Breaking News — 27 novembre 2010
Haiti al voto

E’ una vigilia importante per Haiti, che domani deciderà quale sarà il prossimo Presidente, colui che si dovrà  assumere le responsabilità di risollevare il Paese più povero dell’Emisfero Ovest.

I candidati sono 19 e sarà difficile che uno tra questi volti, con i proclami copia, possa già nel primo turno sbaragliare i rivali. Probabile quindi si decidano nel turno di ballottaggio del 16 Gennaio prossimo.

Una popolazione che chiede a gran voce, in coro “what about us?”, cosa ne sarà di noi, quale il nostro destino, quale futuro se non una vita legata solo al concetto di sopravvivenza.

I programmi elettorali sono volti tutti al futuro. E c’è poco da stupirsi se la gente non ha voglia di votare e se l’affluenza alle urne sarà bassa. La gente non ha semplicemente tempo per pensare al futuro, non ha voglia.

I politici nuovi o navigati promettono, come un politico è solito fare. Mantenere poi è tutta un’altra cosa. Le priorità di cui si occuperà il nuovo Presidente saranno la lotta alla corruzione, la creazione di nuovi posti di lavoro e la ricostruzione del Paese.

Il Paese si presenta al 2011 con centinaia di migliaia di morti, un altro mezzo milione che vive in tendopoli e infestato da un epidemia di colera che non si arresta e che oggi registra 1600 morti, 30000 ospedalizzati.

Il tasso di mortalità, che si attesta al 18,3%, è vergognoso per questo tipo di gastroenterite infettiva che solo in Africa sfiora il 5%, mentre nel resto del mondo non supera l’1%.

E’ chiaro quindi che il problema è un tessuto sociale inesistente. Nulla è stato fatto. Son arrivati fondi e l’80% di essi è stato disperso o addirittura non utilizzato. Il 20% si è dannato l’anima ed ha lottato come ha potuto per tamponare una crisi umanitaria troppo grande per una macchina organizzativa corrotta.

casi di colera trattati con soluzioni reidratanti. Fonte foto: Cnn

Wyclef Jean, rapper haitiano e famoso per il successo con il gruppo musicale Fugees, aveva proposto la propria candidatura ma non è stata accettata dalla Commissione elettorale in quanto non residente ad Haiti nei precedenti  5 anni. Wycleaf ha così deciso di girare il documentario Democracy in Haiti, nel quale mostrerà al mondo il dramma che continua a persistere. Si spera che anche questa lodevole iniziativa finalizzata alla raccolta di fondi non vada dissipata.

Tra i candidati invece appare un altro eccentrico rapper, famosissimo tra i giovani della Nazione,  Sweet Micky che ha impostato il programma facendo leva su messaggi d’amore, pace e fratellanza come pozione magica per sconfiggere i problemi. Effettivamente il rapper, all’anagrafe Michel Joseph Martelly, ha colpito per la propria franchezza ed abilità linguistica. Non ha nascosto il proprio passato di ragazzaccio e anzi, ha fatto leva sul suo stato ribelle per promuovere l’immagine di chi deve ha in sé un lato caratteriale forte che è necessario per battersi contro il sistema. Alla Cnn ha detto “sapete com’è, per combattere contro il sistema e le ingiustizie che si generano in esso, bisogna essere forti, bisogna essere coraggiosi”.

Troviamo anche Mirlande Manigat, una conservatrice di 70 anni che ha una lunga storia politica alle spalle, la sua parlata è più moderata e i contenuti sono meno vissuti sentimentalmente. Il marito Leslie Manigat è stato Presidente di Haiti per pochi mesi prima che il proprio governo fu rovesciato da un colpo di Stato che li costrinse all’esilio forzato per due anni.

Non manca l’imprenditore Jude Celestin e spalla dell’ormai ex-presidente, non manca l’haitiano di buona famiglia che non vuole vedere il proprio paese in queste condizioni sotto gli occhi del mondo e non manca il povero ragazzo di periferia (non che quelli di città se la passino meglio) che fonda il partito dell’amore.

Si continua a dire che c’è bisogno di tutto e di più.

Forse l’impegno primario del Presidente dovrebbe essere quello di far cassa, impegnandosi a richiamare tutti quei miliardi di dollari di donazioni che sono arrivati solo in minima parte ad Haiti, irridendo il lato umano che è la sola forza del nostro mondo.

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

(1) Reader Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *