Breaking News L'editoriale — 03 novembre 2010
Elezioni midterm USA: vince il Tea Party

IL POST-ELEZIONI NEGLI USA

COSA SI INTENDE PER MID-TERM

Il mandato Presidenziale dura 4 anni. Il mandato dell’attuale Presidente Barack Obama, è iniziato il 4 Novembre 2008, giorno della sua consacrazione. Con midterm si intendono le elezioni di medio termine, ossia quelle di metà mandato.

Le midterm pertanto non coincidono con la fine di un mandato, ma impattano sulla costituzione di entrambi le ali del congresso: Camera dei deputati e Senato.

L’amministrazione Obama continuerà pertanto a governare almeno sino al 2012, quando potrà correre nuovamente per un secondo (ed ultimo) mandato.

IL RISULTATO:

Cosa si decideva con le Midterms?

– Rinnovo di tutti i 435 seggi che costituiscono la Camera dei Rappresentanti. I 435 deputati della camera dei rappresentati, vengono eletti ogni due anni, così come prevede la costuzione.

– Rinnovo di 37 dei 100 seggi costituenti il Senato (le scadenze dei mandati, distribuite nel tempo, garantiscono un continuo rinnovo dei Senatori il che impronta allo stesso organo una maggior dinamicità ed impronta democratica, rispecchiando maggiormento il sentiment degli elettori).I Senatori sono eletti ogni 6 anni.

– Rinnovo di 37 dei 50 governatori dei vari Stati. Capi del governo di uno specifico Stato, il loro mandato dura 4 anni

– 158 Referendum distribuite in 38 Stati nei quali i cittadini si sono espressi per la decisione diretta.

Qual’è stato il Risultato e quali saranno le conseguenze?

La maggioranza della Camera è andata ai Repubblicani, mentre il Senato è rimasto, come previsto, nelle mani del Democratici. Come da pronostici. Era infatti impensabile che con il rinnovo di 37 Senatori su 100, i democratici perdessero la maggioranza anche in Senato.

Il nuovo Presidente della Camera, (speaker) è John Boehner che ha preso il posto della liberale Nancy Pelosi.

Il Presidente Obama l’ha subito chiamato e si è congratulato per il successo elettorale ottenuto. Ma, John Boehner non ha perso tempo a passare all’attacco e ha dichiarato che con la vittoria dei Repubblicani (GOP) è importante riuscire ad obragare una 2orribile” riforma sanitaria, che incide in maniera significativa sui conti pubblici.

Il risultato pertanto comporta una affermazione dell’opposizione, in particolare del T-Party. L’agenda del Presidente Obama sarà pertanto costellata da difficoltà; si faticherà maggiormente a far approvare le riforme e la mediazione sarà l’arma che dovranno utilizzare gli schieramenti avversi se non si vuole precipitare in un fermo nocivo per un Paese che ha bisogno di riforme. D’altro canto la poca determinazione dei democratici ed i contrasti interni (certo non al livello italiano), hanno già in questi primi due anni gettato le basi per accelerare il programma del Presidente. Ora, forse, la necessità di coesione, li porterà a schiarirsi le idee ed a lavorare per un unico fine: le vere necessità della classe media, che è stato anche il punto su cui hanno battuto maggiormente due anni or sono.

Non sarà facile quindi, anche alla luce dell’agguerrito John Boehner che ha parlato più da Presidente degli Stati Uniti che da Presidente della Camera. Sentirlo parlare è stato sentire parlare la linea di pensiero del T-Party, pericolosa nell’essersi mascherata da moderata repubblicana , ma assollutamente radicale nelle idee. La sorta di Lega Nord naturalizzata americana, ha parlato di necessità minori spese riferendosi alla riforma sanitaria, di maggior rigore economico e il chiaro intento è rovesciare l’agenda di Barack Obama con ogni mezzo consentito, puntando sull’aggressività che la determina.

LE DICHIARAZIONI  POST ELETTORALI DI OBAMA:

Il Presidente Barack oltre ad essersi compliementato per il risultato elettorale degli avversari ha dichiarato di accettare la sconfitta e di utilizzarla in ottica futura. Si è addossato le colpe della sconfitta e ha parlato di capire le frustrazioni di un popoloc he fatica a riprendersi economicamente. Ma, ha anche lanciato un monito verso coloro che vogliono impedire di fare politica o contrastare il programma. E ha soprattutto difesa la riforma sanitaria, che andava fatta e che porterà dei grandissimi benefici non solo ai 50 milioni di americani che erano privi, ma anche all’intero sistema, sebbene in un’ottica medio termine.

I RISULTATI IN DETTAGLIO:

legenda dei grafici sottostanti:

repubblicani

democratici

ambientalista / verdi

indipendente

U.S. SENATE
Alabama

Arizona

Alaska:

41%
Miller
34%
24%

Arkansas

Boozman
58%
37%

California

52%
Fiorina
43%

Colorado

48%
Buck
47%

Connecticut

54%
McMahon
44%

Delaware

56%
O’Donnell
40%

Florida

Rubio
49%
Crist
30%
20%

Georgia

Isakson
(in carica)
58%
39%
3%

Hawaii

75%
Cavasso
21%

Idaho

Crapo
(in carica)
71%
25%

Illinois

Kirk
48%
46%
3%

Indiana

Coats
55%
40%

Iowa

Grassley
(in carica)
65%
33%

Kansas

Moran
70%
26%

Kentucky

Paul
56%
44%

Louisiana

57%
38%
Missouri


Blunt
54%
41%

Nevada

50%
Angle
45%

New Hampshire

Ayotte
60%
37%

Ohio

Portman
57%
39%

Pennsylvania

Toomey
51%
49%

Washington

50%
Rossi
50%

West Virginia

54%
Raese
43%
2%

Wisconsin

Johnson
52%
47%

COM’E’ CAMBIATO IL SENATO


SENATO PRIMA DELLE MIDTERM


U.S. SENATE BALANCE OF POWER

SENATO DOPO LE MIDTERM


U.S. SENATE BALANCE OF POWER

IL RUOLO DEL TEA-PARTY

Obama aveva vinto due anni fa con una ampia maggioranza sia al Senato che alla Camera. In quell’occasione il suo partito ha ottenuto una significativa maggioranza sia alla Camera che al Senato. Ora, alla luce dei risultati elettoriali, si è tastato il polso d’un popolo che si è spinto nuovamente a centro-destra, l’ala Repubblicana trainata dal Tea-Party, movimenti populisti e di rigoroso stampo conservatore, rinvigoriti dalle macerie dei repubblicani, all’indomani del successo elettorale del primo Presidente nero nella storia degli Stati Uniti.

L’ala del tradizionalismo americano più bigotto, tradizionalista e conservatore,si è rimboccato le mani, si è rifatto il look sbarbandosi dagli antichi albori delle settecentesche proteste di Boston e si è presentato alla kermesse delle elezioni accompagnato dai classici slogan chiari ed efficaci che richiamano il popolo a prendere le distanze da un sempre più corposo e lontana apparato Statale, invocano meno tasse ed un maggiore rigore nell’attenersi alla dottrina costituzionale del libero mercato, tradito dalla rielezione di un Presidente “comunista”.

Questa sorta di partito, ha quindi richiamato i numerosi delusi e si è indottrinata di politacally correct, al fine di abbracciare i repubblicani ai soli fini elettorali e limare le esitazioni dell’ala di destra più moderata. Lo stesso filone repubblicano ha creduto nell’unione, ma solo dietro reimpostazione delle modalità d’estremo sracasmo con il quale Obama veniva affiancato ai dittatori più feroci della storia.

GLI INDECISI

La coltre densa tra l’imponente fetta d’americani neutrali e gli addetti ai lavori, ha elaborato, alla base della propria preferenza alle urne, una analisi tanto semplice quanto pratica e non ha potuto che constatare, senza tanto chiedersi per quali profondi motivi, il tasso di disoccupazione e livelli ancora improponibili (supera il 10%), una recessione mutata in un quadro d’economia stagnante e dalla quale il governo ha sì risposto positivamente con alcune riforme di sostentamento economico finalizzate al rilancio, ma ha poi reso parzialmente vano non opponendosi con la necessaria fermezza ai falchi speculatori di Wall Street, che ancora si mostrano disinibiti nel giostrare un’economia a portata di click, artificioso quanto sterile riadattamento dei subprime.

CURIOSITA’

  • Finisce anche l’epoca dell’attore austriano naturalizzato americano, Arnold Schwarzenegger.E’ uno dei 37 senatori che termina il prioprio mandato. Il Repubblicano non è riuscito a sanare l’imponente debito che attanaglia le casse pubbliche californiane, ma va riconosciuto il suo grande e costante impegno nel combattere l’inquinamento, il surriscaldamento globale ed il problema dell’approvigionamento dell’acqua. La sua più grande sconfitta risale al 2005, dopo due anni da governatore. Chiamò il popolo a votare su 4 punti da lui sostenuti. E’ in questa occasione che si accorse di come la democrazia sia influenzata dalle grosse lobby ed affermò: “nessuno può vincere se l’opposizione stanzia oltre 160 milioni di dollari per sconfiggerti”
  • Stipendi: Per i senatori di Camera e Senato 174.000 dollari annui, per i governatori “appena” 114.000 dollari annui.
  • Il Senatore Democratico Daniel Inouye, Hawaii, in carica dal 1962 è il più longevo nella Storia degli Stati Uniti.
  • SONDAGGI: Sono stati grandi protagonisti delle elezioni. INTERNET, COMUNICAZIONE, SOCIAL NETWORK  li hanno diffusi, andando di per sè ad influenzare gli stessi elettori
  • TWITTER, ha chiesto agli elettori qual’è il motivo che li spinge ad andare a votare. L’analisi ha svelato quattro grandi gruppi.
  • 37% va  a votare per esprimere il proprio dissenso contro una persona / legge
  • 29% vota a votare per sostenere una persona / legge
  • 26% va semplicemente a votare
  • 7% disgustato dalle midterms
  • GLI ESITI DE PRECEDENTI MIDTERM : Tra i più recenti Presidenti USA che hanno perso le Midterms, ma hanno poi vinto le Presidenziali ed ottenuto un secondo mandato ricordiamo i repubblicani ROnald Reagan, Georg W. Bush e il democratico Bill Clinton; quest ultimo è il Presidente che ha subito la maggior disfatta nelle elezioni di medio-termine, ma che poi è stato tra i più rimpianti Presidenti USA.
  • Le Hawaii sono lo stato in assoluto più democratico (75% dei consensi); quello meno democratico è la Florida di Miami, dove i democratici, anche per via della potentissima comunità anticastrista di Miami, si fermano appena al 21%

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

(1) Reader Comment

  1. Pingback: Südtirol: Tipps

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *