I cartelli in Messico devastano il mercato petrolifero

Messico. La sigla Pemex è il nome della società messicana statale che opera nell’estrazione e nella lavorazione di petrolio e gas.

La Repubblica Presidenziale Federale ha visto negli ultimi anni un incremento inaudito della violenza.

Una violenza estrema. I cartelli si sono radicati, si sono sviluppati e sono cresciuti raffinando le proprie modalità di persuasione. Tali organizzazioni criminali non hanno alcun scrupolo nel perseguire i propri obiettivi e laddove vi è illecito ecco che ritroviamo forme inaudite di omicidi.

Cártel, questo il nome spagnolo, non si limitano più ad essere solo forme organizzate di criminalità legate al mercato della droga, della cocaina e derivati. I cartelli si diramano nel lecito, tessono le proprie radici in ogni organizzazione, in ogni settore della società e cercano di penetrarla ed attingere.

Il ritornello è sempre quello che si rifà al maestro colombiano Pablo Escobar. O sei con noi o contro di noi. In definitiva “plata o plomo”

I cartelli controllano il mercato delle estorsioni, del traffico di migranti, quello degli organi, quello dei minori. E hanno rafforzato al posizione nel controllo della grande risorsa statale messicana “il petrolio”.Le vie di spaccio e del mercato nero di ogni bene scorre senza sosta da sud a nord, passando preferibilmente per le vie centrali, Messico e Colombia. Tutto serve ad aumentare il fatturato  di quell’esercito del male che conta su oltre 30 mila sicari pronti ad allungare la vittima di poliziotti, giornalisti e qualsiasi faccendiere si macchi della minima intromissione od interferenza negli affari. Spesso causa di morte è la sola mancata collaborazione.

Stando alle cifre nel 2014 cartelli quali Los Zetas o el Càrtel del Golfo  sono riusciti a raddoppiare i danni sulla rete di oleodotti della compagnia petrolifera che da sola paga al governo con le proprie imposte il 30% degli ingressi totali.

Oltre 2500 perforazioni in differenti punti, 7,5 milioni di barili per un valore di 1150 milioni di dollari. Valore sceso solo per la crisi che sta affrontando il barile in questi mesi. Crisi che colpisce anche l’industria criminal-terrorista.

La zona più colpita da queste pratiche è Tamaulipas, stato confinante con il Messico. il direttore di Pemez, Emilio Lozoya, dà per certo, come le autorità, che i cartelli siano riusciti ad infiltrarsi all’interno dell’azienda, sfruttando le conoscenze dei dipendenti per organizzare l’estrazione.  I grandi quantitativi d’idrocarburo vengono poi venduti alle grandi aziende, alle imprese talora anche statunitensi.

IL Messico è la sesta riserva mondiale dei giacimenti di scisto. Il petrolio di scisto (in inglese shale oil) è una forma di petrolio non convenzionale che si ottiene attraverso al frantumazione di queste rocce con un procedimento chiamato “fracking” che in chimica prevede processi a susseguirsi di pirolisi, idrogenazione e dissoluzione termica.

Alla fine del 2013 il Paese aveva dato il via ad una riforma energetica che prevedeva l’entrata di finanziatori esteri che avrebbero potuto portare benefici previsti per oltre 15 mila milioni di dollari. Ma questa riforma, criticata più volte per la trasformazione di un bene pubblico in privato, stenta a decollare se non si riesce ad assicurare sicurezza in queste zone. E’ ciò che ha riferito in una conferenza stampa il senatore David Penchyna, presidente della commissione delle forme energetiche al Senato.

I cartelli sono organizzati, conoscono al dettaglio le operazioni di perforazione, i luoghi dove scavare per circa due metri in profondità e perforare la tubatura trasferendo rapidamente il petrolio su una camion cisterna. Questa metodologia di estrazione eseguita in più punti ogni giorno, con assoluta precisione ha provato la complicità di dipendenti della compagnia.

Il video mostra la brutale violenza con cui eseguono il proprio lavoro d’intimidazione i cartelli e quanto il Messico intero sia vittima d’una politica criminale del terrore, troppo spesso impunita per l’alto grado di corruzione presente nel Paese.

 

Molte scene sono estremamente forti. Sconsigliamo la visione ai minori.

 

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(1) Reader Comment

  1. Un articolo che conferma la mia idea, che i nuovi attacchi terroristici non sono lotta di religioni, ben si programmati da estremisti che sono servitori di oscuri mandanti, al servizio del “Dio Petrolio”-

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