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		<title>Il processo mediatico all’evasione fiscale</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Sterza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dati alla mano, è il periodo della condanna all’evasione fiscale. Un processo vero e proprio, diffuso dai media quasi con esasperazione e condannato dall’opinione pubblica come se il popolo italiano si fosse accorto di questo reato pochi giorni fa, dopo [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>Dati alla mano, è il periodo della condanna all’evasione fiscale.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un processo vero e proprio, diffuso dai media quasi con esasperazione e condannato dall’opinione pubblica come se il popolo italiano si fosse accorto di questo reato pochi giorni fa, dopo un lungo periodo di torpore ed accettazione. L’Italia, lo Stato dell’eccellenza nei record con valenza negativa. <strong>Tra questi, per l’appunto, quello dell’evasione fiscale.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’evasione fiscale era percepita con rassegnazione. Si era entrati nel “periodo especial”, della quasi liberalizzazione dell’evasione fiscale. L’ex Presidente del Consiglio aveva in tal senso fatto delle dichiarazioni scioccanti. E se da un lato <strong>Silvio Berlusconi</strong> risultava un grande contribuente per via dell’ingente patrimonio, dall’altra si accaniva contro l’elevata tassazione italiana. Un lavoro di demonizzazione irresponsabile, quasi di denuncia verso un’alta pressione fiscale quale unica vera responsabile di un’economia italiana che marciava col freno a mano tirato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Lo sappiamo com’è andata a finire. Berlusconi sul lato economico ha fallito. Certo frase di sintesi e pertanto approssimativa, che non considera i molti aspetti che hanno determinato il fallimento. Ma nulla toglie che il Presidente del Consiglio abbia fallito. Quel che più importa è che un’alta carica istituzionale, tra condoni e lamentele abbia sbiadito il senso di responsabilità del cittadino italiano ad assolvere.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il sentiment era in un certo senso giustificare il non contribuente.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Un alleggerimento della pressione fiscale avrebbe permesso all’erario di far tornare i grandi capitali.</strong> Difficile crederlo. I grandi capitali esasperano da definizione l’abbassamento della pressione fiscale, in altre parole tendono alla completa evasione. La ricetta non è certo questa. Se pretendere che si sviluppi un senso civico comune è impossibile nel breve-medio termine, lavorare su pene inflitte a dovere, in grado di colpire l’evasore, pare essere sacrosanto. L’evasore deve capire quali sono i rischi cui sta andando incontro. Deve valutare se il peso asfissiante e continuo del rischio vale il costo stesso del rischio. Deve sentirsi sotto pressione, monitorato e soprattutto non deve percepire la giustificazione e la legittimità del gesto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In questi giorni i servizi dei media rincorrono le indagini della guardia di finanza, raccontano i blitz di un corpo dello stato, unico caso la mondo, dedicato esclusivamente al intercettazione dei capitali non dichiarati. Raccontano di indagati, di colpevoli, di casi limite.</span></p>
<div id="attachment_7814" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><span style="color: #000000;"><a href="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/02/guardia_di_finanza.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-7814" title="guardia_di_finanza" src="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/02/guardia_di_finanza.jpg" alt="" width="470" height="280" /></span></a></span><p class="wp-caption-text">Guardia di Finanza:Fonte foto: http://www.100news.it/</p></div>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>Chi di noi non ha letto dei blitz a Cortina, a Forte dei Marmi, a Sanremo e in tutti quei “centri benessere” dove alti redditi e immobili con valore da capogiro, finiscono per non contribuire al mantenimento delle spese pubbliche?</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> Solo a scrivere di questi furbetti fa incazzare. E fa incazzare ancora più quel sistema nascosto ma accessibilissimo all’occorrenza, che consente di attuare politiche d’evasione.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Di fatto il governo tecnico Monti ha spiegato le ali e ha iniziato a martoriare questi evasori. Tutto qui? E’ arrivata l’ora della giustizia sociale o è solo quel che ci vogliono far credere?</span><br />
<span style="color: #000000;"> A vedere bene sembrerebbe proprio un bel lavaggio del cervello. Un processo mediatico che colpisce l’italiano medio e lo confonde, a suon di titoli lo distrae dallo sfracello cui, dati alla mano, va incontro il nostro Paese.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Voglio dire. Lo stesso governo Monti dall’oggi al domani, finita l’epoca Berlusconi (quella alla luce del sole), era pronto per partire e guidare l’Italia. La squadra di governo era a disposizione al completo da subito? Che fortuna abbiamo avuto. Gli uomini giusti, al momento giusto, con la ricetta per far crescere l’Italia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In quattro e quattr’otto Monti senatore a vita. Con il volere dell’Europa s’intenda. O l’Europa chiamiamola pure col vero nome, asse Francia – Germania, e capiamo così perché l’Inghilterra se ne sia ben stata alla larga.</span><br />
<span style="color: #000000;"> E così sono partite le ricetta vere, a favore degli italiani lavoratori. Cioè aumenti delle imposte, tagli alle pensioni, maggiore incertezza sul posto di lavoro per adeguarci a termini splendidi quali elasticità, dinamismo, flessibilità. Sono aumentati i controlli ci dicono per tenerci buoni e avere la percezione che ora le cose funzionano, che chi deve pagare paga. Anche i politici pare contribuiscano a questo periodo di forzata austerity. E intanto non ci accorgiamo che la benzina sta volando verso i due euro al litro, che i trasporti sono colpiti e che molte aziende sono pronte a portare i libri in tribunale. Certo, se poi ci raccontano che hanno arrestato il barista che non ha fatto lo scontrino fiscale per il caffè ci sentiamo rincuorati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma mi chiedo, perché ce lo vengono a raccontare? Cosa faceva allora la guardia di finanza fino all’altro ieri? Io davo per scontato che un corpo dello stato che non so neppure quanto ci costi, stesse facendo il proprio lavoro, senza bisogno dei riflettori. Penso ancora che la guardia di finanza stia facendo le stesse cose che fa da sempre. Solo che oggi c’è bisogno di mettere le attività sotto i riflettori, di pomparle e doparle, perché qualcosa non va. Se la gente inizia ad incazzarsi bisogna tenerla calma. E’ tutta una questione di percezione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quindi qual è stato il merito di Monti? Accorgersi che l’operatività della guardia finanza deve essere rimessa in moto, sensibilizzare l’italiano a furia di spot, ricordarci che chi evade è un ladro? Mi chiedo, c’era bisogno che ce lo ricordasse o abbiamo i mezzi per valutare il tutto ogni volta che vediamo il potere ridursi per via di questi “porconi” di evasori?</span><br />
<span style="color: #000000;"> E poi, quali evasori sono toccati? Sono toccati i piccoli evasori con attività medio &#8211; piccole o anche le grandi, colossali realtà, quelle che sono radicate sul territorio ed entro le quali è pericoloso addentrarsi? Chi non conosce un’azienda che evade? Chi non potrebbe fare un nome? Ma certo, brillante l’idea di obbligare a dare nome o cognome per fare una segnalazione o che lo stesso nominativo di chi ha sporto denuncia, sia visionabile in tribunale anche dalla controparte. Per denunciare bisogna rischiare le palle…d’altronde è un atto di cui vergognarsi, è fare la spia. Bisogna rimetterci per andare a contribuire da cittadino all’operato della guardia di finanza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Prendiamo il caso delle Iene, che hanno smascherato la truffa della farmacia che con l’appoggio dei medici, aveva messo in piedi un meccanismo truffaldino ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Cosa faceva il Dipartimento Farmaceutico della ASL competente su quel territorio (Novi Ligure)? Le distinte contabili non parevano un po’ troppo gonfiate? O forse non è così visibile perché In media con altre farmacie della zona? E allora chi mi dice che non tutte facciano così. E allora, la ASL se ne frega o non vede, e anzi, prima di una ispezione, ha la brillante idea di avvisare telefonicamente. Avete capito bene. Se io ho una farmacia, la mattina ricevo la chiamata della ASL, che mi avvisa che nel pomeriggio riceverò la visita ispettiva (per legge una ogni due anni, ma di fatto non è così).</span><br />
<span style="color: #000000;"> E allora interviene Monti. Liberalizziamo le farmacie e facciamo partire il Paese. A chi le diamo? Ai giovani? No, dai spartiamole, dopo le proteste di Federfarma (che pare vengano accolte), tra i titolari di parafarmacia, tra coloro che hanno combattuto in sedi rurali sussidiate. Ed i concorsi? Le rimanenti sedi tra quelle previste, assegniamole per soli titoli più che per merito. Della serie, se vogliamo favorire i giovani laureati, ridurre la disoccupazione  e permettere una maggior competizione e professionalità, non assegniamole per meriti con specifici esami, ma le lasciamo ha chi già da vent’anni lavora!!! E quantò sarà il numero complessivo delle sedi? Accettiamo di portare il quorum dai 3000 proposti ai 3500. E la pianta organica? Estendiamo il periodo di tempo entro il quale deve essere rivista per poi indire i concorsi. E se quel periodo di tempo non viene rispettato, la proposta è quella che nessun provvedimento disciplinare venga intrapreso. Una serie di emendamenti all’italiana, sempre quell’Italia vecchio stile, che vive d’illusioni, di parassitismo. Quanti corpi pubblici inutili sono presenti nel nostro Pese? Quante commissioni, quante società di vigilanza , quante scatole vuote? Quanto le paghiamo? Quanto rendono? Non si capisce neppure chi deve controllare chi.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Chi ci fa vedere un solo conto dello stato di salute italiana? Quando ci parlano in termini logici anziché propagandistici? Quanti italiani vanno a votare per percezione, sulla base della simpatia, del tono di voce, dei progetti megalomani e chissenefrega se siano o meno realizzabili?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quante idee e realizzazioni professionali sono un successo oltre che per l’individuo anche, di riflesso, per la collettività?</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>L’Italiano medio e standardizzato, antirivoluzionario a livello logico mentale, dove andrà a finire se non si oppone ad un sistema collaudato di propaganda?</strong> Sarebbe bello svegliarsi e vedere che ognuno di noi invece di apparire, inizia a spaccarsi il culo non solo per lottare contro il mondo, ma per cercare di raddrizzarlo. E ora spengo il qui presente notebook, perché anche se c’è Monti consuma energia e le fatture delle utenze non sono calate, così come non è calata l’accisa sul carburante.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando una persona si forma non percepisce ancora i legami parassitari che danneggiano il Paese e che lo tengono statico ed immobile. I giovani hanno linfa fresca, sono dinamici per natura, ma poi vengono sodomizzati da una parte e lobotomizzati dall’altra, sino a lasciarsi trasportare nel dramma e diventare loro stessi vittime predestinate da quella forma di parassitismo per l’appunto cui non ci si può sottrarre senza essere danneggiati.</span></p>
