Haiti: a due anni di distanza dal sisma il dolore non si placa

Save the Children: Ad Haiti attualmente  si continua a morire per il colera. Ad ammalarsi dall’inizio dell’epidemia  515 mila persone. A morirne   una cifra spaventosa circa 7 mila persone.   500 mila persone, la metà circa delle quali bambini, vivono ancora sotto le tende in campi provvisori.

Nonostante che  per molti italiani , grazie alla nostra “orrenda” qualità televisiva ed informativa, il dramma di Haiti sia un lontano e quasi consumato ricordo, nel paese più povero delle Americhe si continua incessantemente a morire per il colera.

Sono passati due anni dal devastante terremoto che colpì duramente uno dei paesi più poveri  del pianeta.

Nonostante sia trascorso un arco temporale di tutto rispetto,  (almeno penso) nel quale in  un paese ricco o di “serie A”,  si sarebbero sicuramente  risolti la maggior parte  dei problemi,  come riferisce Save the Children, per voce di  Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia, ad Haiti attualmente  si continua a morire per il colera. Ad ammalarsi dall’inizio dell’epidemia  515 mila persone. A morirne   una cifra spaventosa circa 7 mila persone, che se sommate all’ingente numero di morti causati dal sisma, si corre quasi il rischio di perdere il contatto con la realtà.

Non si sa di preciso quante persone siano morte in questi ultimi due anni, c’è chi dice 200mila chi 300mila, probabilmente una cifra esatta è  impossibile da  stilare, impossibile quasi come quantificare il dolore delle persone rimaste, testimoni loro malgrado di un’immane tragedia moderna.

Il sisma ebbe luogo  il 12 gennaio 2010 e  lasciò senza tetto in pochi istanti, 1,2 milioni di persone in tutto il paese.  Attualmente la situazione, continua Save the Children, è ancora drammatica :  500 mila persone, la metà circa delle quali bambini, vivono ancora sotto le tende in campi provvisori. Solamente 1 milione di persone sono rientrate in abitazioni o rifugi temporanei e nemmeno la metà delle macerie sarebbero state rimosse .  

Una situazione quella haitiana,  dove la violenza spinta dall’estrema povertà,  dal’estrema  precarietà e dalla mancanza dei diritti basilari, colpisce  brutalmente gli strati sociali più vulnerabili, rendendoli vittime di abusi ed ingiustizie  e  dove la violenza stessa,  spesso rappresenta l’unica  legge possibile in un’isola apparentemente dimenticata da Dio e dall’informazione che conta.

fonte foto: http://blog.panorama.it/

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *