Breaking News L'editoriale — 11 dicembre 2010
Haiti: elezioni truccate, disordini e riconteggio

[ENG] Haiti will do a recount in presence of monitor, panel says. The US Embassy has said the preliminary results appeared to conflict with reports from observers who monitored the count. (Los angeles Times)

le ire della popolazione per protestare contro i presunti brogli elettorali. fonte foto: CNN

l'ira della popolazione per protestare contro i presunti brogli elettorali. fonte foto: CNN

Mentre i dati sull’epidemia di colera riportano un bollettino sempre più infernale, che si aggrava di ora in ora, sono scoppiati scontri nelle strade per l’esito delle elezioni, sfalsato da brogli.

E Le buone notizie? Nessuna traccia. I mesi filano via ed ogni iniziativa sprofonda nell’entità del dramma. Anche quella del riconteggio delle schede elettorali, sotto l’occhio attento di monitor a vegliare su presunte irregolarità se da un lato rappresenta una conquista fondamentale della gente, dall’altra evidenzia come il popolo di Haiti anche nell’emergenza sia continua preda di giochi di potere.

Si parla ancor prima del riconteggio di elezioni truccate, di invasione dei caschi blu dell’ONU, di fondi destinati ad Haiti dissipati invece chissà dove, di traffici ignobili quali quello di minori e d’organi,  di certezza scientifica che il sierotipo di vibrione del colera provenga dal Nepal e quindi portato dagli stessi soldati in missione di teorica pace. Si stanno monitorando montagne che, dopo le abbondanti precipitazioni, sono ora più che mai rischio di grosse frane, così come recenti studi del centro di ricerca sismologica della California confermano che sono ipotizzabili altre forti scosse di terremoto anche nei mesi a venire.

Eppure il popolo di Haiti lotta con caparbietà per mantenere la propria identità ed il proprio orgoglio anche in quelle tendopoli che vanno oltre il comune concetto di miseria e povertà. La rabbia è il volere del popolo, è il mezzo a disposizione quando ogni altro s’alimenta di falsità e chiude le porte al dialogo ed al diritto democratico.

Ma la protesta inferocita ha ribadito che, se nell’ Haiti di oggi ogni servizi essenziale è bene di lusso,  non altrettanto un diritto basilare del popolo equivale a diritto negato.

Un bambino vaga per le tende. Cammina su di uno strato di macerie. Tutt’intorno è segno che porta a quei giorni maledetti. L’astro ha iniziato a ballare in cielo e le vertigini hanno preso il sopravvento. Milioni di persone con gli stessi sintomi? La causa non stava in un malessere, mentre quei secondi aprivano voragini e sgretolavano la materia. Una foschia polverosa, e secondi che diventano anni e che continuano a girare nelle menti, come un disco che manda sempre la stessa canzone, in una sequenza ciclica, infinita.

Quel bambino è a torso nudo. Ha solo uno straccio che fa da pantaloncino. Meglio che niente. Ha trovato il prezioso brandello di tessuto laggiù, dove s’estende quel cumulo di spazzatura e detriti, che ora sono il paesaggio più comune.

Mentre cammina, segue la fila, sguardo basso e passo veloce. La madre gli ha detto di tornare alla tenda da lì ad un’ora. E’ pericoloso stare fuori, anche intorno a quei cumuli di macerie, che lui e gli amici, i sopravvissuti, utilizzano per giocare a nascondino.  Ma ora deve accelerare. Le elezioni sono terminate da poco ed in giro le proteste e l’insurrezione si fa violenta.

Dai giornali si legge che la situazione è tragica. Ma gli aggettivi restano sterili descrizioni. Qui, ad Haiti, si va oltre la definizione, ed il linguaggio è la prima cosa che viene a mancare. Spesso anche la vita viene meno.

L’epidemia di colera ha superato le duemila persone e le ospedalizzazioni le 90.000 unità. Ad ostacolare la prevenzione dell’alto tasso di mortalità tra i colpiti dall’infezione ci si mettono pure le credenze. Dure da sradicare. Per i santoni, con i loro artificiosi rituali, non è mai venuto il momento di salutare la mente umana e lasciarla libera di valutare sulla base s’un costrutto logico. In alcune zone la strgoneria è la logica. E’ qui che si creano focolai incontrollabili, dove le semplici basi della medicina tradizionale per tamponare i sintomi del contagio si sostituiscono alle pozioni magiche, alla caccia agli spiriti maligni e alle pozioni magiche preparati dagli stregoni locali. E’ Duvelson Angelo, responsabile  della Grande Anse, a sottolineare come laddove le credenze esercitano il proprio influsso si registra impennate nel tasso di mortalità.

