L'editoriale — 09 maggio 2010
Il caso: I presunti gialli del TG1 a Cuba sulle dichiarazioni di Yoani Sanchez

Highlights ITA. : In prima serata il canale di stato italiano manda in onda durante il tg un servizio basato su un racconto di Yoani Sanchez che fa percepire nella città dell’Havana un grandissimo clima di tensione e repressione. Tutto ciò appare esagerato e assolutamente di parte, assecondando una fonte dubbia e senza alcuna richiesta di chiarimenti circa le sue attività. La sera, il signor Capezzone, ex Radicali italiani, ex Rosa nel Pugno ed attuale membro dello schieramento del Popolo delle Libertà, dichiara che finalmente il tg1 ha preso le distanze dalla dittatura cubana.

Highlights ESP.: Controvertida entrevista del T.G. italiano de raiuno, a Yoani Sanchez. La periodista cuenta de una entrevista hecha en un clima de intimidación. Yoani habla de una Cuba donde el régimen suprime completamente la individualidad. Yoani añade de haber sido maltratada  por la policía. Nuestras dudas sobre Yoani y sobre la impostación de la misma entrevista.

E’ con gioia che scrivo questo articolo. Gioia per avere uno spazio tutto mio, tutto nostro, tutto vostro, in cui scrivere la verità non strumentalizzata dei potenti mezzi di comunicazione, quali l’etere. Raiuno, la tv di stato italiana, oramai tv al servizio del Presidente Silvio Berlusconi, fa un servizio su Cuba.

Gli amici cubani residenti in Italia avranno potuto seguirlo, gli altri potranno vederla sul sito internet di Raiuno, perché, al contrario di quanto dice la blogger Yoani Sanchez (che non ci ha concesso a ThisIsCuba.net una intervista richiesta in più riprese), i cubani hanno  libero accesso ad internet.

Questa sera, nel punto massimo dell’audience, il Tg di Raiuno ha trasmesso un servizio su Cuba. Un servizio di un minuto e ventisette secondi in cui si scambia Cuba per un’isola dove parlare è pericoloso e dove la polizia è pronta a punire i disobbedienti. Yoani ha finto di essere una guida turistica (e i poliziotti ci sarebbero cascati???), e i giornalisti di Raiuno si sono resi conto di essere seguiti (le prove dove sono?). I poliziotti ripresi si vede chiaramente essere poliziotti di presenza in una piazza della capitale, dove il transito libero è notevole e dove gli stessi mostrano di chiacchierare piacevolmente disinteressandosi della stessa Yoani. Ciò che il servizio mostra è un clima di intimidazione per le strade dell’Havana che pare assomigliare ad un città in balia di squadristi pronti ad ammazzare ed intimorire con percosse e violenze. Le stesse che nel servizio dichiara di aver subito Yoani Sanchez. Anche in questo caso nessuna prova, se non una immagine di repertorio, dove la stessa, cammina per casa (dello Stato) aiutandosi con delle stampelle.

Alle 22,30 ora italiana, un rappresentante dello schieramento politico il popolo delle libertà (ex partito radicale), il diplomato in maturità classica Daniele Capezzone,  dichiara di complimentarsi con il tg1 per aver archiviato “la fase degli ‘inni a Cuba”.

Insomma in Italia si cade nel paradosso di accusare una dittatura sulla base di un servizio che vede protagonista una cittadina cubana con molti lati oscuri e che guadagna molto sena spiegare i paradossi entro i quali vive (e che avremo desiderato chiederle).

Come se la tv cubana andasse in giro per la capitale italiana ed intervistasse un qualsiasi blogger romano malcontento del governo e ne traesse le conclusioni prendendo per buono tutto ciò che viene narrato, per quanto esso sia paradossale. (Ad esempio una blogger  che parla di censura di internet e che al tempo stesso non si accorge di aver  fatto di tale mezzo la propria fortuna)

Se si accusa la polizia di violenze, il signor Capezzone, deve guardare in casa propria i casi aperti nei tribunali giudiziari che vedono cittadini del nostro paese, vittime di presunti abusi delle forze dell’ordine. Alcuni di questi cittadini sono deceduti con modalità poco chiare. Vige pertanto la regola di guardare nel proprio orticello, senza fare gli ipocriti ed andare ad annusare con presunzioni i malesseri in casa d’altri, tra l’altro presunti e come tali presuntuosi.

E’ mancata una controparte, una risposta del governo. Si è sentenziata una verità e la si è mostrata storpiata a milioni di italiani. Una percentuale di questa gente crederà o verrà influenzata da questo racconto così vero in apparenza.

Spero che domani Raiuno intervisti un esponente del pensiero opposto e lo appoggi durante la stesura del servizio come è avvenuto questa sera.

Solo in questo modo permettiamo all’ascoltatore di farsi una propria opinione: con la conoscenza e non con il meschino tentativo di far valere le proprie idee politiche, quando contrastano con le altre, sia essa una dittatura o una differente forma di democrazia. Altrimenti si è nell’aberrazione più totale, di fare della disinformazione lo strumento cardine ed antidemocratico su cui issare un’idea di democrazia tutta di parte.

Probabilmente viviamo in una democrazia fittizia, pronta a sopravvivere attraverso il consenso mediatico, fatto di un nulla privo d’etica e di una qualsiasi consistenza culturale.

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(4) Readers Comments

  1. Peccato che la giornalista abbia le prove del fatto che era seguita, con le riprese del poliziotto che la controllava in certi negozi, gli impiegati confermano il tutto….ovviamente sono stati ripresi, ed era seguita a causa dell’incontro con yoani… e monterà un servizio su questo per speciale tg1, cosi’ vedrete che non ci sono notizie inventate… la vostra ideologia oscura l’intelletto, purtroppo!

  2. Gordiano Lupi, a malincuore noto che come sempre chi non appoggia qualcosa o qualcuno in maniera diretta e, si limita come questo sito ad esprimere i propri dubbi verso un’informazione che per noi spesso non risulta del tutto chiara, venga sempre tacciato di far parte del “nemico”.
    Comunque le consiglio prima di scrivere nuovamente di fare un autoanalisi e vedrà che paradossalmente il suo “atteggiarsi” non è poi tanto distante dalla “barbara dittatura cubana” (come spesso lei scrive e denuncia)..a quanto pare gli opposti si attraggono.

  3. Gordiano Lupi, per lei la politica è odio, le altre fazioni politiche sono il nemico,si lamenta di una dittatura e lei parla da dittatore. Lei dice che i chiarimenti saranno inseriti in uno speciale che nessuno noi compresi ha mai visto. Sino a d’ora, l’unico fatto a nostra disposizione è il servizio offerto dal tg1, noi abbiamo espresso i nostri dubbi sulla base di processi logici razionali, da noi ben collaudati ed a lei sconosciuti. Vada per tanto a dissipare la sua dose d’odio quotidiana, su siti appositi.

  4. Ho visto con indignazione il servizio che a fatto la giornalista del tg1 Marilu Lucrezio su Cuba, è ovvio vedere che dietro tutto questo lavoro giornalistico l’obbietività e l’equilibrio delle fonte non hanno avuto spazio, sia nel servizio come nella trasmizione.

    Le realtà economiche e sociale sono quasi uguali nei paesi del sud del mondo, e dobbiamo ricordar che non tutti sono sotto il dominio di Castro “il cattivo”

    Nel mio paese per esempio essiste la democrazia, la libertà d stampa, de spressione ecc;(e sono contenta) ma ancora c’e gente che moure di famme, per che se non hai soldi per comperare un pezzo di pane non mangi.
    se debbi andare all’ospedale e non hai soldi poi anche morire di una malattia semplice, se tuoi genitori non hanno la possibilità de pagarti la scuola superiore o l’università tu per forza diventi un numero in piu di manodopera di basso costo (se hai la fortuna di trovare lavoro)o diventi un delincuente perche devi procurarti di mangiare.

    E vero che in Cuba non puoi uscire senza la autorizazione del governo, nel mio paese invece le condizione di criminalità ti spingono per farti migrare e cosi tu fai tirare avanti la economia che neanche nostri governi democratici riescono tirare avanti.

    Formula matematica: piu migranti siamo piu cresce il PIB nazionale, è giusto chi sia cosi che quelli che siamo lontani dalla nostra gente dobbiamo fare crescere la economia per che i nostri governi non sono capaci neanche di darte la salute e l’educazione grattuita?

    allora mi domando stanno peggio in cuba che nel resto di paesi sotto svilupati ?cubani che il resto d embra.

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