Breaking News — 18 novembre 2010
Il colera tocca Florida e Santo Domingo

Il Dipartimento della Sanità della Florida ha fatto sapere di aver registrato il primo caso di colera. La donna colpita dal batterio si è  recentemente recata in Florida per portare soccorso ai parenti. Si conta che lo Stato Americano, conti 240.000 residenti di nazionalità haitiana. Questi ultimi hanno recentemente intensificato i loro viaggi e la conseguenza naturale è una diffusione del colera.

Anche Santo Domingo ha registrato il primo caso in un uomo di 32 anni tornato qualche giorno prima da Haiti coi evidenti segni di malessere.

Le strutture ricettive e preventive sanitarie si sono attivate per far fronte ad una eventuale emergenza, ma Jordan Tappero, responsabile per il Center of Desease Control a Port-au-Prince ha riferito che qualche caso sporadico al di fuori di Haiti era preventivabile, ma che è altrettanto remota la possibilità di una diffusione dell’epidemia in luoghi come La Repubblica Dominicana o gli Stati Uniti, dove le strutture sanitarie, i servizi igienici e l’ acqua potabile sono praticamente garantiti all’intera totalità della popolazione.

Inoltre l’allarme del diffondersi dell’epidemia ad Haiti, ha permesso di organizzare dettagliatamente un piano di sorveglianza rigoroso e di educare la popolazione a non espersi al rischio di contagio e a riconoscere, nell’eventualità, i sintomi che si manifestano all’insorgere della patologia.

Ad oggi le vittime del colera ad Haiti sono 1150 e le ospedalizzazioni sfiorano le 20 mila unità. Per quanto grande sia lo sforzo umano, molti ospedali sono delle strutture improvvisate e la prevenzione passa anche da sms che sono inviati a tutta la popolazione. A peggiorare la situazione è la guerriglia che si è scatenata,  nelle città di Cap-Haitien e a Hinche, contro i caschi blu dell’ONU, possibili vettori della diffusione del ceppo del colera poi diffusosi. Dal canto loro le Nazioni Unite hanno engato che i soldati Nepalesi possano aver portato il batterio sull’isola, e hanno invece intravisto nelle portesta un elemento di destabilizzazione con valenza politica a pochi giorni dalle elezioni.

La scia prosegue con una fitta coltre di ingenti numeri che testimoniano le donazioni della fondazione Clinton, e di numerose altre provenienti, sostanziose, da ogni angolo del pianeta. Ma, come in un primo tempo, vediamo che è poi la macchina organizzativa a dover sopperire di fronte alle mille difficoltà pratiche.

Il Presidente Haitiano, Rene Preval ha ribadito all’alba delle elezioni Presidenziali del prossimo 28 Novembre, l’importanza di mantenere la calma per permettere alle ONG di svolgere al meglio i propri ruoli nella lotta al diffondersi del colera. Gli attacchi ai militari e qualsiasi  forma di violenza rappresentano pertanto l’ennesimo drammatico danno alla stabilità di un paese che vacilla in una situazione in cui ogni diritto umano basilare è quotidianamente calpestato.

L’ultima epidemia di colera diffusasi nell’Emisfero Occidentale, è iniziata in Perù nel 1991 per poi diffondersi in 16 Stati delle Americhe e colpendo oltre un milione di individui, di cui oltre 650.000 unità nel solo Perù in un periodo di 8 anni.

La causa della diffusione di questo ceppo del batterio, mai registrato nell’Emisfero, così come le modalità con le quali sono state destinati gli ingenti fondi per far fronte all’emergenza di uno dei terremoti più devastanti della storia, rimangono e rimarranno i soliti misteri inconfessabili, nei secoli nei secoli. Questo lo scenario che si prospetta laddove una folta presenza di menti ed illustri Capi di Stato inizierà a dibattere ed a scontrarsi sulla base d’ una ideologia qualsiasi nel nome del tanto invocato consenso. E poco importa, se nel frattempo vengono meno quelle sacche salvavita, con preziosi elettroliti reidratanti.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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