Holguin, Cuba: All’Argentina l’edizione 2012 del ” Cinema Pobre” Film Festival

Si è concluso a Cuba l’ Humberto Solas Internation Low-budget film Festival giunto ormai alla decima edizione.

Più che mai in salute, la manifestazione cinematografica  ha attirato la presenza entusiasta di un pubblico sempre più ampio. Rigorosamente selezionati i contenuti, alto stile, pochi mezzi, ma grandi creazioni artistiche assoggettate allo spaziare della fantasia e dell’inventiva, alla ricerca del mai-banale o scontato.

Il Festival dei lavori girati con limitate disponibilità economiche ha avuto sede a GIBARA, piccola località sita nella provincia orientale di Holguin. 113 le opere in concorso, partecipanti da tutto il mondo. Una cornice splendida, che ha entusiasmante chi cerca l’opera d’arte a prescindere dal supporto di grossi capitali. Una cittadina che ha permette di sognare. E questo è l’ingrediente fondamentale che ogni appassionato di cinema deve avere o risvegliare. La Villa Blanca, così chiamata Gibara, s’affaccia sull’Oceano Atlantico in tutta la propria bellezza e qui si sono susseguiti documentari, fiction,  lavorazioni video sperimentali, copioni, cortometraggi e lungometraggi di vario genere.

Si è conclusa la X Edizione dell’ Humberto Solas Internation Low-budget film Festival. Vincitrice l’Argentina Maria Laura Casabe. fonte foto: internet

Tutte le produzioni sono  realizzate con meno di 300.000 dollari. Un piccolo budget per un alto valore artistico. Il cinema, in questo periodo di crisi globale, rappresenta una vera e propria realtà e proprio per questo si è affermato nel corso degli anni, nonostante abbia subito un duro colpo a livello organizzativo nel 2008, quando l’Uragano Ike distrusse quasi completamente Gibara, radendo al suolo il 70% delle abitazioni. A questo si aggiunse anche la drammatica notizia della scomparsa dell’ideatore, anima del Festival, Humberto Solàs.

Ma per ora fari puntati sull’ opera argentina che ha vinto l’edizione 2012. L’opera peronista del 2010 “El hada buena” (La fata buona) dell’argentina Maria Laura Casabe, si è aggiudicata il primo premio della manifestazione. Un lungometraggio intelligente e che è costato fatica e un lavoro di 6 anni, realizzato con fondi privati e per questo fortemente voluto. La regista, Maria Casabe, è una giovane argentina trentenne che nell’immediato è alle prese con la registrazione del corto “La vuelta del Malón” sempre distribuita dalla casa indipendente Videofilms.

Sono anche stati premiati il colombiano Rodrigo Escobar-Vanegas con il film cinese “Extra” come miglior cortometraggio ed il cubano  Rudy Mora per il film “Y sin embargo” (Tuttavia) ora nelle sale. Con quest’ultimo premio la Fondazione Villa del Cine permetterà ai produttori di terminare le fasi post produzione e di partecipare ad altri Festival Internazionali. Insomma, la giuria di  Gibara ha anche voluto essere un trampolino di lancio per le produzioni che giocavano in casa, al fine di facilitare la promozione all’estero dei migliori contenuti.

E dopo il successo della decima edizione appena conclusasi è già pronto il programma per il 2013, che rivoluzionerà la struttura tipica del Festival. Innanzitutto il Festival perderà la propria cornice scenografica, Gibara (almeno in parte), a fronte di un progetto che predilige il coinvolgimento di un pubblico partecipe sempre più esteso.

Si potrà seguire il Festival in tour. Un tour di 15 giorni, che partirà dall’Havana e spostandosi via via per Trinidad, Camaguey, Gibara, Santiago, Baracoa, tornerà all’Havana. Un modo per unire alla passione per il cinema la conoscenza della terra e della cultura attraverso un tour unico.

Questo il calendario ufficiale (per il momento…) relativo al prossimo anno:

Giorno 1- Havana

Giorni 2,3,4 – Trinidad

Giorno 5 – Camaguey

Giorno 6,7 – Gibara

Giorno 8,9 – Santiago

Giorno 10,11,12 – Baracoa

Giorno 13,14 – Havana

Giorno 15 – Giorno di chiusura

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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