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		<title>Il mio viaggio a Cuba</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 10:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il racconto di una  bella esperienza di viaggio narrato da una nostra lettrice. Un viaggio appassionante, intenso, romantico a ritroso nel tempo,  un viaggio che lascia il segno nell’anima, difficile da dimenticare. Cuba fa anche questo effetto, ed è pienamente [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il racconto di una  bella esperienza di viaggio narrato da una nostra lettrice. Un viaggio appassionante, intenso, romantico a ritroso nel tempo,  un viaggio che lascia il segno nell’anima, difficile da dimenticare. Cuba fa anche questo effetto, ed è pienamente raccontato in questo articolo. </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Di Maddalena Celano</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il 25/08/2011 arrivo verso le 11:12 del mattino all’ aeroporto dell’ Avana, il mio primo giorno in terra cubana di un viaggio durato, complessivamente, 14 giorni.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Mi dirigo verso il check-in, guardano i miei documenti e sorridendo mi danno il benvenuto.  Una giovane donna mulatta, con la testa ornata da tante treccine colorate, controllando i miei documenti mi indica dove poter ritirare le mie valige.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Chi si reca a Cuba deve sottoporsi ad un secondo check-in  in cui bisogna lasciarsi fotografare frontalmente e di lato e consegnare un bigliettino che distribuiscono in aereo. Sul bigliettino bisogna riportare le proprie generalità, le motivazioni del viaggio, dove si avrebbe intenzione di soggiornare e per quanti giorni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Stranamente, l’ uomo  addetto al secondo check in, un uomo di mezza età in divisa, mi sorride e chiede gentilmente la mia nazionalità. Dopo essermi fatta fotografare, l’uomo si rifiuta di ritirare il bigliettino appositamente compilato, mi sorride e mi dà il benvenuto in lingua italiana: “benvenuta, signora!”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Senza effettuare ulteriori controlli, mi lascia passare. Trovavo l’ aeroporto dell’ Avana incomprensibile: non riuscivo ad individuare l’ ufficio del cambio, né i taxi-regular! Giro e rigiro ma …niente!  Vedo fuori un uomo in divisa. Chiedo di poter effettuare un cambio di moneta e prendere un taxi-regular. Lui mi risponde che l’ ufficio di cambio è eccessivamente affollato, che sarebbe meglio rinunciare e continuare ad usare l’ euro ed, eventualmente, cambiare la mia moneta direttamente all’ Avana.  Infine mi dice: “se vuoi c’è qui un tassista disposto ad accompagnarti all’ Avana per soli 20 euro”!  Io rispondo che preferisco cominciare da subito ad utilizzare i CUC e che sono disposta ad affrontare la lunga fila senza problemi.  Quindi l’ uomo in divisa mi indica l’ ufficio di cambio ed io mi metto in fila.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel frattempo mi si avvicina un ragazzo mulatto con la divisa da tassista. Mi dice che la fila è troppo lunga per il cambio, che avrei perso troppo tempo e che al secondo piano dell’ aeroporto avrei trovato una fila più corta. Il ragazzo mi accompagna al secondo piano dove, molto rapidamente, effettuano il cambio del denaro. Eseguito il cambio il ragazzo mulatto si dichiara disposto ad accompagnarmi all’ Avana direttamente verso l’ appartamento dove mi  attendeva la signora T. per soli 18 CUC. Il ragazzo mi accompagna in città su una piccola macchina giapponese molto elegante (mi sembrava risalente ai primi anni ’90). Il percorso tra  l’ aeroporto e la città dell’ Avana  si è rivelato piuttosto lungo: ma mi sono goduta il panorama che mi sembrava meraviglioso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le strade erano estremamente pulite e le aiuole molto curate (mentre mi aspettavo di trovare sporcizia e trascuratezza), tra l’ altro, mi colpirono positivamente i numeroso cartelloni  colorati con slogan contro il Blocco Economico imposto dagli USA,  motti rivoluzionari o/e forme di “pubblicità-progresso”  che esprimevano concetti come, ad esempio, il rispetto per l’ ambiente e la natura, l’ incoraggiamento a  fare la raccolta differenziata, curare la propria salute ed alimentazione e l’ essere sempre altruista e solidale con tutte/i, etc.  In tutta sincerità, non trovare la solita chiassosa (e spesso volgare o/e di cattivo-gusto) pubblicità di prodotti commerciali  per le strade mi sollevò molto, mi fece sentire più “leggera”, avevo già la sensazione di essere entrata in un’ altra dimensione ed in un’ altro ordine di idee.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Durante il percorso aereoporto-Avana città,  venivo ipnotizzata dalle antiche macchine d’ epoca, tenute spesso in perfetta condizione, come nuove.  Arrivata a destinazione, un piacente appartamento nel quartiere Vedado,  il ragazzo prende le mie valige e mi accompagna fino al citofono.  Pago e subito dopo risponde al citofono la signora T. che mi raggiunge sulla scalinata e salutandomi mi accompagna fino all’ appartamento. T. è una signora anziana alta, snella, bionda e graziosa, con un’ acconciatura ed un’ abbigliamento giovanile ed all’ ultima moda  e, nonostante l’ età, ancora straordinariamente agile. T. prende le mie valige, le sistema nella mia camera e mi mostra l’ intero appartamento: non molto grande ma neanche piccolo, provvisto, tra l’ altro, di un bellissimo balconcino da cui scorge un bel panorama del quartiere sottostante. L’ appartamento, con un arredamento molto gradevole ed armonico ma eccessivamente “vintage”  dava l’ idea di essere tornati indietro nel tempo. Tutto estremamente vecchio ma tenuto in ottime condizioni mi dava la sensazione di un tempo fermo, dove tutto continua ad avere un’aria famigliare, romantica, irreale, una dimensione non toccata dai nostri drammi e dalle nostre problematiche (l’ imperativo, obbligatorio per tutti gli occidentali che vivono in un’ economia capitalistica: produci ed anche in fretta, consuma il più possibile e crepa).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’ appartamento era ampio e luminoso, con 3 camere da letto, una cucina, un grande bagno con vasca stile anni ’50. La mia camera da letto era anch’ essa ampia, luminosa e tutta in legno.  Sentivo già sulla pelle in caldo torrido ed umido, la mia pelle produceva sudore in quantità industriale. Decido di andare a letto facendomi prima una lunga e fresco bagno nell’ ampia vasca. L’ acqua scorreva fluente ed in gran quantità. Anche il lettone antico, tutto in legno era  estremamente comodo.  Le mie giornate si avviarono con questi ritmi: si sudava terribilmente anche di notte (non essendo abituata al terribile caldo tropicale) quindi l’ imperativo era svegliarsi obbligatoriamente con un bagno freddo, abbondante colazione a base cappuccino,  polpette vegetali (buonissime ma non ho mai compreso gli ingredienti), fagiolini, succo di guava, mango o papaya. Ogni mattina le mie passeggiate cominciavano dall’ Avenida 23, da cui, spesso, mi dirigevo in visita ad altri quartieri o alle viuzze sottostanti.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Mi sorpresero i numerosi villini colorati ed in stile coloniale, i giardini comunali estremamente curati, la pulizia e l’ ordine in cui veniva tenuta la città. Le macchine d’ epoca, anch’esse tinteggiate con i colori più assurdi ed impensabili (giallo canarino, verde pisello, celeste, rosa, arancione, etc.) sfrecciavano per la lunga ed ampia Avenida.  Tra i percorso obbligati c’ erano Hotel Avana Libre, la gelateria Coppelia nei pressi di calle 23 sempre nel quartiere  Vedado e la Rampa, un grazioso parchetto dove si tenevano mostre artistiche e mercatini di ogni genere e sorta. Un tuffo nel passato: tutto sempre in uno stile “vintage” estremamente curato, un tuffo nell’ arte-coloniale, nell’ artigianato artistico afro-cubano. Il popolo cubano, sin dai primi approcci, mi sembrò estremamente disponibile ed aperto. Privi di paure, pregiudizi o inibizioni di qualunque genere si aprono molto con gli stranieri ma sempre in modo elegante e garbato. Con le donne è ancora molto diffusa una galanteria ed un iper-protettività d’ altri tempi, quasi ottocentesca: si usa ancora salutare le donne con il baciamano o con l’ inchino, ogni uomo cubano aiuta le donne a salire o scendere dall’ autobus oltre che cedere sempre il proprio posto e dimostrarsi sempre difensivi e disponibili per qualunque esigenza.</span></p>
<div id="attachment_4876" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><span style="color: #000000;"><a href="http://thisiscuba.net/thisiscuba-intervista-marco-gargiullo-di-cubanite/cubanite/" rel="attachment wp-att-4876"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-4876" title="cubanite" src="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2011/03/cubanite.jpg" alt="" width="500" height="300" /></span></a></span><p class="wp-caption-text">Fonte foto Cubanite</p></div>