L’ effetto d’impeto dei risultati elettorali del primo turno è stato quello di riversare in strada la popolazione, soprattutto a Port-au-Prince, quando si è saputo dell’esclusione dal ballottaggio dell’ex rapper  Michel Martelly per 6800 voti.

Il bilancio diramato dalle autorità sanitarie locali parla di quattro morti accertati e di una decina di feriti tra i manifestanti che hanno anche dato fuoco al palazzo presidenziale ed agli uffici della commissione elettorale. Gabriel Fortune, ex senatore haitiano, ha affermato che il 90% degli edifici pubblici a Les Cayes, a circa 200 chilometri a sud della capitale Port-au-Prince sono stati incendiati.

Rene Preval, il Presidente haitiano uscente, si è rivolto alle centinaia di manifestanti pregando di mantenere la calma, ma è arduo essere credibile quando per giorni, prima dell’esito, si sono visti i marchingegni della democrazia erosi tanto facilmente da episodi che hanno mostrato chiaramente i brogli dietro i risultati.

Se i risultati elettorali saranno confermati anche dopo il riconteggio, Mirlande Manigat si batterà con Jude Calestin, il candidato del partito del Presidente Preval, che avrebbe così, per pochi voti, escluso il terzo arrivato, il cantante Martelly, invocato dalla folla, che a lui si affida per allontanare la corruzione e la dipendenza del paese dalle economie forti, il che si traduce poi in una sudditanza politica.

Secondo la Commissione elettorale Manigat ha vinto  con il 31.37% dei voti, seguito da Jude Celestin con il 22,48. Martelly, che ha già annunciato di  ricorso denunciando i brogli, seguirebbe con il 21,84%.

Il Manager di Martelly, Damian Merlo, ha parlato di brogli da parte del Presidente Preval per permettere a Celestin di vincere permettendo al proprio partito, INITE, di mantenere salda la propria presenza e potere.

Boulevard Jean-Jacques Dessalines in Haiti's capital. photos by Carolyn Coleimes photographer / Los Angeles Times

Sempre secondo lo stesso manager, diverse testimonianze indicherebbero l’operato di un membro dell’ambasciata americana intento a comprare i voti di moltissimi haitiani. Oltre a questo i risultati mostrano un quadro significativamente differente dal volere espresso dal popolo haitiano. Secondo una radio haitiana, il Paese, sarebbe sull’orlo della guerra civile, se i risultati saranno confermati e se saranno confermati i dati ufficiali, che porteranno al ballottaggio il prossimo Gennaio.

La protesta si è diffusa in tutte le strade della capitale e sono divampati incendi un po’ ovunque. L’American Airlines è stata costretta a cancellare tutti i voli da e per Haiti e l’aeroporto della capitale è stato chiuso.

Ma ora il riconteggio è stato confermato dal Presidente del Concilio Nazionale Elettorale. Inevitabile laddove tutti hanno parlato di brogli. Troppo palesi forse di fronte alle proteste della maggior parte dei 18 candidati, ma anche dinnanzi all’imbarazzo di alcuni centri europei e statunitensi sondaggistici, che parlano prudentemente di risultati che effettivamente si discostano dalle previsioni. E’ Martelly ora il leader, più causale che di fatto, in cui il popolo si identifica e ripone le speranze per risollevarsi.

Oltre questi fatti vaga la fantasia del bambino, di cui abbiamo fantasiosamente narrato. Quel bambino che lo immaginiamo saltellare là, scalzo, oltre gli eventi che quotidianamente ci portano a rabbrividire.

Ma la fantasia del bambino che ora è tornato alla tenda e che è stretto forte dalla madre va oltre il paesaggio. Si guarda intorno e lì c’è il futuro. Il futuro resta speranza e lui vede oltre le tende, il male il buio ed il dolore. Là c’è la luce


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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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