Breaking News L'editoriale — 19 maggio 2011
Haiti: la ricostruzione parte da Michel Martelly

IT) Michel Martelly è ufficialmente da sabato scorso il 56esimo Presidente di Haiti. Presenti al discorso d’inaugurazione anche l’ex Presidente statunitense Bill Clinton ed il Ministro degli Esteri francese Alain Juppe. Ora la ricostruzione del paese parte con il nuovo presidente in carica.

ESP) Michel Martelly desde el sábado pasado es oficialmente el 56esimo Presidente de Haití. También presente al discurso de inauguración el ex Presidente estadounidense Bill Clinton y el Ministro del Extranjero francés Alain Juppe. Ahora la reconstrucción del país parte con el nuevo presidente.

Haiti. Sono sempre stato d’accordo quando mi veniva detto che il maggior peccato dell’uomo è l’indifferenza.

Talora la passività è colpa, irresponsabilità ed incapacità di far fronte al male altrui.  Ci tramuta in bestie, incapaci di portare il nostro supporto, laddove un nostro simile necessita di aiuto.

Non c’è bisogno di professare una fede, è sufficiente leggersi dentro e portare a galla la coerenza e lottare, una volta tanto, non solo per il bene primario, quello legato al reddito individuale, che ha trasformato le nostre società in grandi mercati della promiscuità e della prostituzione. Prostituzione delle coscienze, prostituzione della coerenza, messa in vendita dei propri ideali, svendita del coraggio che ci dovrebbe elevare a portare avanti le nostre scelte.

La tribulata storia di Haiti in un susseguirsi di governi fantoccio.

Haiti era un paese povero. Sempre capitanato da domini, usurpazioni. Terra di conquiste, in cui schiaffare la popolazione ai margini delle ricchezze e farla sopravvivere senza la dignità della vita. Dopo la tragedia che ha smosso la terra e divorata molte esistenze, Haiti è crollata sotto il peso di ciò che era ed in pochi minuti si è tramutato in macerie.

Il  56esimo Presidente della storia, l’ex rapper Michel Martelly, è stato investito della carica lo scorso sabato.

Presenti al discorso d’inaugurazione anche l’ex Presidente statunitense Bill Clinton ed il Ministro degli Esteri francese Alain Juppe.

La vittoria del candidato sfavorito all’inizio della sua avventura, è stato determinato da un forte volere del popolo, spinto ad una ricostruzione fatta di trasparenza e chiarezza. La sfidante, l’ex first lady Mirlande Manigat è stata depodestata. Serviva un uomo energico, pronto a combattere ed a lottare.

In questi mesi tutti o quasi hanno capito che è inutile che arrivino i fondi se poi vengono dissipati come nulla fosse. E allora meglio dare la fiducia ad un personaggio che la politica l’ha masticata dalla strada, ha commesso anche grossi errori ed è andato oltre nel momento del bisogno.

Ora, appoggiato dall’amico, la popstar Wyclef Jean, ha ricostruito la propria immagine, mitigandola nei modi e nei contenuti, troppo accesi e coloriti per gli standard politici internazionali.

E’ qui, così ha detto in veste di nuovo capo di Stato, per fare pulizia, per lottare contro il sistema. Dovrà trovare la “giusta misura”, un soave Katametron, nell’affrontare gli eventi, e navigare sull’onda delle variabili tanto instabili quanto pericolose, del consenso.

Ufficialmente Martelly è un populista conservatore nelle idee, che si è già accerchiato di un tema di consiglieri politici di levatura internazionale, con precedenti incarichi negli USA, in Messico ed in Colombia.

Sino ad ora parole, promesse. Da ora tanta speranza. Tra qualche mese inizieremo a poter valutare i fatti.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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