Breaking News L'editoriale — 17 marzo 2011
I contratti petroliferi libici: Cuba, Russia e Cina, come Italia, Francia ed USA

IT) Castro ha accusato gli USA, la NATO e gli alleati. Il sostegno ai ribelli è solo una scusa per invadere il paese libico e impossessarsi del petrolio. Ma quali sono le prove di questa tesi? Perché queste dure condanne ad Obama? Dietro queste accuse, e un mancato giudizio su Gheddafi non si nasconde forse l’interesse ad ottenere in futuro dallo stesso Presidente libico forniture di petrolio?

ESP) Castro ha acusado a  EE.UU.  OTAN y a los aliados. El sostén a los rebeldes es sólo a una excusa  para invadir el país libio y adueñarse del  petróleo. ¿Pero cuáles son las pruebas de esta tesis? ¿Por qué estas duras condenas a Obama? ¿Tras de estas acusaciones y un fallido juicio sobre Gheddafi, no se esconde quizás el interés de conseguir en un  futuro da el mismo Presidente libios suministros de petróleo?

Una tesi nella tesi, versioni sempre più cupe ed oscure che scorrono su nastri sigillati da chissà quali segreti di stato. Le cospirazioni possiedono un DNA segreto, top secret per definizione. E come in una scatola cinese, ognuna di esse ne contiene altre. Supposizioni o meno la realtà deve tener conto di questi giochi psicologici e della loro stessa influenza sui fatti in essere, quelli visibili, quelli “autorizzati”.

Vi sono tante realtà sulla sorte della guerra civile, sanguinaria, che si sta combattendo in Libia.

C’è la versione ufficiale, quella dei mezzi d’informazione occidentali e poi ve ne sono molte altre. La realtà dei fatti, cambia in definitiva a seconda del proprio credo politico, economico. E per edificarla e sostenerla si leggono giornali, si creano notizie, si cercano collegamenti veri, presunti, plausibili, probabili, possibili, improbabili o totalmente campati in aria che siano. Poco importa la presenza di un nesso causa-effetto. A volte le insinuazioni tengono maggiormente banco del dimostrabile e concreto.

In un recente articolo, ThisIsCuba.net aveva riportato il pensiero dell’ex Presidente cubano Fidel Castro, un 84enne di grande cultura e grande esperienza politica, che si dice, stia ancora tessendo le riforme in cui Cuba è impegnata per virare verso una nuova forma di socialismo, più al passo coi tempi e conciliabile con il quadro macroeconomico mondiale, così cambiato in questi ultimi anni.

Tra le tante versioni, proprio per l’illustre spessore storico e culturale del personaggio, è da considerare importante la visione dello stesso Castro, che in più di una occasione, nelle proprie riflessioni, ha accusato la NATO di non avere a cuore la situazione del popolo libico e di mascherare il vero intento, l’invasione del Paese africano, con finti interessamenti volti alla pace ed ai diritti umani.

Castro un paio di settimane or sono si era detto convinto che presto, questione di giorni o al massimo di settimane, le truppe statunitensi e gli alleati sarebbero entrati in guerra per impadronirsi dei giacimenti di petrolio. Una scelta politica che è quasi imposizione economica.

Si era dipinto il Presidente Statunitense, Barack Obama, come un altro manichino pronto a ripercorrere i madornali errori del precedente Presidente, un reale pazzo, all’altezza del Presidente Libico, Gheddafi.

E chi era stato ad assistere i ribelli, distribuendo loro le armi, sostenendoli nelle loro offensive contro il colonnello? Chi c’era in realtà a coordinare le azioni del popolo libico? Gli USA? Queste le voci, queste le supposizioni.

Un ribelle si prepara alla battaglia nella città di Ajdabiya. Foto: Luis Sinco, Los Angeles Timesl fine è il petrolio, impossessarsi dei territori ricchi, del pianeta terra e delle sue risorse per sostenere quel sistema corrotto e malato che sta creando una zavorra negli equilibri globali, sempre più precari.


Il fine è il petrolio, impossessarsi dei territori ricchi, del pianeta terra e delle sue risorse per sostenere quel sistema corrotto e malato che sta creando una zavorra negli equilibri globali, sempre più precari.

Che il nostro Pianeta Terra sia malato è ahimé un dato di fatto. E che il progresso stia assumendo sembianze autodistruttive, almeno potenzialmente, è confermato da una serie di eventi che si stanno delineando. Ma fortunatamente la storia non è scritta e sovente l’uomo riesce a rimboccarsi le mani e rimediare ai propri errori ed ai propri eccessi. E’ questo forse anche  il senso che ha in mano il Presidente Obama, che talora ci ci si dimentica come stia virando la direzione della nazione in modo saggio, lento e graduale, tenendo conto del tempo a disposizione e cercando in tal modo di non bruciare le numerose chance che ha ancora, di essere rieletto. Per Fidel Castro insomma non è troppo presto per giudicare il Presidente democratico, al contrario, lo è ancora per giudicare Gheddafi.

Ma ad essere maligni coi dubbiosi eccoci qua, pronti a scaricare ai mandanti le insinuazioni.

A ben guardare, schierarsi contro Gheddafi, condannarlo per i bombardamenti sui civili, gli stessi che sono stati messi in dubbio anche da una piccola parte politico intellettuale italiana, sarebbe potuto risultare pericoloso. Al contrario, appoggiarlo o quanto meno attendere di giudicarlo e al contempo stesso condannare una azione militare preventiva avrebbe permesso i sostenitori di questa posizione, di tessere futuri, per non dire rosei, buoni rapporti con l’estravagante dittatore libico.

In altre parole, dietro le mediazioni, dietro la denuncia di presunti complotti, dietro un alone di purezza che vuole mascherare le sporche politiche imperialiste, che cosa si nasconderebbe? Scalpore degli scalpori…il petrolio stesso.

Facile infatti prevedere che i casi sarebbero stati due. O i ribelli sarebbero stati aiutati da forze di coalizione nell’intento di rovesciare il regime asfittico, o Gheddafi avrebbe avuto ottime probabilità, tra cui economiche, di sferrare attacchi mirati contro coloro che sono definiti dei terroristi amici degli americani.

E poco ci vuole a capire, come ha fatto Fidel Castro, che se nel primo caso non si sarebbe perso nulla, con l’avverarsi del secondo si sarebbe potuto iniziare o meglio, sinergizzare il rapporto con il magnate libico.

L’evento che va via via delineandosi è il secondo. E puntuali arrivano le affermazioni del Presidente Gheddafi, che promette ripercussioni verso i paesi che hanno sostenuto i ribelli, Italia compresa. “I contratti petroliferi andranno a russi, cinesi e indiani. L’Occidente sarà dimenticato. Tranne la Germania, che ha preso una posizione molto buona nei nostri confronti

Ecco di cosa stiamo parlando in definitiva, dietro i giochi e le immagini pure o meno pure. Sempre dei soliti contratti petroliferi. E a ben guardare ogni direzione politica, vira, in modo oscuro o meno in questa direzione. Dietro la consapevolezza e le ipotesi di ognuno, il mondo va avanti, alla propria maniera, identificata da ognuna in modo differenti dietro convinzioni altrettanto differenti. E le idelogie temprano l’incoerenza di un mondo sempre più malato, in modo parziale e, tristemente, non cambiano affatto lo stato delle cose.

Su una cosa Fidel Castro ha ragione. Lo sviluppo delle società capitalistiche, nella loro fase liberale e imperialista, sta portando il mondo su una strada senza ritorno, che si evidenzia nel cambiamento climatico o nel costo crescente degli alimenti, fattore quest ultimo legato ad un numero in costante aumento di persone che vivono sotto la soglia di povertà.

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(3) Readers Comments

  1. Pingback: I contratti petroliferi libici: Cuba, Russia e Cina, come Italia … : Vacanze a Cuba

  2. Ciao, come posso mettermi in contatto con voi?

  3. Ciao. scrivici una mail a staff@thisiscuba.net. La Redazione.

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