Breaking News — 28 settembre 2010
Aggiornamenti sulla frana in Messico

Aggiornamento: La notizia, ad ore di distanza, si è  fortunatamente rivelata completamente inesatta. Era stato raccontato di una tragedia di dimensioni enormi, con un migliaio di persone sepolte da una frana all’interno delle loro case.

La realtà dei numeri parla invece di una decine di vittime ed altrettanti feriti.

E’ invece confermata l’impellente necessità del concetto alla base dell’articolo in questione, che auspica una messa in sicurezza delle innumerevoli aree a rischio e che in questi giorni sta continuamente creando numerose frane ed un ingente numero di sfollati. Nelle ultime cinque frane dell’area più colpita, la zona mediorientale, 22 sono il numero dei morti accertati. Le zone più colpite, sono le zone povere. Cosa aspetta il governo ad impugnare le ricchezze di un PIL in crescita di cui si vanta, per iniziare a ricostruire con criterio la zona e dare opportunità lavorative ai bisognosi?

Il Messico resta lo Stato dell’America Latina in cui persiste uno stato di calamità ininterrotta. Un insieme di concause lo hanno reso pericoloso e le tragedie sono diventate la quotidianità.

La cittadina coloniale Santa Maria Tlahuitoltepec, nel Messico del sud, è stata travolta da una frana. Il perché è presto detto. La zona è ad alto rischio, visto le costruzioni abusive, che spinte dalla povertà crescono come funghi. Meglio dire baracche improvvisate, che sovente si mescolano ai reperti archeologici delle storiche culture indigene.

Gli uragani di questi ultimi tempi, Karl e Matthew, avevano già toccato lo regione di Oaxaca in alcune zone poco distante dal villaggio in cui è avvenuta tragedia. Lo scenario cui hanno assistito i soccorsi è stato drammatico. Si respirava l’odore della disperazione, di gente che in piena notte, ha prima sentito un grosso tonfo, segno d’una versante della collina che cedeva sotto la violenza delle inondazioni e delle abbondanti pioggie. Poi molti di loro non hanno sentito più nulla.

Il governatore di Oaxaca, Ulises Ruiz, ha parlato di una frana di 200 metri di ampiezza e di un interessamento di circa 300 abitazioni, completamente sepolte, entro le quali potrebbero essere rimaste sepolte dalle 500 al migliaio di persone.

Fare il conto delle vittime è difficile. Ci vorrà giorni per calcolare il numero dei mancanti all’appello, dei dispersi, di chi  ancora sepolto là sotto, in cerca d’un aiuto, d’una speranza cui aggrapparsi.

La causa non è attribuibile solo ad una intensa stagione delle piogge, ma in una struttura sociale povera, in cui non viene garantita la messa in sicurezza di villaggi e città intere. Le zone di povertà sono molte estese, lo Stato pare essere assente, impegnato com’è a boccheggiare nel fronteggiare bande di narcotrafficanti sempre più leader indiscusse del paese ed infiltrate negli ambienti politici locali.

Le squadre di salvataggio si stanno adoperando ad assistere i sopravissuti e portare aiuto a chi ha i parenti disseminati chissà dove in quel che resta del paese di circa diecimila unità. Ma i soccorsi procedono a rilento. Le piogge persistono, il terreno non è ancora stabile e le montagne della Sierra Juarez continuano a farsi minacciose, cedendo ad altri continui, piccoli smottamenti di terreno. Le zone sono ancora interessate da forti venti, le strade per raggiungerle sono in molti punti impraticabili, laddove decine di frane hanno sepolto di macerie e detriti l’asfalto. La nebbia fitta e l’impossibilità a comunicare attanaglia l’emergenza in una fase di stagnazione e rende vani ogni tentativo di accelerare i soccorsi, come la sabbia mobile blocca un replay i maldestri tenta

I dati satellitari mostrano che negli scorsi tre giorni, sono precipitati sulla zona circa 30 centimetri di pioggia.

Ma l’emergenza si estende oltre Santa Maria Tlahuitoltepec, che è solo l’epicentro di una zona sotto l’occhio del ciclone. Quattro sono i fiumi esondati, oltre 25mila sono le persone sfollate e cinquemila le case seriamente danneggiate. Molte zone sono isolate con le linee elettriche e telefoniche fuori uso.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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