di lavoro,  ma soprattutto ridurre le disuguaglianze sociali, territoriali, etniche e di ogni genere. Misure che dovrebbero iniziare da subito, specialmente con i bambini molto piccoli, unico modo di rompere il ciclo che ormai ha coinvolto varie generazioni.

La mortalità infantile portata da questa estrema povertà in genere è sconosciuta, conseguente alla non iscrizione all’anagrafe  dei bambini o semplicemente perché i dati sono falsificati dai governi.

Leggendo questi dati, credo che a tutti ci venga in  mente quei cartelloni esposti nelle strade dell’Havana con la scritta: “Oggi 200 milioni di bambini dormono per le strade, nessuno è cubano”. Se ne  potrebbe aggiungere un altra, “Oggi milioni di bambini muoiono di fame, nessuno è cubano”…

Per finire voglio prendere una frase che mi colpì e immagazzinai nella mia memoria. “Le condizioni per generare una simile tragedia sono create  dagli Stati Uniti e dai suoi alleati europei…ma arriverà il giorno nel quale  vi sarà un numero in più nel cimitero degli Imperi scomparsi” Leonardo Boff

Non ci resta che aspettare…

Inès Cainer [1]

[1] Inès Cainer giornalista e scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Da qualche mese collabora con il sito d’informazione ThisIsCuba.net

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