Il cambiamento in America Latina: le recenti Elezioni in Perù

IT)Una sincera riflessione sulle recenti elezioni in Perù che hanno visto la vittoria di Ollanta Humala con il 30, 4 % dei voti.
ESP)Una sincera reflexión sobre las recientes elecciones en Perú que han visto la victoria de Ollanta Humala con el 30, 4% de los votos.


Il  5 giugno i candidati per il partito “Gana Perù” Ollanta Humala che aveva ottenuto il 30, 4 %  dei voti e Keiko Fujimori con il 23% si sono confrontati nel ballottaggio per la candidatura alla Presidenza della Repubblica del Perù.

Ha vinto il candidato del “Gana Perù” , Humala  superando di poco la candidata figlia dell’ ex presidente Fujimori attualmente detenuto in carcere con le accuse di corruzione e violazione dei diritti umani, rappresentante delle oligarchie locali al servizio e disposizione del poter economico internazionale, specialmente quelli che riguardano agli interessi degli Stati Uniti.

Difficile e complicata sarà  la gestione di governo del nuovo Presidente rappresentante della maggioranza etnica del paese, considerando che la sua vittoria è stata segnata con meno del 3% di vantaggio;  il risultato finale è stato di 51,36 % contro il 48,63%  ottenuto dalla Fujimori.

Il nuovo Presidente peruviano Ollanta Humala

Indigna questo risultato, e non si trova la spiegazione del perché in uno dei Paesi più affamati dell’America Latina, il suo popolo decide di votare in modo cosi numeroso la candidata imparentata strettamente con chi governò tanto tempo e tanto male la terra del  Perù.

Forse la spiegazione c’è e bisogna prenderne atto: è il poter economico che decide i risultati elettorali, e quando come in questo caso, non vince, il candidato fa terra bruciata intorno a chi governa per impedire qualsiasi tipo di cambiamento a favore dei popoli.

E’ lo stesso potere economico che gestisce intere campagne elettorali; un fatto che ho toccato con mano nella profonda Guatemala quando vidi il giorno dopo l’elezione, lunghe file di indigeni per ritirare la modica somma di 100 Quetzales guadagnati per un voto.

E nessuno li può giudicare…nemmeno io. Perché non prendere pochi spiccioli che  permetteranno loro di mangiare per alcuni giorni?…in tanto non cambia nulla.

Sembrava che l’attenzione internazionale per il premio Nobel Rigoberta Menchù potesse portarla al Parlamento dove lottare per il destino dei fratelli maya, però nelle ultime elezioni ha ottenuto solo il 2 % dei voti.

Quest’accenno al Guatemala è per far notare che la realtà peruviana somiglia molto a quella guatemalteca, dove le disuguaglianze sociali sono abissali; in Perù ad esempio gli affamati sono a grandi cifre ma,  nella sua capitale Lima esistono i ristoranti più sofisticati e lussuosi al mondo.

Il Presidente però non si è pronunciato su rilevanti misure per il cambiamento come l’hanno fatto opportunamente Chavez o Lula, nei suoi discorsi è stato piuttosto moderato, forse una tattica per riuscire a vincere le elezioni.

Nonostante ciò, le sue parole sono un invito alla speranza:

“Promuoverò gli investimenti economici per rafforzare il mercato interno”.

“M’impegnerò a garantire un paese più giusto con meno diseguaglianze sociali”

“Manterrò le buone relazioni con tutti i Paesi del Latino America lavorando per l’integrazione di tutti i membri della Regione”.

Lunga vita politica a Ollanta Humala, sperando che le forze contrarie gli permettano di compiere il suo destino: governare il Perù al servizio del popolo.


Inès Cainer per Thisiscuba.net

Giugno 2011

fonte foto: internet

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