<p><span style="color: #000000;">Sempre molto cordiali e disponibili non mancano neppure d’ ironia ed umorismo con cui sdrammatizzano le problematiche quotidiane (la burocrazia elefantiaca, spesso assurda, che il governo ultimamente  si sta sforzando di snellire, il contrasto fitto e stridente tra tradizioni, antiche memorie ed una modernità fluida che penetra lentamente ma incisivamente). Quello che più mi ha sorpresa sono state le lunghe file che si formano per godere di 15 minuti di gloria assaporando un gelato della gelateria Coppelia (una gelateria enorme, decorata con  simpatici murales e numerose  aiuole dai fiori sgargianti) che, tra l’ altro, produce e vende anche pasticcini di ogni genere e sorta, torte estremamente fantasiose e panini. Una volta raggiunta la Coppelia  ti siedi su uno dei tanti tavoli vicino a sconosciuti e, se notano che sei straniera/o, ci sarà sempre qualcuno o qualcuna pronta/o a chiederti informazioni sul tuo paese, pareri, impressioni sul proprio&#8230;  A Cuba, fare la fila è qualcosa di normale e si tratta, spesso,  di socializzazione. Una propaganda “ideologica” ha descritto ciò come un difetto (le file a Cuba) ma, questa propaganda, trascura anche il fatto che simili file sono estremamente diffuse anche in paesi capitalisti come in Italia (Spagna o Portogallo) e che il cubano le vive in modo nettamente differente.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I ritmi di vita di Cuba sono molto più lenti e rilassati rispetto ai nostri (quindi non hanno lo stesso bisogno  e la stessa necessità di correre) e, spesso, i cubani approfittano dei ritagli di tempo per leggere qualche quotidiano o libro, socializzare o sfoggiare la loro ampia cultura in cui gareggiano nella recita della poesia più bella, dell’ aneddoto, informazione  o/e notizia più “curiosa” (i cubani sono tutte/i estremamente colte/i, appassionate/i di poesia ed arte in genere). La socializzazione crea questo tipo di situazioni che si ripete alla fermata dell&#8217;autobus, davanti a un negozio, un piccolo supermercato o davanti ad una farmacia. Dopo ogni mattinata, terminata la lunga passeggiata, mi ritiro nell’ appartamento assegnatomi dove T., la padrona di casa, terminata la mia seconda doccia gelida, comincia a raccontarmi del suo glorioso ed avventuroso passato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">T. discende da una famiglia di poveri contadini.  Era una ragazzina analfabeta e malnutrita quando conosce il Movimento 26 Luglio all’età di soli 14 anni. La ragazzina, povera, disperata  e priva di futuro, decide di aderire alla Rivoluzione guidata da Fidel Castro in qualità di staffetta. Durante l’ addestramento, i guerriglieri le insegnano i primi rudimenti di scrittura e lettura. Vinta la rivoluzione, T. continua a studiare e decide di iscriversi all’ Università dove si laurea in chimica. Successivamente troverà lavoro nell’ industria zuccheriera, si sposa e diventa una madre di famiglia colta ed indipendente. Continuerà tutta la sua vita ad ampliare il proprio bagaglio culturale allargando il proprio orizzonte anche nell’ ambito della storia, della letteratura, della sociologia e dell’ antropologia. T. diventa una fedele castrista e sarà sempre devota ad una rivoluzione che ha vissuto come una forma di riscatto da una vita che altrimenti sarebbe stata  di stenti, emarginazione sociale  ed analfabetismo. Attualmente T. è impegnata nella Federazione delle Donne Democratiche Cubane e si occupa di pari opportunità e tematiche di genere (la questione femminile e quella degli omosessuali e dei transessuali). Incontra quotidianamente intellettuali ed artisti cubani o stranieri (da ogni parte del mondo), partecipa a grandi eventi, viaggia e  scrive articoli e libri su politica e questioni sociali. Ogni giorno, nel nostro appartamento, passavano scrittori e poeti con cui si dibatteva ininterrottamente degli argomenti più disparati, mentre io chiedevo suggerimenti e consigli sui luoghi o monumenti più interessanti da visitare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il giorno 26 agosto visitai il Parque Central e La Torre, monumenti  caratterizzati  da grande eleganza, da uno stile coloniale spagnolo molto curato e ben conservato con la modernità dei servizi e delle installazioni. Tutti gli  hotel sono circondati da diversi edifici famosi, come il Capitolio, il Teatro García Lorca che si trovano a pochi minuti dalla Cattedrale, dalla Plaza de Armas, dai negozi, dai musei e dagli altri servizi complementari.  Il Parque Central  è molto frequentato da gente di ogni genere  e si trova in un’ottima posizione sul limitare de la “Habana Veja”, cui si accede a via Calle Obisbo.  Luogo di ritrovo per cubani e turisti, è circondato da notevoli edifici in stile barocco, art-decò ed art-nouveau. Il tutto è sempre accerchiato da ampie aiuole colme di fiori sgargianti ed esotici ed enormi palme reali. Lungo due isolati, delimitato dal “Paseo de Martì” e dalle calles Agromonte, Neptuno e San Martì  si trova il meraviglioso monumento  al patriota, scrittore ed intellettuale cubano José Martì (uno dei personaggi più amati in assoluto da tutti i cubani, indistintamente dalla loro età e dalle opinioni politiche), il monumento è stato realizzato nel 1905 in marmo di Carrara. Per le strade dell’ Avana noto che  un elemento per cui i cubani nutrono una grande passione è proprio lo sport e la cura del corpo. Tutti i cubani, indipendentemente dal sesso, dall’ età e dalle loro condizioni, dedicano almeno un’ ora della loro giornata a  qualche attività sportiva (anche in età avanzata).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il cittadini cubani, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi sono estremamente atletici e slanciati, scattanti ed amanti dell’ abbigliamento sportivo comodo ma di qualità e, spesso, “griffato” (in barba all’ embargo ed al loro stile di vita che dovrebbe essere, per ragioni morali e politiche, piuttosto frugale ma pur sempre dignitoso).  Al ritorno, verso le ore 16, T. mi invita alla festa di compleanno di sua figlia. Ci prepariamo è verso le ore 18 saliamo su una comoda auto d’ epoca che ci conduce verso l’ appartamento di sua figlia. L’ appartamento, molto carino,  è composto da varie stanze e stanzette provviste da ampie finestre e balconcini. L’ arredamento è piuttosto “vintage”  ma funzionale e tenuto in buone condizioni. Il cibo era abbondante, così come le bibite (birre locali di cui le più consumate sono la Cristal e la Bucanero). Il miglior piatto cubano  assaggiato consiste in riso condito da pollo, abbondanti carote e ricoperto da uno strato sottile di crema di patate. Era molto buono anche una sorta di tronchetto di mais (a base di farina di mais) e carne di vitello. Le torte cubane sono molto appariscenti e colorate, con ampi e gonfi strati di panna dai colori e dalle decorazioni più disparate e bizzarre. L’ atmosfera era, come sempre, amichevole e famigliare, allietata dalla presenza di numerosi giovani e bambini: Cuba ha un alto tasso di natalità che è direttamente proporzionale all’ ampia e ricca emancipazione femminile raggiunta in ogni ambito della vita sociale e politica.  Come di consueto, gli uomini presenti alla festa, erano estremamente galanti: mi offrivano tutto quello che desideravo bere o mangiare, tra baciamano ed inchini. Tornata a casa, dopo la cena luculliana mi godo un pò di TV cubana. Mi sorprende l’alta capacità tecnica raggiunta paragonabile a quella di un paese europeo tra i più progrediti, l’ alto contenuto culturale dei programmi: numerosi i documentari storici e scientifici (molti i documentari di medicina ed educazione alimentare), le biografie dei grandi personaggi storici latino-americani, le programmazioni su libri e letteratura in generale. T. guardava molto CUBAVISION : è stato il primo canale creato a Cuba. Iniziò le sue trasmissioni il 10 dicembre 1950 col nome di CMQ-TV. Nel 1959 venne nazionalizzato e cambiò la sua denominazione in Canal 6.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Assume la sua attuale denominazione nel 1988. Canale generalista, trasmette lungo tutte le 24 ore, CUBAVISIONINTERNACIONAL (Creato il 26 luglio 1986, è la versione internazionale di Cubavisión, destinata alla trasmissione via satellite verso l&#8217;estero) e TELEREBELDE (Creato il 22 luglio 1968 come Canale 2, trasmette perlopiù programmi di informazione ed eventi sportivi.). L’uomo con le sue necessità sempre più crescenti è l’oggetto fondamentale della società cubana ed è il fulcro della comunicazione dei mass-media nazionali. La TV cubana basa la propria azione e programmazione sulle  investigazioni sociologiche che si sono estese a tutte le sfere della vita della popolazione, con lo scopo di ottenere informazioni che servano da base per l’elaborazione di una politica che desidera rendere tangibili i postulati socialisti, all’interno di un Paese che impiega la propria esistenza nel diffondere valori etici, morali, storici, culturali e pedagogici.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La mancanza di pubblicità nella TV cubana è praticamente assoluta, si intravedono unicamente forme di pubblicità-progresso e varie forme di pubblicità educative (sulla raccolta-differenziata dei rifiuti, consigli su come salvaguardare la propria salute e quella di anziani e bambini, etc.). Sono molto comuni anche le soap-opera ma con caratteristiche molto diverse dalle nostre o da quelle nord-americane: si tratta di  soap-opera caratterizzate da estremo realismo, in cui si traspone fedelmente la vita quotidiana di una normale o ordinaria famiglia cubana, senza edulcorare o offuscare le tematiche dell’ isola ed i suoi problemi.  Gli attori e le attrici delle soap-opera cubane sono molto gradevoli nell’ aspetto ma senza eccessi (nessuna è una top-model e non esistono donne siliconate): conservano tutte e tutti una certa autenticità e verosimiglianza  (alle caratteristiche antropologiche e sociologiche del popolo).</span><br />
<span style="color: #000000;"> Le donne, le giornaliste, le conduttrici e presentatrici delle tv cubane sono tutte estremamente attraenti, sensuali ed eleganti ma che non saranno mai rappresentate  in abiti eccessivamente succinti e la prima cosa che ostentano in tv, più che il bel corpo, è la loro ampia cultura o l’ abile oratoria e dialettica nel gestire interessanti ed impegnativi dibattiti.  Sono molto comuni anche i talk-show: ebbene, anche le TV cubane hanno i loro talk-show!  Anch’ essi, estremamente diversi dai nostri (oserei affermare molto meglio).  I talk-show cubani non sfuggono al loro carico pedagogico ed educativo:  si dibatte su tematiche sociali, culturali o letterarie. Le conduttrici dei talk-show, donne attraenti e colte, modulano il dibattito con interruzioni di musica cubana, canzoni e recital di poesie. Il  30 agosto,  dopo una lunga chiacchierata con T. sul processo storico della Rivoluzione Cubana decido di visitare il noto Malecon, il lungomare dell’Avana  conosciuto anche come avenida Antonio Maceo.</span></p>
<div id="attachment_7784" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><span style="color: #000000;"><a href="http://thisiscuba.net/il-mio-viaggio-a-cuba/banner4-cuba-2/" rel="attachment wp-att-7784"><span style="color: #000000;"><img class="size-medium wp-image-7784" title="banner4 cuba" src="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/02/banner4-cuba-300x116.jpg" alt="" width="500" height="200" /></span></a></span><p class="wp-caption-text">Fonte foto internet</p></div>
<p><span style="color: #000000;">Il Malecon è stato costruito nel 1901 dagli statunitensi come un viale pedonale alberato con grandi luminarie. Parto ovviamente dal Vedado e  termino il mio cammino presso la Chorrea, il castello che sorge alla foce del Rio Almendares da cui il viale diventa un tunnel che corre sotto il fiume. Da questo momento ha inizio il quartiere Miramar e la strada prende il nome di Avenida 5: sul Malecon sporgono palazzine neo-coloniali dai colori pastello scolorite dal sole (celeste, giallo-canarino, verde-chiaro o  arancioni sbiaditi), dalla salsedine e dalle intemperie oltre a palazzi del XX secolo, spesso a due o tre piani con colonnato e porticato superiore in cui si possono notare stili dissimili.  Il Malecon è sempre gremito di gente di ogni genere e sorta, discoteche e locali all’ aperto,  bancarelle d’ artigianato artistico, artisti di strada, pescatori appostati sulle scogliere, coppiette e giovani sposini. Le botteghe che costeggiano il lungomare hanno le caratteristiche tende variopinte che rendono ombrose le strade, sono fresche ed accoglienti all’ interno e molto comode per gli avventori. Il Malecon è l’ anima più autentica dell’ Avana: testimonia lo stato di transizione in cui si trova l’ isola, uno stato di transizione che avverto come “eterno” (derivante anche dal miscuglio razziale e culturale che caratterizza l’isola).  Del resto, l’ Avana, dopo poche ore che si è veduta, non può definirsi in altro modo se non che “la città degli odori e dei rumori”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’ entrata nella baia, il più bel porto del mondo,  è bella e sorprendente: da cui si scorge un’ alta montagnola rocciosa ove i famosi porti di El Morro e Cabanas sono gremiti di cannoni.  La città, distesa  tra la baia e l’ alto mare, ha qualcosa di allegro con il suo sole splendido e cocente, con le sue case dipinte, verdi, rosse, gialle e azzurre, e la sua quantità di chiese e campanili di stile e gusto variforme. Vi sono seimila veicoli a nolo che percorrono queste strade, come i nativi si affrettano ad informarti con grandissima gioia. Il cubano, in fondo, a dispetto di tutto e tutti è un’ inguaribile ottimista. Osa dire e pensare che domani andrà sempre meglio, di conseguenza, a dispetto degli innumerevoli sacrifici a cui il popolo è stato per secoli e decenni sottoposto, si può sempre descrivere qualcosa di bello, un piccolo o grande successo popolare o culturale, un’ innovazione o una particolarità di cui andare fieri (ultimamente l’ ecologia, lo sviluppo-sostenibile, i continui successi artistici, etc.). Perciò è estremamente semplice allacciare rapporti d’ amicizia con il popolo cubano, semplice fare nuove  conoscenza e trovare, per  l’ intera durata della permanenza nell’ isola,  amici fedeli e leali che ti guideranno, consiglieranno e sosterranno per tutto il soggiorno. Proprio al Vedado, casualmente, incontrai due giovani studenti di medicina afro-cubani: un ragazzo ed una ragazza. Due giovani estremamente vivaci, curiosi e disponibili. Strinsi una particolare amicizia con la ragazza, una giovane madre afro-cubana con il sogno di diventare chirurgo. Abita in uno splendido villino color pastello, proprio tra il quartiere Vedado ed il Malecon.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La ragazza, nonostante avesse l’impegno degli studi universitari e di una meravigliosa bambina dell’ età di 5 anni, era sempre disponibile ad accompagnarmi ovunque desiderassi e fornirmi preziosi consigli, nonché offrirmi nella sua dimora, cibo locale in gran quantità. All’ Avana, ogni straniero viene accolto con un rituale di infinita nobiltà. Gli offrono cibo e buone parole, sanno ascoltarlo, compiangerlo, comprenderlo. Frutto d’ incrocio fra stirpi diverse, i cubani sono incapaci di intolleranze razziali e religiose. Ogni sera, al vespro, le donne cubane più anziane sgranano il rosario sulla porta di casa, invocando, con la più assoluta innocenza, il nome di Gesù Cristo e, insieme, quella di qualche antica divinità afro-cubana. Ci si può perdere nei bassifondi dell’ Avana vecchia, ci si può trovare ebri nell’ antro più sconcertante della periferia oppure solitarie e sconosciute in qualche contrada di campagna: nessuno farà mai del male allo straniero ed, in particolar modo, alla donna straniera. “Cica, no te preocùpe”: sarà l’ immancabile parola di conforto. “No te preocùpe” è la norma che vale in ogni circostanza.  L’ autobus non parte, smarrisci il portafogli, non hai denaro per un taxi, non hai spiccioletti per i mezzi pubblici, nessuno si presenta all’ appuntamento fissato in un ministero…? A tutto c’è un rimedio.  Da questa incantevole pigrizia, relitto superstite d’ una civiltà ormai travolta nel vortice dell’efficienza che domina il mondo, si apprezza la sensualità materna ed avvolgente con cui accoglie il mondo che viene a farle visita.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Durante il mio soggiorno, l’ appartamento di T., era diventato il via vai degli intellettuali e politicanti della città. Ogni giorno trovavo ospiti diversi nell’ appartamento: direttori di musei, professori, poeti, attivisti politici, attiviste femministe, artisti di ogni genere e sorta. Tutte e tutti la sera sprofondavano sulle altalenanti  sedie a dondolo o sulla poltrona, si era sempre circondati da foto d’ epoca, quadri o libri e riviste che qualcuno portava. Tutte e tutti parlano con calma, convinzioni salde e dolcezza (non ho mai conosciuto un cubano nevrotico. Credo che le nevrosi siano il frutto della nostra civiltà malata), con la dolcezza dei creatori di fiabe. Per circa 14 giorni, ogni tardo pomeriggio, tornata dalle mie lunghe passeggiate per la  città, assistevo a lunghi dibattiti intrattenuta dai migliori intellettuali dell’ Avana. Poi giungeva, improvvisamente, la notte. Le notti cubane, ovviamente, sono caratterizzate dalle musiche caraibiche, i cubani ballano sempre, in ogni occasione. La notte libera i complessi della sensualità e dell’ erotismo: le discoteche all’ aperto ed i locali si popolano di giovani, giovani cubani ma anche centinaia di giovani turisti europei e nord-americani, che familiarizzano tra loro,  danzano e si blandiscono sorseggiando rum,  Cuba Libre, Daiquiri, Mojito, birra Bucanero o Cristal.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Qualcuno potrebbe sorprendersi nel notare come, nell’ isola, il più intransigente “puritanesimo” rivoluzionario convive con la sensualità più sfrenata. I due aspetti, non si escludono reciprocamente. Rigorista e severa deve essere la condotta dei  vari leader di partito e dei vari funzionari pubblici poiché vengono additati come  “esempi” o  modelli per il popolo, oltre che “simboli” (a causa dei loro ruoli istituzionali) della rivoluzione per altre nazioni latino-americane e per il mondo. Mentre, il popolo minuto non è tenuto ad osservare simile intransigenza e può facilmente trasgredire (senza, però, superare i limiti della decenza ed “inficiare” le altrui libertà).  Io non so fino a che punto le mordaci cure in direzione del rafforzamento (e della conservazione) dello  “spirito-rivoluzionario” (obbligo d’ istruzione per tutte e tutti, televisione piena di documentari e programmi educativi e culturali, forme di pubblicità-progresso ovunque, etc.)  possano essere soffocate dalle chiassose gozzoviglie.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">So soltanto che, presto, feci amicizia anche con un colto e raffinato intellettuale afro-cubano (scrittore, artista e pubblicitario). L’ uomo che aveva circa 42 anni (ma che ne dimostrava decisamente di meno, come minimo 15 in meno), trascorreva la sua vita tra università (era alla V° laurea), concerti da lui presieduti e eventi culturali da lui organizzati. In realtà, sono molti i cubani che scelgono di condurre una simile vita, sia perché per studiare il governo offre un sussidio mensile (a cui il governo ultimamente sta ponendo dei freni per via di abusi frequenti causati da persone che collezionano lauree di ogni genere), sia perché, spesso, i concerti e gli eventi “arrotondano” il sussidio percepito (perciò molte famiglie riescono a vivere così).  Una vita da sogno per molti “occidentali” (come si potrebbe notare, gli occidentali non sono tanto più fortunati dei cubani), eppure lui si lamentava! Lamentava i rigidi criteri ed una sorta di “clientelismo” (più che clientelismo si tratta di “favoritismi”) con cui il Partito e li Istituzioni Cubane favorivano un certo tipo di artisti, piuttosto che altri. È un problema! Ma, credo,  sia un problema scottante anche per molte nazioni Europee (non mi  risulta che l’ Italia sia molto diversa, al contrario, sporadiche personalità italiane possono condurre questo genere di vita che a Cuba, invece, si tratta di pura normalità) e, probabilmente, anche dei tanto “democratici” e “libertari” U.S.A.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’ artista si chiama Vladimir, ci siamo conosciuti nei pressi di Casa Balear (un Centro Culturale spagnolo) del Vedado in cui si organizza concerti, corsi di ballo ed opere teatrali. Ogni pomeriggio (quasi) ci davamo l’ appuntamento a Casa Balear, dove tra una confusione e l’ altra, causata dalla folla di turisti-spagnoli ed artisti-cubani si sorseggiava un mojito pagato in moneta nazionale e si tentava di parlare (sfuggendo alla musica assordante). Fu proprio lui, il mio penultimo giorno di permanenza, ad accompagnarmi  sia al Capitolio ed al Morro.</span></p>
<div id="attachment_7798" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://thisiscuba.net/il-mio-viaggio-a-cuba/morro/" rel="attachment wp-att-7798"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-7798" title="morro" src="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/02/morro.jpg" alt="El Morro. fonte foto internet" width="500" height="285" /></span></a><p class="wp-caption-text">El Morro. fonte foto internet</p></div>
<p><span style="color: #000000;">El Morro è una fortezza conosciuta come EL CASTILLO DEL LOS TRES REYES DEL MORRO. Ha una struttura di poligono irregolare che si adatta rigorosamente alla forma della rupe dove sorge, che ha favorito il suo carattere difensivo. Sentinelle fanno guardia dai bastioni e vigilano sul gran fossato pieno zeppo di cannoni d’ epoca. Ero ansiosa di visitare, prima di partire, la casa in cui abitò il Che situata verso alla Cabana, non molto lontana dal Morro. Ricordo soltanto che è un posto meraviglioso ma composto da ampi prati in cui le abitazioni dei civili si fanno sempre più  rade e molto distanti l’ una dall’ altra. Camminammo per circa due ore, sotto il sole rovente su una vegetazione rigogliosa ma impervia, per raggiungere la casa del Che. Un villino meraviglioso (ma estremamente isolato) su un’ altura da cui si percepisce tutto il panorama della città a partire dall’ ampio porto. Il villino in architettura neo-coloniale,  estremamente grazioso e tenuto in ottime condizioni , contiene molte reliquie dell’ eroico guerrigliero: mobili, oggetti da lui usati, vestiti, foto, libri, lettere, etc. Qualcuno, leggendo queste memorie, potrà percepire la profonda emozione che provai nel visitare e toccare con mano uno dei luoghi che furono più cari al guerrigliero-eroico. Io mi sorpresi soltanto di una cosa: non immaginavo che il Che fosse vissuto in un luogo così incantevole ed avvincente (uno spettacolo naturale unico al mondo).  Un’ abitazione relativamente piccola per un ministro (ma che persino per un romano benestante  di oggi risulterebbe enorme) ma luminosa  e fornita di tutto ciò che un uomo o famiglia possa desiderare o esigere.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Mi sorprende ancor di più pensare come abbia fatto a rinunciare ad un simile incanto ed a simili comodità per seguire e restare fedele al la sua “febbre-rivoluzionaria” e riaccendere i suoi “fochi” nel mondo. Senza ombra di dubbio era pervaso da una sorta di “fede-incrollabile” nei suoi principi e valori che lo hanno portato a compiere innumerabili  sacrifici e rinunce: i posti e le comodità  da ministro, gli onori, la gloria, la splendida abitazione, la famiglia numerosa, etc. Probabilmente, molti nell’ isola, opposero qualche resistenza ai suoi utopistici progetti di riforma che non provenivano  dalle classi abbienti, schiacciate dalla rivoluzione, ma dagli stessi operai cubani. Il suo libro “Pasajes de la guerra revolucionaria”, è un documento fresco, avvincente delle giornate di lotta, quando il mitra faceva da protagonista.  Ma poi?  Numerosi cubani anziani sopravvissuti lo ricordano ancora, pistola al fianco, barba incolta, presiedere la Banca Nazionale. Andava in giro a firmare assegni a chiunque gli chiedesse finanziamenti “progressisti”. Firmava assegni e non teneva conto delle cifre versate. Come poteva un personaggio simile resistere alla normalità dell’ amministrazione quotidiana?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il caso Cuba rischia di compromettere in partenza la VI Cumbre dell&#8217;OEA</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Sterza</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;">IL FATTO: iL 14-15 Aprile si terrà la sesta cumbre dell&#8217;OEA. La Colombia, paese ospitante, non può da sola decidere di invitare Cuba, la cui partecipazione trova l&#8217;opposizione degli USA. I Paesi dell&#8217;ALBA, Ecuador in primis, insorgono contro queste intromissioni statunitensi e minacciano il boicottaggio dell&#8217;importante appuntamento politico.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">ESP:</span> <span style="color: #0000ff;">EL HECHO:  el 14-15 de abril se tendrá el sexto cumbre del OEA. Colombia, país ospitante, no puede decidir solo de invitar a  Cuba, cuya participación encuentra la oposición de EE.UU.. Los Países del alba, Ecuador en primis, se subleva contra estas intromisiones estadounidenses y amenazan el boicot de la importante cita política.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Insomma I cancellieri della Colombia e di Cuba, Maria Angela Holguin e Bruno Rodriguez,</strong> hanno parlato di accordi bilaterali in ambito commerciale, economico, turistico e di una sinergia volta anche a rendere credibile l’appena nata Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (<em>CELAC</em>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E poi ad unire Colombia e Cuba c’è il ruolo del nuovo Presidente colombiano, pronto a mitigare i ribelli delle FARC e godere dell’appoggio dell’opinione pubblica e dall’ altra tutto imbottito in discorsi che non escono d’un sol millimetro dai protocolli e dai rituali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Santos</strong> effettivamente fa meglio del predecessore, ma è come dire che Obama poteva far peggio di Bush. Una affermazione che non vuol dire assoluzione, come ci ricordano gli <em>italiotti</em> vicini alle FARC, sognatori d’una differente realtà e assolutori di un determinato tipo di violenza, quando ha sfondi sociali nobili. Ma per loro il nostalgico lottare è una assoluzione ai doveri etici e morali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Maria Angela Holguin ha di fatto cercato di chiarire con i vertici del Partito Comunista di Cuba che nulla ha in contrario il Governo Colombiano con la presenza di Cuba alla prossima <strong>Cumbre de las América, fissata il prossimo 14 e 15 Aprile a Cartagena.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La riunione dei 34 capi di Stato è una riunione che spazia a 360 gradi sui grandi temi che il continente latino si accinge ad affrontare. Una delle “creature” nate da tale vertice è stata l’ALCA (Área de Libre Comercio de las Américas), a Miami nel 1994, che doveva essere una estensione della politica commerciale dell’America del Nord e che invece può ritenersi niente più d’un progetto annebbiato da pretese imperialiste e che versa ormai in punto di morte, in mezzo a tante critiche e astensioni, parte delle quali sono sfociate in vere e proprie alternative.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>In mezzo a queste turbolenze Juan Manuel Santos</strong> è intervento cercando di gettare acqua sul fuoco, dopo le polemiche dei Paesi dell<strong>’ALBA</strong>, e soprattutto di un irritato <strong>Raffael Correa</strong>, Presidente ecuadoregno pronto a minacciare il boicottaggio dell’incontro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe)</strong>, lo ricordiamo per dover di cronaca è una e vera e propria alternativa all&#8217;ALCA, proposta dal Venezuela e Cuba e che ha poi trovato diversi aderenti tra i presidenti dell&#8217;area del latinoamerica. Ad ora si contano 7 Paesi aderenti, che cercano di creare un&#8217;area economica indipendente volta allo sviluppo interno in termini di accordi commerciali, collaborazioni umanitarie e lotta alla povertà ed alla disuguaglianza. L&#8217;intento è anche opporsi alla logica transnazionale di movimenti di capitali e alla sudditanza dei Paesi latini nei confronti delle grandi multinazionali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Cuba non ha mai partecipato all’Organizzazione degli stati americani (OEA)</strong> essendone stata esclusa nel 1962, agli albori del governo rivoluzionario di Fidel Castro, per poi essere riammessa nel 2009.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La questione sulla presenza di Cuba è complicata. La cancelliera colombiana ha riferito che Cuba desidera partecipare se invitata. Ma l’invito non può essere formalizzato dalla stessa Colombia in modo univoco e cioè a prescindere dalla volontà unanime dei partecipanti. Infatti tutti i 34 Stati partecipanti devono concordare l’invito. Ma molti di questi stati considerano l’oltraggio fatto a Cuba nel corso degli anni un elemento che destabilizza l’Unità dell’America Latina e che fa subentrare una subordinazione ai pessimi rapporti tra la superpotenza a stelle e strisce e la piccola bandiera caraibica.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>All’Havana nel frattempo si sono ritrovati i Paesi appartenenti all’Alba, l’Alleanza Bolivariana dei Popoli americani.</strong> I cancellieri di Venezuela, Cuba, Ecuador, Nicaragua, Antigua y Barbuda, Dominica e San Vicente e las Granadinas, hanno sostenuto le parole perentorie del Presidente Correa: “<em>com’è possibile che nel ventunesimo secolo, in una riunione che dovrebbe unire le americhe, in accordo con alcuni paesi egemonici, alcuni siamo americani ed altri no? Perché non si invita Cuba ad esempio</em>?&#8221; (riferito alla sesta cumbre del 14-15 aprile).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Domande volte ad esempio a Mike Hammer, il sottosegretario per le Relazioni pubbliche statunitense, una presenza che, si fa portavoce di un certo filone della politica statunitense e condiziona lo stesso congresso previsto ad una serie di condizioni che si rifanno alla solita lagna, vecchia, da dementi che ha appena passato il mezzo secolo. Gli statunitensi continuano imperterriti a decidere a casa d’altri, a fregarsene di usi, costumi, tradizioni, contesti socio-culturali. In nome della libertà pur cozzando contro interessi e disuguaglianze che forse creano più ingiustizia di quella che trovano. In ogni caso la visione resta sempre quella; sino a quando i cittadini cubani saranno privati di elementari forma di libertà e sino a quando il governo non sarà legittimamente eletto dallo stesso popolo, Cuba non potrà ritenersi democrazia e quindi non potrà partecipare alla cumbre, che necessita di un percorso intrapreso dallo stato cubano all’interno dell’OEA.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il cancelliere cubano Bruno Rodriguez ha confermato dal canto suo che se sarà invitata, Cuba è lieta di partecipare all’ importante riunione politica, ma che questo non toglie che non si avvicinerà in alcun modo all’OEA. Insomma lo spartiacque si chiama riconoscimento della sovranità dei popoli da una parte e piena libertà all’individuo dall’altra. Il punto d’incontro pare impossibile.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Nei prossimi giorni le evoluzioni della vicenda. E noi saremo ovviamente qui a raccontarle.</span></strong></p>
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		<title>Colombia: secondo una ONG vi sarebbero 14,000 bambini soldato</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 22:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Accordini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;organizzazione non governativa &#8220;tribunale internazionale per l&#8217;infanzia vittime della guerra&#8220;, ha denunciato la scorsa domenica, durante la celebrazione del giorno internazionale contro l&#8217;uso dei minori nei conflitti bellici, l&#8217;esistenza di almeno 14.000 bambini soldato in Colombia. La denuncia presentata dall&#8217;argentino [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">L&#8217;organizzazione non governativa &#8220;<em>tribunale internazionale per l&#8217;infanzia vittime della guerra</em>&#8220;, ha denunciato la scorsa domenica, durante la celebrazione del giorno internazionale contro l&#8217;uso dei minori nei conflitti bellici, l&#8217;esistenza di almeno 14.000 bambini soldato in Colombia. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La denuncia presentata dall&#8217;argentino Sergio Tapas a Londra, raccoglie le testimonianze dei rifugiati e dei famigliari dei bambini coinvolti in questra ancestrale e orribile pratica. L&#8217;uso dei bambini soldato viola indubbiamente i loro diritti ed è un atto criminale di lesa umanità. Nella nota informativa che raccoglie la denuncia, la ONG descrive anche la situazione allarmante della Repubblica Democratica del Congo e del Sudan dove si calcola che vi siano attualmente 35.000 bambini soldato. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Secondo l&#8217;agenzia informativa spagnola EFE, le Forze Armate Rivoluzionarie (FARC), L&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), il gruppo di Autodifesa Unita Di Colombia (AUC) ed altri gruppi paramilitari emergenti, aruolerebbero anche i minorenni per i loro fini belligeranti.</span></p>
<p>fonte: BBC / mondo</p>
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		<title>Cuba tra i primi paesi latinoamericani produttori di petrolio?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 11:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Accordini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruita in Cina da l’ italiana Saipem la piattaforma petrolifera Scarabeo 9 ora si trova posizionata nelle acque antistanti la capitale cubana. Con un costo di 750 milioni di dollari, la piattaforma ha iniziato le perforazioni a 1700 metri di profondità, nel “blocco cubano” denominato Jaguey, a circa 22 miglia dalla costa cubana, all’altezza di Playa de Santa Fe.

ESP:Construida en China da la sociedad italiana Saipem la plataforma petrolífera Scarabeo 9 ahora se encuentra situada en las aguas frente la capital cubana. Con un coste de 750 millones de dólares, la plataforma ha iniciado las perforaciones a 1700 metros de profundidad, en el "bloque cubano" denominado Jaguey, a 22 millas de la costa cubana, a la altura de Playa de Santa Fe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;">Costruita in Cina da l’ italiana Saipem la piattaforma petrolifera Scarabeo 9 ora si trova posizionata nelle acque antistanti la capitale cubana. Con un costo di 750 milioni di dollari, la piattaforma ha iniziato le perforazioni a 1700 metri di profondità, nel “blocco cubano” denominato Jaguey, a circa 22 miglia dalla costa cubana, all’altezza di Playa de Santa Fe.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">ESP:</span><span style="color: #0000ff;">Construida en China da la sociedad italiana Saipem la plataforma petrolífera Scarabeo 9 ahora se encuentra situada en las aguas frente la capital cubana. Con un coste de 750 millones de dólares, la plataforma ha iniciado las perforaciones a 1700 metros de profundidad, en el &#8220;bloque cubano&#8221; denominado Jaguey, a 22 millas de la costa cubana, a la altura de Playa de Santa Fe.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><code><object width="550" height="309" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GyQNuw6FyeE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="550" height="309" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/GyQNuw6FyeE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></code></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Lo scorso 19  gennaio è arrivata a Cuba, dopo un lungo viaggio iniziato alla  fine  di agosto 2010, la piattaforma petrolifera <span style="color: #00ccff;"><a title="SCARABEO 9 " href="http://www.saipem.com/site/article.jsp?idArticle=5430&amp;instance=2&amp;node=2012&amp;channel=2&amp;ext=template/37DueColonne&amp;int=article/1DefaultArticolo"><span style="color: #00ccff;">Scarabeo 9</span></a></span>.</strong> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Costruita in Cina da l’ italiana <span style="color: #00ccff;"><a title="SAIPEM" href="http://www.saipem.com/site/it/Home/LaSocieta.html"><span style="color: #00ccff;">Saipem</span></a></span></strong> (società di Eni costruttrice di infrastrutture per il settore petrolifero) ora si trova posizionata nelle acque antistanti la capitale cubana, modificando uno degli orizzonti più suggestivi al mondo, quello del Malecon habanero. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Con un costo stimato in 750 milioni di dollari,</strong> la piattaforma di ultima generazione certificata in termini di sicurezza dai tecnici designati dalla Compagnia Petrolifera statale di Cuba (CUPET) e rispettosa degli standard di sicurezza internazionali, ha la capacità di ospitare 200 addetti ai lavori, tra i quali compaiono tecnici altamente specializzati di varie nazionalità.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Repsol, società petrolifera spagnola, se ne è aggiudicata l’affitto pagando 15 milioni di dollari mensili (<span style="font-family: Arial; font-size: small;">$ </span>511,000 al giorno).</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>In questi giorni la piattaforma petrolifera, ha iniziato  le perforazioni a 1700 metri di profondità, nel “blocco cubano” denominato Jaguey,</strong> a circa 22 miglia dalla costa cubana, all’altezza di Playa de Santa Fe.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il blocco Jaguey, fa parte del Z.E.E. (Zona Economica Esclusiva) e la società petrolifera spagnola Repsol ne è l’affittuaria. Repsol che già nel 2004 fece le prime perlustrazioni per verificare se vi fosse o no l’oro nero, dimostrò che esiste una sistema petrolifero con alte aspettative in una bacino geologicamente poco esplorato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Z.E.E comprende in totale un&#8217;area di 112,000 chilometri quadrati, suddivisi in 59 blocchi di esplorazione, cadauno di circa 2,000 chilometri quadrati. </span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/02/Off-Shore-Oil-Exploration-Concessions2.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7740" title="Off-Shore-Oil-Exploration-Concessions2" src="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/02/Off-Shore-Oil-Exploration-Concessions2.jpg" alt="" width="550" height="439" /></span></a><strong></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Repsol, agirà su un totale di 6 blocchi</strong> (4.500 mila chilometri quadrati) , e sarà affiancata dalle compagnie petrolifere Statoil-Hydro (Norvegia), e Ongc (India) .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Attualmente dei 59 blocchi disponibili, solamente 22 sono stati affittati a varie compagnie straniere quali la Petronas (Malesia) , PetroVietnam (Vietnam), Gazprom (Russia), Sonagol (Angola), PDVSA (Venezuela) e CNOOC (Cina).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Tra le compagnie petrolifere non compare, nessuna società statunitense a causa dell’ Embargo verso l’isola caraibica in vigore da 50anni.</strong> Un paradosso assurdo che colpisce stupidamente (visto il perdurare di una misura anacronistica ed inutile come era ed è l’embargo verso Cuba) gli interessi dell’industria petrolifera nordamericana e, più in generale l’economia statunitense, quanto mai bisognosa di rinvigorire le proprie entrate vista la crisi che colpisce gran parte del mondo.</span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>L’embargo contro Cuba,</strong> è una delle pagine purtroppo ancora aperte più controverse della nostra storia moderna, che colpisce non solo l’economia cubana e nordamericana , ma soprattutto ed in maniera brutale, la qualità di vita di tutto il popolo cubano .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche in questo grandioso progetto, probabilmente per Cuba il più importante in termini economici dall’inizio della revolucuion nel 1959, “el bloqueo” ha spietatamente condizionato l’evolversi dei lavori. In ottemperanza ad una norma, la quale recita che non può essere impiegata più del 10% tecnologia made in U.S.A., se Cuba è il destinatario finale, la costruzione dello Scarabeo 9 è stata lunga e complessa ed ha subito altresì un ritardo di parecchi anni.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Nelle acque cubane vi sarebbe un giacimento dalle enormi potenzialità in grado di cambiare le sorti economiche del paese. </span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Uno studio del servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) realizzato nel 2004, che si avvale delle informazioni disponibili sugli elementi geologici che gli scienziati chiamano “sistema di Petrolio Totale” (SPT), ha calcolato che le riserve di petrolio cubano nelle acque del Golfo del Messico ammonterebbero a 4,6 miliardi di barili. Tuttavia le stime dei specialisti cubani, ben più ottimistiche dei loro omologhi statunitensi sarebbero nettamente superiori: 20 miliardi di barili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Se veramente vi fosse una quantità enorme di greggio, Cuba vedrebbe trasformarsi radicalmente in pochi anni la propria economia, diventando uno dei primi paesi in americalatina in termini di estrazione ed esportazione.</strong> Nel 2010 Cuba ha prodotto 21.4 milioni di barili di petrolio, il 46 % del consumo nazionale calcolato in 145,000 barili giornalieri. Il resto della necessità energetica del paese  viene completata con circa 100,000 barili giornalieri che importa dal Venezuela.</span><br />
<span style="color: #000000;">Se le perforazioni rispetteranno le aspettative, si calcola che entro il 2016 l’estrazione di greggio potrebbe  arrivare a 525,000 barili al giorno, decisamente sufficienti per i bisogni interni e per l’esportazione, il che significherebbe nuove entrate per le già  provate casse statali.</span><br />
<span style="color: #000000;">Se da questa enorme cifra di barili, circa 380.000 in più al giorno, si sottrae la quota destinata al consumo interno e quella che andrebbe di diritto alle imprese straniere, con l’attuale prezzo del greggio che oscilla poco sotto i 100 dollari al barile, il governo cubano vedrebbe entrare ogni giorno nelle proprie casse una cifra di tutto rispetto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Un nuovo capitolo per l’economia cubana è appena iniziato.</strong> Probabilmente gli Stati Uniti dovranno fare i dovuti conti e riflettere, se vale ancora la pena di mantenere vigente un embargo sciocco e unilaterale  e di continuare a mettere i bastoni tra le ruote ad un paese che  tenta di percorrere un cammino, sia in termini economici che politici, non conformi ai “diktat” imposti. <strong>La deputata repubblicana cubano-statunitense Ileana Ros-Lehtinen</strong> recentemente ha  firmato un esposto per chiedere alla Repsol di abbandonare  il progetto. <em>“Il petrolio servirà solo a finanziare l’apparato repressivo del governo cubano”, ha denunciato la deputata</em> . </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La torta   questa volta  potrebbe essere troppo  buona e succulenta per far caso alla retorica estremista in vigore contro Cuba,  sinonimo  di un’epoca oramai troppo lontana e dal retrogusto puramente anacronistico. Staremo a vedere.</span></p>
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		<title>Victoria Nuland: &#8220;La nostra politica verso Cuba rimane uguale&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 21:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Accordini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La portavoce del Dipartimento di Stato noramericano Victoria Nuland ha dichiarato durante una conferenza stampa che “La nostra politica verso Cuba rimane uguale”. ESP: La portavoz del Departamento de Estado norteamericano, Victoria Nuland ha declarado durante una rueda de prensa [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;">La portavoce del Dipartimento di Stato noramericano Victoria Nuland ha dichiarato durante una conferenza stampa che “La nostra politica verso Cuba rimane uguale”.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">ESP:</span> <span style="color: #0000ff;">La portavoz del Departamento de Estado norteamericano, Victoria Nuland ha declarado durante una rueda de prensa que “Nuestra política hacia Cuba permanece igual”</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>“La nostra politica verso Cuba rimane uguale”.</strong> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Poche lettere che non lasciano ombra di dubbio e  che a distanza di 50anni dalla ufficializzazione dell’Embargo verso Cuba, ritornano ad essere pronunciate questa volta,  dalla portavoce del dipartimento di stato nordamericano <strong>Victoria Nuland</strong>, durante una conferenza stampa svoltasi lo scorso lunedì .</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Chiaro e  coinciso  tale concetto fa capire, nonostante vi sia ancora chi sostiene</strong>  che il Blocco economico in realtà non esiste, essendo in pratica,  solamente un pretesto del governo cubano per mantenere soggiogato il proprio popolo,  che i rapporti tra i due paesi sono ancora lontani da una tanto auspicata e quanto mai necessaria normalizzazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Il blocco economico è una  misura, che seppur vetusta anacronistica e cinica, reliquia della guerra fredda, colpisce tuttora non solo  il  popolo cubano, ma i cubano/americani  negli Stati Uniti,  e gli interessi statunitensi, nonostante le “timide” aperture volute recentemente  dall’amministrazione Obama .<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Come riferisce in un comunicato il direttore dell&#8217;ONG   WOLA  (<em>Washington Office on Latin America</em>) Geoff Thale,</strong> al ritorno da  un suo breve viaggio “investigativo” nell’isola caraibica, Cuba sta sperimentando &#8220;profonde trasformazioni economiche e politiche&#8221; alle quali gli Stati Uniti non dovrebbero esserne estranei . </span><br />
<span style="color: #000000;">Geoff Thale, ha descritto  nello stesso comunicato <strong>i cambiamenti voluti dal presidente Raul Castro,</strong> atti ad attualizzare e rafforzare  il modello economico cubano, e non ha risparmiato critiche verso il proprio governo, auspicando un addeguamento della attuale  politica degli Stati Uniti verso l’isola revolucionaria definita  obsoleta, auspicando che i politici statunitensi lavorino in futuro saggiamente  in favore del dialogo tra il governo nordamericano e l’antagonista caraibico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Rinnegare l’esistenza del blocco economico verso Cuba, </strong> o strumentalizzarlo per  motivi d’interesse,  equivale con le dovute e rispettose  proporzioni a rinnegare l’orribile olocausto. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il Blocco economico causa ogni anno </span><span style="color: #000000;">danni </span><span style="color: #000000;">ingentissimi  sia in termini economici che in qualità di vita del popolo cubano, costretto ad essere testimone suo malgrado, di una delle pagine di storia moderna più controversa ed assurda che non conosce per ora un giusto  epilogo, quanto mai necessario e dovuto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p><a href="http://www.wola.org/">http://www.wola.org/</a></p>
<p><a href="http://www.cubadebate.cu/">http://www.cubadebate.cu/</a></p>
<p><a href="http://www.state.gov/r/pa/prs/dpb/2012/02/183489.htm#CUBA">http://www.state.gov/r/pa/prs/dpb/2012/02/183489.htm#CUBA</a></p>
<p><a href="http://www.wola.org/news/tuesday_marks_50th_anniversary_of_failed_us_embargo_on_cuba">http://www.wola.org/news/tuesday_marks_50th_anniversary_of_failed_us_embargo_on_cuba</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;embargo  contro Cuba compie 50 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Accordini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[" El Bloqueo"contro  Cuba  compie 50anni. Con il Proclama 3447 Kennedy uficializzava  una delle misure più ciniche e purtroppo  longeve,  della nostra storia recente.

ESP: " El Bloqueo" contra Cuba cumple 50 años. Con el Proclama 3447 Kennedy oficializaba  una de las medidas más cínicas y desaforadamente longevas, de nuestra historia reciente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;">&#8221; El Bloqueo&#8221;contro  Cuba  compie 50anni. Con il Proclama 3447 Kennedy uficializzava  una delle misure più ciniche e purtroppo  longeve,  della nostra storia recente.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">ESP:</span> &#8221; <span style="color: #0000ff;">El Bloqueo&#8221; contra Cuba cumple 50 años. Con el Proclama 3447 Kennedy oficializaba  una de las medidas más cínicas y desaforadamente longevas, de nuestra historia reciente.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Nell’oramai  lontanissimo 1962,</strong> gli Stati Uniti D’America ufficializzarono   una delle misure più ciniche e purtroppo  longeve,  della nostra storia recente: <strong>l’embargo ( blocco economico)  contro Cuba.</strong> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Nel lontano 7 febbraio 1962, l’allora presidente Kennedy con il Proclama 3447</strong> ampliava  le restrizioni commerciali varate da Eisenhower nell&#8217;ottobre 1960, “punendo  irrevocabilmente”  la decisione del popolo cubano di intraprendere  un “cammino scevro”,  dall’influenza nordamericana.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L’embargo che  ogni anno provoca danni enormi</strong> alla povera economia cubana, sarebbe secondo il governo dell’isola ancora “energico”, nonostante che le recenti misure del “people to people” introdotte dall’amministrazione Obama  abbiano alleggerito  sotto certi aspetti alcune restrizioni. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Sebbene che da 20 anni l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (O.N.U.) condanni nella sua quasi unanimità “el bloqueo”</strong> tale condanna  rimane, ahimè, assolutamente inefficace. Ciò nonostante,  il blocco economico non ha impedito  le recenti riforme introdotte dal presidente cubano<strong> Raul Castro</strong>, atte a dar un nuovo  impulso all’economia cubana,  che  seppur  criticabile sotto molteplici aspetti,  non desiste cercando di rinnovarsi ( a loro modo) nonostante  tutto.</span></p>
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		<title>Breaking News: Attentato in Colombia lascia al suolo 6 vittime e decine di  feriti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 23:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Sterza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sei persone sono morte e vi sarebbero perlomeno 70 feriti a causa dell'esposione di una motobomba. l'esplosione sarebbe avvenuta vicino alla staione della polizia nel munincipio di Tumaco, en Nariño.

ESP: Seis personas muertas y por lo menos 70 heridos dejó la explosión de una moto cargada con explosivos y detonada cerca de las estación de Policía del municipio de Tumaco, en Nariño.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;">Sei persone sono rimaste uccise e vi sarebbero perlomeno 70 feriti a causa dell&#8217;esposione di una motobomba. l&#8217;esplosione sarebbe avvenuta vicino alla staione della polizia nel munincipio di Tumaco, en Nariño.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #ff0000;">ESP:</span> Seis personas muertas y por lo menos 70 heridos dejó la explosión de una moto cargada con explosivos y detonada cerca de las estación de Policía del municipio de Tumaco, en Nariño.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Torna a far parlare di sé la Colombia in chiave negativa. In un contesto di pieno sviluppo e di elevati tassi di crescita, stanno aumentando nuovamente anche segnali che tendono a destabilizzare quell’equilibrio apparente di cui la Nazione ha bisogno per gettare le basi d’un solido contesto economico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anche i rapporti tra il Presidente della Repubblica presidenziale Juan Manuel Santos e quelli della vicina Venezuela, sono migliorati dopo il gelo in cui erano precipitati durante  l’era Uribe. Molti gli accordi bilaterali che hanno permesso collaborazione, scambi commerciali estremamente vantaggiosi per l’intera area. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ma le FARC sono dure a morire, velate da quel senso romantico che ancora abbraccia molti laconici sostenitori dell’uso della forza per “presunti” nobili intenti.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il Presidente Santos si è ultimamente fatto capo  della responsabilità finalizzata a combattere queste organizzazioni “terroriste”. E così in una sorta di periodo stile <em>Plan Colombia</em>, da ambo le parti nascono segnali di forza e ancora una volta, all’insegna di chi lotta per un futuro migliore, si creano i presupposti  per  un presente che tende, nel proprio dramma quotidiano, all’infinito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>E così negli ultimi quindici giorni è successo di tutto con il picco della violenza proprio di pochi minuti fa,</strong> che è culminata con la morte di alcuni innocenti spettatori di queste teatrali prese di posizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em><strong>Le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia</strong></em> hanno recentemente incolpato il governo di Santos di non aver disposto la liberazione d’un tratto di territorio, quale unica condizione imposta per la liberazione di 6 ostaggi, agenti sequestrati quindici anni fa. Il comunicato arriva proprio da fonti vicine all’organizzazione armata o come si desideri definirla, che esprime il rammarico per un’azione finalizzata alla pace e così stoltamente respinta dal governo, che voleva trasformare una liberazione in un gesto militare cui vantarsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In questa progressione di sfida a distanza si sono alternati segnali di distensione e trattative ad altri di strenue lotta. A metà Gennaio il Ministero della Difesa annunciò la decisione di ampliare i controlli delle proprie forze armate in uno dei 32 dipartimenti colombiani, Norte de Santander,  come risposta agli scontri verificatisi con le stesse Forze Armate Rivoluzionarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em><strong>Secondo il Ministro della Difesa, Juan Carlos Pinzón,</strong></em> le nuove forze  militari sono necessarie per fronteggiare gli scontri. Questa è una delle tante zone in cui il narcotraffico è fiorente ed è controllato dalle FARC. Il territorio è un punto strategico anche per la distribuzione in aree limitrofe. Le FARC, sentendo il fiato sul collo dell’esercito,  reagiscono all’offensiva con intimidazioni quali ,per ultima, il lancio di un esplosivo ad un veicolo della Polizia, fortunatamente senza conseguenze. Ma altre azioni hanno avuto come bersaglio l’oleodotto e le torri elettriche. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Questa è ovviamente la versione governativa ed una dichiarazione  in un contesto di guerriglia, dove si mescolano ideali ed interessi, è difficile poter riportare gli eventi come realmente sono accaduti. </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Anche la regione di Nariño, e particolarmente Tumaco</strong> rappresenta un luogo nel sudest della nazione dove narcotrafficanti, guerriglieri, paramilitari, delinquenti apportano tutt’oggi una notevole delinquenza, che si batte per avere il controllo degli affari della zona strategica. Il clima di tensione che si era creato in questa decina di giorni <strong>aveva già portato all’esplosione di una bomba con un bilancio di tre persone ferite.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Questa sera il triste epilogo della nuova ondata di continue violenze. <strong>Sempre Tumaco la zona interessata.</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>L’annuncio di una esplosione violenta con tutti i risvolti tragici.</strong> Davanti alla stazione di polizia una moto lanciata all’impazzata e carica di esplosivo. Poi una forte deflagrazione, che ha causato un bilancio drammatico: si contano già 6 morti (3 poliziotti e 3 civili) e oltre 70 feriti (36 appartenenti al copro di polizia e 35 civili). L’ospedale della cittadina è allo stremo, così come afferma in questi momenti drammatici  <strong>Doris Balderizo</strong>. Il capo della polizia ha parlato chiaramente di un attentato delle FARC che hanno rilanciato l’offensiva sempre come contrattacco all’aumentata pressione del governo colombiano. E anche in questa occasione non manca l’ingente ricompensa per chi aiuterà a trovare i responsabili del massacro: sul piatto 100 milioni di pesos (oltre 400.000 euro), per un attentato che ancora una volta sconvolge non solo la stazione di polizia ma tutta la comunità. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’evento porterà ora ad alimentare nuove vendette, nuove ritorsioni, nuove morti. Siamo proprio sicuri che per arrivare ad un futuro migliore sia necessario creare una quotidianità infernale?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Interpretazioni, liberalizzazioni, farmacie e caste: il coraggio di cambiare</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 21:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Sterza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Dall'Italia ed Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[A volte credo che le interpretazioni sulle vicende politiche, sui fatti che accadono dietro le grandi tavole rotonde, siano quasi dispute al limite col filosofico, con il metafisico. Le interpretazioni di fatti che all’uno appaiono evidenti, per l’altro possono essere [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>A volte credo che le interpretazioni sulle vicende politiche, sui fatti che accadono dietro le grandi tavole rotonde, siano quasi dispute al limite col filosofico, con il metafisico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le interpretazioni di fatti che all’uno appaiono evidenti, per l’altro possono essere viste come l’opposto. Un opposto che può essere al tempo stesso costruttivo quanto disarmante. Questioni di diversa logica di fatto, ma anche questioni di mancanza della stessa logica, limitazioni culturali o più facilmente posizioni riconducibili a vantaggi diretti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In questi giorni, giorni di vita vissuta mi sono capitate tanti fatti. Spesso si ha poco tempo per elaborarli, ma talora risulta interessanti riepilogarli cercando di rievocarli con una precisa chiave di lettura.</span><br />
<span style="color: #000000;">Parlando con un imprenditore italiano stabile in Repubblica Dominicana ho avuto una recensione di una persona attiva nel ramo commerciale sull’Italia. Una visione del nostro Paese dall’esterno. In cinque minuti ho sentito alcune affermazioni secondo le quali l’Italia è una nazione ferma da trent’anni e che il male peggiore, forse l’unica fortuna è stata l’avere come Presidente del consiglio Silvio Berlusconi. “Qua invece tutto va bene, l’economia è in fermento, possiamo dire che è una società dove tutto funziona”  &#8211; chiudendo la propria visione sul paese dominicano  “laddove il governo investe moltissimi milioni di euro in infrastrutture”.  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E stiamo parlando di un Paese dove il tasso di criminalità è molto elevato, con sacche di delinquenza che dilagano, dove la sanità pubblica lascia tutto a desiderare. Un Paese dove tutti girano con un cellulare tra le mani ma che pur possedendo il più grande centro universitario del latino america mostrano ancora grandi lacune in termini culturali.  La Repubblicana Dominicana è governata in lungo ed in largo dai capitali statunitensi, che impediscono al Paese di affermare una propria autonomia e di crescere in modo sano economicamente, senza essere asfissiato dai capitali esteri, che tengono sotto scacco anche le stesse scelte politiche. Un Paese dove l’inflazione rende ridicole le paghe salariali, insufficienti per le necessità basilari e che contribuiscono a creare mercati d’attività illecita. L’imprenditore italiano poi può trovare opportunità vantaggiose anche a livello fiscale, sfruttando la propria abilità e conoscenza, ma anche quella stessa cultura che è in mano al popolo italiano che poi così tanto fermo non è. Certo è che – prosegue l’imprenditore – ora che la magistratura ha costretto al ritiro Berlusconi,  Monti sta contribuendo a portare all’autodistruzione il Paese. Un “professorino universitario, un accademico che sta rovinando classi intere senza sapere i sacrifici che hanno fatto per costruirsi una posizione”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Rimango basito da questa analisi. Strano allora mi chiedo che il flusso migratoria oscilli in una direzione precisa. Se l’analisi dell’imprenditore fosse reale, cozzerebbe un po’ contro i dati statistici a portata di mano.</span><br />
<span style="color: #000000;">Per quanto riguarda le cosiddette liberalizzazioni quindi sarebbero delle trovate di un professorino accademico e che invece converrebbe mantenere le classi così come sono di notai, avvocati, farmacisti, tassisti ed altro ancora.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Nel caso delle farmacie, l’articolo 11 del decreto Salva Italia parla proprio della “ristrutturazione” del servizio farmaceutico nazionale.</strong> Nel 2006 il Ministro Bersani fece un mezzo tentativo di liberalizzare, creò le parafarmacie, gestite spesso da grossi gruppi commerciali, che non furono di fatto né carne né pesce e che ora rischiano di soccombere dietro l’abbassamento del quorum da 5000/4000 (a seconda che si parli di area urbana o rurale) a 3000. Questo comporterà l’apertura di oltre 5000 nuove farmacie sul territorio italiano, ridistribuendo e rivitalizzando un settore che è attualmente in mano ad una casta ristretta, e che dietro la parola d’ordine di “deontologia professionale”,  è riuscita ad accumulare, soprattutto negli anni passati, un bottino non indifferenti di guadagni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Oggi, primo febbraio vi sarebbe dovuto essere la serrata delle farmacie, per protestare. Proteste contro cosa?</strong> Di fatto non si è ben capito. Si certo, cercano d’arrampicarsi in ogni modo sugli svantaggi delle riforme,  mettendo lo spauracchio che una qualche multinazionale possa disporre di grandi capitali pronti da investire e crei un monopolio come nel Regno Unito. Guarda caso proprio quel luogo dove molti farmacisti italiani vanno ad emigrare in quanto offre condizioni lavorative nettamente migliori. La salute pubblica e i servizi al cittadino verranno comunque garantiti e la concorrenza porterà a fianco di una maggiore competizione ed un aumento fisiologico degli sconti, una maggiore competenza ed una implementazione dei servizi, quali analisi, ritiro referti, prenotazioni di visite e un vero e proprio servizio del sistema sanitario nazionale. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In questo senso le farmacie dovranno migliorare. Non è vero che il laureato avrà spazi minori entro cui riversare la propria competenza. Già ad oggi infatti il lato commerciale è innegabile che veda al primo posto il consiglio guidato dall’acquisto merci. E ancora proteste perché più farmacie significherebbe un aumento dei consumo dei farmaci. Niente di più falso. Significa semplicemente più farmacie, una distribuzione degli introiti. La norma è accompagnata di un numero minimo di assunzione di personale laureato proporzionale al fatturato dell’azienda. Aumento del numero di farmacie non vuol dire la morte del servizio farmaceutico territoriale. Chi uccide il servizio farmaceutico territoriale è ad esempio la farmacia di Novi Ligure, che abbiamo visto nel servizio raccapricciante mandato in onda dalle Iene e che racconta una grave storia di ingenti danno allo Stato, con farmacista e medici pronti a collaborare per portarsi a casa mensilmente fior di quattrini sulle spalle di ignari pazienti e più in generale di tutti coloro che il sistema sanitario nazionale lo mantengono con il proprio (reale!) sudore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Lo scioperò ahimè è stato revocato,</strong> almeno per il momento, perché pare che il Ministro della Salute Renato Balduzzi  abbia deciso di convocare  Federfarma  ed abbia lasciato intravedere delle aperture per la modifica del decreto relativo alla liberalizzazione delle farmacie.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il Decreto incorporerà  degli  errori, è presto per dirlo,  ma stare fermi non è la soluzione e partire con le correzioni non è scelta inopportuna. In sin dei conti è ciò che desiderano proprio questi imprenditori d’oltreoceano. </span><br />
<span style="color: #000000;">Quel che è lampante è che mai come in questo periodo si vede l’egoismo che ha indebolito il Paese. Ognuno ha paura d’essere toccato. Basta un niente per indire uno sciopero, una serrata, una protesta o minacce.  Ma se l’Italia vuole ripartire ciò che per primo va cambiato è questa logica opportunistica. Tanto più è diffusa tanto più un paese s’impoverisce. E costi quel che costi gli interessi devono stare nei grandi numeri e se qualcuno e qualche casta dovrà essere danneggiata, ben venga.</span></p>
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		<title>Cuba al centro della campagna repubblicana per le presidenziali 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Accordini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell' infuocata campagna elettorale per le presidenziali USA 2012 il candidato repubblicano Newt Gingrich, non escluderebbe,  pur di liberare il popolo cubano dalla tirannia dei Castro nemmeno un intervento  con  le bombe. 
ESP: En la ardiente campaña electoral por los presidenciales EE.UU. 2012 el candidato republicano Newt Gingrich, no excluiría, que para liberar el pueblo cubano de la tiranía de los Hermanos Castro, una intervención con las bombas.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;">Nell&#8217; infuocata campagna elettorale per le presidenziali USA 2012 il candidato repubblicano Newt Gingrich, non escluderebbe, pur di liberare il popolo cubano dalla tirannia dei Castro nemmeno un intervento con le bombe.</span><br />
<span style="color: #ff0000;">ESP:</span> <span style="color: #0000ff;">En la ardiente campaña electoral por los presidenciales EE.UU. 2012 el candidato republicano Newt Gingrich, no excluiría, que para liberar el pueblo cubano de la tiranía de los Hermanos Castro, una intervención con las bombas.</span></p>
<div id="attachment_7688" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/01/dibattito-florida-edmund-d-large.jpg"><img class="size-full wp-image-7688  " title="dibattito-florida-edmund-d-large" src="http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2012/01/dibattito-florida-edmund-d-large.jpg" alt="" width="560" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Mitt Romney - Newt Gingrich - fonte foto: http://blog.panorama.it/</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Per certi candidati alle presidenziali i voti  dei cubano/americani di Miami rappresentano ancora un piatto ghiotto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>È inutile forse, pensare che il tempo cambi i vari modi di agire o possa ravvedere  le menti;</strong> per ora nonostante siano passati dei decenni , nonostante  siano cambiati i presidenti americani , il vizietto  rimane:  promettere “CUBA LIBRE” a tutti i costi, senza i Castro o lo spettro del comunismo cubano,  è ancora un ottimo slogan per accalappiare una grossa percentuale dell’elettorato americano, rappresentato odiernamente  da quel <strong>importantissimo 10% dei   cubano/americani della Florida.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’orribile ricordo di ciò che fece ad esempio,  l’ex presidente <strong><em>George W. Bush</em></strong> durante il suo mandato è ancora palpitante nella memoria di molti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il suo sguardo che volge al nulla  nella piccola scuola mentre cascavano le torri gemelle[1], oppure la scarpa lanciatagli da un giornalista iracheno [2], penso che bastino ed avanzino  per capire chi era e cosa ha seminato, durante la guida del suo  paese.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Durante il suo mandato il presidente “Cow-Boy” ,</strong>oltre che a rischiar la vita per colpa di  un salatino [3],  inasprì l’ignobile blocco economico in atto da oltre 50anni contro Cuba con il famigerato <strong>Plan Bush</strong> [4] inasprendo di fatto le restrizioni ed i rapporti bilaterali con l’isola caraibica.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Nonostante  ahimè gli anni passano,</strong> torno a ripetere, le cose non mutano e le modalità delle campagne elettorali rimangono pressochè inalterate, vittime dei loro stessi slogan, inconsapevoli che  le vite di tantissimi cubani,  valgono sommamente più degli anacronistici giochi politici che oramai fanno visceralmente schifo e  come sempre giovano ad una ristretta minoranza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Con la solita logica acchiappa voti</strong>,   in piena campagna elettorale, l’aggressivo candidato repubblicano per le presidenziali  <em><strong>Newt Gingrich</strong></em>, rivale del ben più potente ai sondaggi  <em><strong>Mitt Romney</strong></em>, ha giurato guerra a Cuba.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Durante una scioccante   dichiarazione, ma sicuramente d’effetto,  Gingrich ha detto  che se diventasse presidente degli Stati Uniti <strong>non escluderebbe</strong>,  pur di liberare il popolo cubano dalla tirannia dei Castro <strong>nemmeno un intervento  con  le bombe.</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> La violenta affermazione fatta parlando alla televisione in lingua spagnola Univision e  riportata dal  Washington Post, si è estesa sino a  l’attuale presidente Statunitense:  <em>“Trovo curioso che Obama sia affascinato da Tunisia, Libia, Egitto e Siria, ma che non noti Cuba,</em>” ha detto Gingrich, augurando visto  che c’era, anche una rapida dipartita a Fidel Castro.   <em>“Se ci fosse una legittima rivolta popolare, noi saremmo ovviamente dalla parte del popolo,</em> continua  Gingrich […] <em>Il popolo di Cuba ha diritto alla libertà”.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><strong>“La primavera cubana”,</strong></em> come il candidato repubblicano auspica e definisce,  promette oltre alle bombe   la piena attuazione della criminale legge <strong>Helms-Burton</strong>, incluso il Titolo III , che permetterebbe   azioni legali contro istanze straniere che prendano in oggetto proprietà confiscate dal  regime castrista agli Stati Uniti,  ed un peggioramento sostanziale del blocco economico, commerciale e finanziario contro l’isola.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Un&#8217;altra promessa “elargita”  del candidato repubblicano, prevede un&#8217;azione legale contro l’attuale presidente cubano <em>Raul Castro</em></strong> ed il leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, in riferimento  agl’ incidenti del 1996, in cui due aeroplani del gruppo controrivoluzionario Hermanos al Rescate furono abbattuti dopo aver violato lo spazio aereo dell&#8217;isola. [5]</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Fidel Castro, che in quasi 50anni di presidenza, ha visto l’avvicendarsi di 11 amministrazioni diverse</strong> , ha  criticato duramente  l’attuale   corsa alla casa bianca dei candidati repubblicani.  In un suo recente editoriale pubblicato sul sito <strong>Cubadebate</strong> e  riportato anche tra le pagine del prestigioso quotidiano online statunitense <strong>The New York Times</strong>,  Castro scrive: <em>&#8221;La selezione per un candidato repubblicano alla presidenza di questo costoso e globalizzato impero e&#8217; – e lo dico seriamente – la più grande gara di idiozia e ignoranza che vi sia mai stata&#8221;.</em> [6]</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le lezioni che vedranno il nuovo presidente degli Stati Uniti entreranno nel vivo il prossimo novembre. Probabilmente  il presidente cambierà o forse no. Poco importa per Cuba.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Sta di certo che anche se da quel 1 gennaio 1959</strong>, siano passati dei decenni ed il mondo sotto molteplici aspetti è cambiato totalmente,  e sebbene che i giovani cubano/americani di Miami non percepiscano più la politica del governo cubano  con odio estremo come i loro predecessori,  le campagne elettorali americane di certi candidati  si tingono ancora con gli slogan  “rosso sangue” della supremazia di un paese sull’altro, quindi a mio parere,  poco e cambiato o nulla nei rapporti bilaterali tra i due paesi, perlomeno sotto il profilo meramente politico.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Fonti:</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">[1] <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OKV4a7h8HLI">http://www.youtube.com/watch?v=OKV4a7h8HLI</a></span><br />
<span style="color: #000000;"> [2] <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dpyA_ppco54">http://www.youtube.com/watch?v=dpyA_ppco54</a></span><br />
<span style="color: #000000;"> [3]<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2002/gennaio/15/Paura_alla_Casa_Bianca_Bush_co_0_0201153505.shtml">http://archiviostorico.corriere.it/2002/gennaio/15/Paura_alla_Casa_Bianca_Bush_co_0_0201153505.shtml</a></span><br />
<span style="color: #000000;"> [4] <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Plan_Bush_para_Cuba">http://es.wikipedia.org/wiki/Plan_Bush_para_Cuba</a></span><br />
<span style="color: #000000;"> [5] <a href="http://radiomambi710.univision.com/noticias/article/2012-01-24/gingrich-promete-acciones-especificas-contra-cuba?refPath=/noticias/america-latina/cuba/">http://radiomambi710.univision.com/noticias/article/2012-01-24/gingrich-promete-acciones-especificas-contra-cuba?refPath=/noticias/america-latina/cuba/</a></span><br />
<span style="color: #000000;"> [6] <a href="http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2012/01/25/castro-calls-republican-field-a-competition-of-idiocy/?scp=2&amp;sq=fidel%20castro&amp;st=cse">http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2012/01/25/castro-calls-republican-field-a-competition-of-idiocy/?scp=2&amp;sq=fidel%20castro&amp;st=cse</a></span></p>
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