Guerra tra cartelli della droga:ennesima strage in Messico, 68 i corpi squartati

ESP:Las autoridades mexicanas del municipio de Cadereyta, en el estado de Nuevo León, informaron hoy al menos 49 cuerpos humanos mutilados a un lado de una carretera del municipio de Cadereyta, en el estado de Nuevo León, norte del país, confirmó a Efe una fuente de la policía federal. Oficialmente se contabilizaron 49 cadáveres, aunque fuentes confiables señalan que fueron al menos 68 personas masacradas.  Un narcomensaje informò son Los Zetas el  grupo delictivo responsables de la masacre en Cadereyta.

Continua la strage in Messico. Non ha alcun precedente il numero di omicidi e le modalità con le quali vengono eseguiti gli omicidi. Vere e proprie esecuzioni, articolate che puntano proprio alle modalità e ai bersagli, donne o bambini che siano. In una guerra tra bande del narcotraffico tutto ciò che è umano rappresenta debolezza. La vita umana non ha alcun valore in un contesto di guerra come questa. I protagonisti sono talora ragazzini drogati ed esaltati, arruolate nelle truppe militari narco per contendersi ampi sprazzi nel commercio della droga.

Le donne vengono stuprate, i bambini vengono torturati e ammazzati senza troppi complimenti. I capi famiglia e gli artefici diretti vengono letteralmente fatti a pezzi e posti in sacchi neri di plastica, con la testa mozzata. A volte i corpi mutilati sono appese ai ponti trafficati o gettati in qualche luogo simbolico per ribadire il potere militare e sfidare le forze dell’ordine.

Chi si oppone è perduto. Chi si immischia pure. Chi si trova di passaggio lungo la scia del narcotraffico viene eliminato. Bisogna sperare che la vita non si intrecci in un qualche momento, più o meno casualmente con questi giri d’affari.

Città intere spopolate, silenziose, affrante. Molte casette che racchiudono famiglie perbene all’imbrunire sono serrate. Appare dietro una finestra con grata una lucina flebile, come la speranza d’un reale cambiamento. La porta è chiusa, il silenzio è teso, macchiato d’un timore che elettrizza l’aria. Retrogusto amaro perché chi è esperto di questi luoghi sa bene che un colpo in canna può arroventare l’aria. Potrebbe essere interrotto da un momento all’altro. Si esce giusto il tempo di percorrere la distanza tra casa e scuola. I campi da calcio sono utopia, i luoghi d’incontri per attività sociali e culturali sono scomparsi. Opportunità lavorative vengono a mancare e i giovani, in una società così malata e disagiata talora si avventurano nello scenario peggiore, laddove il futuro non esiste e il presente può cessare in fretta.

Il Nord del Messico è interessato a questo incubo. E’ un inferno. Ne parliamo, ma non abbiamo soluzioni. E quelle attuate non portano a nulla. Opporsi a questa guerra turba molte menti e anche le più coraggiose sovente desistono.

La Carretera Libre, chiusa per 6 ore dopo il ritrovamento dei corpi mutilati

Passando all’attualità ci si macchia di crudezza inaudita. A Cadereyta, località della provincia di Monterrey nello Stato di Nuevo León, sono stati rinvenuti i resti dei corpi di almeno 49 persone. O almeno quel che rimaneva di essi, tant’è che ancora non è stato possibile identificarli. Nelle ultime ore il numero di cadaveri della strage è aumentato e nonostante manchi ancora l’ufficialità, fonti affidabili parlano di almeno 68 individui massacrati.

Tutto è iniziato con una chiamata anonima era arrivata all’ufficio di Polizia federale segnalando il luogo del ritrovamento dei corpi. Poco dopo erano già sul posto gli agenti di polizia locali affiancate a truppe dell’esercito e a medici legali e numerosi furgoni di medicina forense. I cadaveri erano completamenti nudi, ammucchiati, squartati ed insanguinati. Alcuni resti sono stati trovati all’interno di sacche nere utilizzati per la spazzatura  lungo la Carretera Libre che conduce a Reynosa, nel vicino stato di Tamaulipas. La strada è rimasta chiusa per oltre sei ore.

L’escalation di violenza pare essere correlata all’acutirsi della contesa del mercato tra i cartello criminale di Los Zeta e quello del Golfo, quest’ultimo alleato al Cartello di Sinaloa. Le autorità di  Nuevo León, nel corso della conferenza stampa hanno confermato che i corpi certi identificati sono 49, 43 uomini e 6 donne. Le vittime sono state decapitate. E’ stato inoltre confermato che si tratta di un ennesimo regolamento di conti tra bande e che i responsabili appartengono alla banda criminale de  Los Zetas.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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