Il caso Cuba rischia di compromettere in partenza la VI Cumbre dell’OEA

IL FATTO: iL 14-15 Aprile si terrà la sesta cumbre dell’OEA. La Colombia, paese ospitante, non può da sola decidere di invitare Cuba, la cui partecipazione trova l’opposizione degli USA. I Paesi dell’ALBA, Ecuador in primis, insorgono contro queste intromissioni statunitensi e minacciano il boicottaggio dell’importante appuntamento politico.

ESP: EL HECHO:  el 14-15 de abril se tendrá el sexto cumbre del OEA. Colombia, país ospitante, no puede decidir solo de invitar a  Cuba, cuya participación encuentra la oposición de EE.UU.. Los Países del alba, Ecuador en primis, se subleva contra estas intromisiones estadounidenses y amenazan el boicot de la importante cita política.

 

Insomma I cancellieri della Colombia e di Cuba, Maria Angela Holguin e Bruno Rodriguez, hanno parlato di accordi bilaterali in ambito commerciale, economico, turistico e di una sinergia volta anche a rendere credibile l’appena nata Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC).

E poi ad unire Colombia e Cuba c’è il ruolo del nuovo Presidente colombiano, pronto a mitigare i ribelli delle FARC e godere dell’appoggio dell’opinione pubblica e dall’ altra tutto imbottito in discorsi che non escono d’un sol millimetro dai protocolli e dai rituali.

Santos effettivamente fa meglio del predecessore, ma è come dire che Obama poteva far peggio di Bush. Una affermazione che non vuol dire assoluzione, come ci ricordano gli italiotti vicini alle FARC, sognatori d’una differente realtà e assolutori di un determinato tipo di violenza, quando ha sfondi sociali nobili. Ma per loro il nostalgico lottare è una assoluzione ai doveri etici e morali.

Maria Angela Holguin ha di fatto cercato di chiarire con i vertici del Partito Comunista di Cuba che nulla ha in contrario il Governo Colombiano con la presenza di Cuba alla prossima Cumbre de las América, fissata il prossimo 14 e 15 Aprile a Cartagena.

La riunione dei 34 capi di Stato è una riunione che spazia a 360 gradi sui grandi temi che il continente latino si accinge ad affrontare. Una delle “creature” nate da tale vertice è stata l’ALCA (Área de Libre Comercio de las Américas), a Miami nel 1994, che doveva essere una estensione della politica commerciale dell’America del Nord e che invece può ritenersi niente più d’un progetto annebbiato da pretese imperialiste e che versa ormai in punto di morte, in mezzo a tante critiche e astensioni, parte delle quali sono sfociate in vere e proprie alternative.

In mezzo a queste turbolenze Juan Manuel Santos è intervento cercando di gettare acqua sul fuoco, dopo le polemiche dei Paesi dell’ALBA, e soprattutto di un irritato Raffael Correa, Presidente ecuadoregno pronto a minacciare il boicottaggio dell’incontro.

L’ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe), lo ricordiamo per dover di cronaca è una e vera e propria alternativa all’ALCA, proposta dal Venezuela e Cuba e che ha poi trovato diversi aderenti tra i presidenti dell’area del latinoamerica. Ad ora si contano 7 Paesi aderenti, che cercano di creare un’area economica indipendente volta allo sviluppo interno in termini di accordi commerciali, collaborazioni umanitarie e lotta alla povertà ed alla disuguaglianza. L’intento è anche opporsi alla logica transnazionale di movimenti di capitali e alla sudditanza dei Paesi latini nei confronti delle grandi multinazionali.

Cuba non ha mai partecipato all’Organizzazione degli stati americani (OEA) essendone stata esclusa nel 1962, agli albori del governo rivoluzionario di Fidel Castro, per poi essere riammessa nel 2009.

La questione sulla presenza di Cuba è complicata. La cancelliera colombiana ha riferito che Cuba desidera partecipare se invitata. Ma l’invito non può essere formalizzato dalla stessa Colombia in modo univoco e cioè a prescindere dalla volontà unanime dei partecipanti. Infatti tutti i 34 Stati partecipanti devono concordare l’invito. Ma molti di questi stati considerano l’oltraggio fatto a Cuba nel corso degli anni un elemento che destabilizza l’Unità dell’America Latina e che fa subentrare una subordinazione ai pessimi rapporti tra la superpotenza a stelle e strisce e la piccola bandiera caraibica.

All’Havana nel frattempo si sono ritrovati i Paesi appartenenti all’Alba, l’Alleanza Bolivariana dei Popoli americani. I cancellieri di Venezuela, Cuba, Ecuador, Nicaragua, Antigua y Barbuda, Dominica e San Vicente e las Granadinas, hanno sostenuto le parole perentorie del Presidente Correa: “com’è possibile che nel ventunesimo secolo, in una riunione che dovrebbe unire le americhe, in accordo con alcuni paesi egemonici, alcuni siamo americani ed altri no? Perché non si invita Cuba ad esempio?” (riferito alla sesta cumbre del 14-15 aprile).

Domande volte ad esempio a Mike Hammer, il sottosegretario per le Relazioni pubbliche statunitense, una presenza che, si fa portavoce di un certo filone della politica statunitense e condiziona lo stesso congresso previsto ad una serie di condizioni che si rifanno alla solita lagna, vecchia, da dementi che ha appena passato il mezzo secolo. Gli statunitensi continuano imperterriti a decidere a casa d’altri, a fregarsene di usi, costumi, tradizioni, contesti socio-culturali. In nome della libertà pur cozzando contro interessi e disuguaglianze che forse creano più ingiustizia di quella che trovano. In ogni caso la visione resta sempre quella; sino a quando i cittadini cubani saranno privati di elementari forma di libertà e sino a quando il governo non sarà legittimamente eletto dallo stesso popolo, Cuba non potrà ritenersi democrazia e quindi non potrà partecipare alla cumbre, che necessita di un percorso intrapreso dallo stato cubano all’interno dell’OEA.

Il cancelliere cubano Bruno Rodriguez ha confermato dal canto suo che se sarà invitata, Cuba è lieta di partecipare all’ importante riunione politica, ma che questo non toglie che non si avvicinerà in alcun modo all’OEA. Insomma lo spartiacque si chiama riconoscimento della sovranità dei popoli da una parte e piena libertà all’individuo dall’altra. Il punto d’incontro pare impossibile.

Nei prossimi giorni le evoluzioni della vicenda. E noi saremo ovviamente qui a raccontarle.

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(2) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *