Elezioni Presidenziali: alle urne la Repubblica Dominicana, Danilo Medina vincitore scontato

Oggi, 15 Maggio 2016, Elezioni Presidenziali in Repubblica Dominicana. Un’isoletta caraibica, tanto vicino e tanto lontano da Cuba, una decina di milioni di abitanti, un’ambasciata Italiana che ha chiuso i battenti nonostante sia meta preferenziale di migliaia di italiani che trovano qui una seconda vita, una rinascita, un semplice momento di relax. una opportunità o una speranza. Italiani che sfuggono al male di vivere che assiste il NOSTRO bel Paese, primo mondo industrializzato, alle prese con dinamiche socio-economiche complesse. 

Domani quest’isola eleggerà il nuovo Presidente. Un’isola dove è imbarazzante quantificare la spesa in ambito di propaganda elettorale. Un Paese, dove la classe ricca domina le risorse paradisiache del Paese e schiaccia, con l’aiuto di un basso livello culturale e servizi sanitari del tutto inadeguati, la maggior parte della popolazione. Con modi confusionari e dalla finta parvenza democratica il Paese resta in mano ai privilegiati e nega ogni opportunità di crescita o di affermazioni alle masse. Il popolo viene segregato in un angolo, salari da fame ed impossibilità di far carriera. 

La corruzione domina in lungo e in largo il paese. Come conseguenza diretta ed inevitabile chi ha soldi compra ogni cosa e ottiene ogni forma di libertà e diritto, chi non ha soldi deve sottostare alle rigide regole del barrio, dove nasci e muori senza possibilità di una reale alternativa. 

L’università pubblica, la UASD è totalmente disorganizzata. Sovente i professori stessi sono assenti ingiustificati, le guerriglie senza un perché organizzato sono all’ordine del giorno ed è il disordine casuale, quale puro concetto entropico, suole dominare su un concetto di disordine volto a fare ordine nella melma dilagante. 

La sanità è vittima di mancanza di fondi. Gli ospedali pubblici sono un purgatorio misto a sfumature d’inferno. Le cliniche private sono alternative tanto reali, quanto inafferrabili per chi non ha dollari e lavoro in grado di sostenere una assicurazione sanitaria. 

In questo scenario entra in gioco il lato originale ed inossidabile del dominicano, che sguazza tra le mille limitazioni e cerca di farsi strada sostenendo da un lato la propria bandiera e la propria identità, e dall’altro fronteggiando il simil-dominicano in una guerra tra “tigre” a colpi di machete. Il tigre è l’espressione dominicana di colui che impersonifica colui che è uomo di mondo e che sà gestire le situazioni della vita a proprio vantaggio, usando l’arte dell’astuzia a volte a scapito della correttezza. Da qui il machismo e la mentalità di fronteggiare la società al fine di ricavarne un vantaggio personale, con la conseguenza inevitabile che la stessa società si troppa vittima di soprusi di qualsiasi genere. La mancanza di crescita del singolo in funzione del miglioramento della società, a mio modo di vedere, contraddistingue questi anni di progresso, crescita e diseguaglianze sociali. Anche se non è detto che dalla crescita disordinata, possa a poco a poco nascere una forma stessa di organizzazione primordiale in grado di fare ordine.

I politici dominicani sono lo specchio di questa società. C’è un diffuso malcontento nella politica. Per i dominicani i politici sono i più grandi ladrones della storia. Anche io sono esterrefatto da quanto in questo Paese sia sterile la politica, spietata nel voler comprare voti.

Proprio così, comprare, perché qui, all’occorrenza, si compra tutto. Salute, polizia, giustizia, e prima ancora voti.

L’entusiasmo del pre-elezioni è caotico e incessante. Caravanas sfilano per le vie delle città, manifestazioni in cui regna la musica, l’alcol, prive di qualsiasi senso politico e sociale.  

Per chi non vive questa realtà si immagini la capitale Santo Domingo, ma non solo, piena di propaganda. Radio, televisori, giganteschi cartelloni che inondano strade e centri commerciali. Anche gli stessi cellulari sono stati bombardati da chiamate da una registrazione di 39 secondi, di Danilo Medina, il Presidente che augurava a tutti i dominicani di votare bene per il bene del paese e delle proprie famiglie. Si conta che solo di chiamate, il numero 8090222222 sia costato quasi milioni di dollari. Non ci crederete ma anche io, al numero italiano, sono stato contattato da questo numero, forse perché è stato trovato dal cervellone elettronico tra i contatti whatsapp di qualche dominicano amico. E questa è pure la prova che il concetto di privacy tanto amata è violata in primis dagli stessi politici.

Le elezioni presidenziali eleggeranno 4106 funzionari pubblici tra Presidente (1), vicepresidente (1) sindaci (158), vicesindaci (158), deputati (190), senatori e rappresentati del Parlamento centroamericano (20) e a seguire a cascata tutte le figure amministrative necessarie (?) all’organizzazione societaria. 

Il voto sarà per la prima volta elettronico e manuale allo stesso tempo, al fine di garantire ai 26 partiti politici in corsa (la vittoria del PLD è cosa già sicura) un monitoraggio sulla regolarità delle elezioni. Parola di Danilo Medina (2)

6,765,073 gli aventi diritto al voto. Di questi poco più del 50% sono di sesso femminile. 

Se da un lato il Presidente in carica da 4 anni, del Partito Politico in carica da 4 anni (Partido de la Liberacion Dominicana) rassicura sulla regolarità delle elezioni, dall’altro lato il mondo attraverso gli scagnozzi della JCE che fingeranno per tutto il tempo di monitorare l’esito del voto per sancirne poi la regolarità con il bollino di qualità, dovrà sorbirsi rassicurazioni di totale trasparenza, parola molto in voga in questa campagna elettorale. Probabilmente gli studiosi, avranno consigliato di proferirla almeno una volta ogni minuto di dichiarazioni tanto solenni quanto scontate. 

E mentre tutto il mondo ascolterà che le elezioni in Repubblica Dominicana si sono svolte in un clima di totale TRASPARENZA, allo stesso tempo il mondo saprà che i brogli elettorali sono stati all’ordine del giorno. E’ semplice, quanto visibile, quanto sotto gli occhi di tutti, come nel 2012, quando scoprii il Paese e mi immersi stupito in questo innominabile quanto diffuso malcostume. D’altronde, in un Paese dove politica coincide con benefit, denaro, lusso, benefit e privilegi, e dove allo stesso tempo il tasso di povertà supera il 40%, chi non venderebbe in un clima di quotidianità desolata, senza avere i mezzi necessari per comprendere l’importanza del voto, un insignificante voto per una manciata di pesos, che possono significare un pasto per tutti i membri della propria famiglia? Un’occasione da prendere al volo.

E’ il concetto che in Repubblica Dominicana si assapora ogni giorno, ogni secondo. Corrompi la polizia con pochi pesos. E’ la polizia stessa che gira e rigira in cerca di pesos. E tu, piccolo essere insignificante in un mondo dove sono davvero poco le cose che vanno come dovrebbero andare, ti ritrovi spaesato, da un lato ad ascoltare che Dio esiste rassicurato dal Papa e dall’altro ad uscire sull’uscio della propria porta e non sapere se farai ritorno derubato, ferito o ammazzato. 

Danilo pensaci tu. Mi rivolgo a te perché già sappiamo che sarai tu il Presidente rieletto sino al 2020. Sappiamo già l’esito delle elezioni. Il resto è telecronaca avvincente, come avvincente è rivedere il proprio film preferito pur conoscendo il finale. 

I costi della campagna elettorale sono stati definiti addirittura “incalcolabili ed insostenibili”. Come raggruppare le spese, come quantificarle essendo la campagna vera e propria partita già da 3 anni. Dati ufficiali non esistono, lungi dal mostrarli. indignati gli stessi dominicani, che tanto amano quanto odiano il proprio Paese. 

A pensarci bene del Paese abbiamo salvato l’allegria, l’arte dell’arrangiarsi, l’arte di improvvisare ed i magnifici luoghi che il paesaggio offre…ma poi disoccupazione, droga, insicurezza e criminalità, strutture universitarie carenti, strutture ospedaliere poco affidabili, corruzione, ingiustizia sociale, alto livello di povertà, elezioni truccate e costi insostenibili per mantenere in vita la parvenza di un sistema democratico…siamo poi così convinti che la democrazia così ambita sulla carta sia la soluzione a tutti i mali???

link 1: http://almomento.net/lo-que-debes-saber-sobre-las-elecciones-de-republica-dominicana/206999
link 2: http://eldia.com.do/danilo-medina-los-que-querian-conteo-manual-tenian-razon/
link 3: http://www.listindiario.com/la-republica/2016/03/10/411104/costos-de-campanas-se-disparan-por-las-nubes
link 4: http://eldia.com.do/republica-dominicana-paraiso-turistico-y-cuna-del-merengue-a-elecciones/
link 5: http://www.as-coa.org/articles/weekly-chart-dominican-republics-2016-election
link 6: http://www.bbc.com/mundo/noticias/2016/05/160508_republica_dominicana_elecciones_candidatos_all

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(1) Reader Comment

  1. Non va molto lontano dalla situazione nel testo del mondo.. Perché in italia i politici non vengono eletti, vogliamo parlare di mafia,camorra,MAFIA CAPITALE, 80€ di Renzi per comprare i poveri italiani…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *