Breaking News — 04 ottobre 2010

Come da manuale, in un Brasile che si è affidato con ordine e precisione ad un preciso sistema elettorale elettronico, Dilma Rousseff vince ma non sbaraglia la concorrenza, tutta di sinistra. A pochi minuti dal risultato definitivo, la Rousseff non va oltre il 45,9% dei voti e non raggiungendo pertanto quell’auspicato 50% dei voti +1 tanto auspicato (e pronosticato negli exit-pool), deve rimandare al 31 Ottobre, una vittoria che resta pertanto quasi certa.

Responsabile l’exploit della verde Marina Silva, che conquista il 19,4% rispetto al 14% a cui la davano i sondaggisti sino ad una settimana fà. Un forte segnale per il prossimo vincitore.

Con oltre il 90% delle schede elettorali scrutinate, è ormai certo che sarà il secondo turno, il 31 Ottobre, a decretare il trentaseiesimo Presidente della Repubblica Federale Democratica del Brasile. A contendere la vittoria a Dilma Rousseff, sarà l’esperto socialdemocratico José Serra, dalle radici calabresi, che vanta un lungo curriculum. E’ stato avversario di Lula alle elezioni Presidenziali del 2002, deputato, senatore, Ministro oltre che governatore dello stato di San Paolo, nel quale ha guidato da sindaco l’omonima città.

Se José Serra, dall’alto dei suoi 68 anni, gioca la carte di una vita politica prestigiosa e parte dal 33% conquistato nel primo turno, dall’altro Dilma Rousseff si fa erede di tutto quel consenso che le lascia in mano il vero vincitore, il Presidente uscente Lula, che deposita nelle mani del vincitore un Paese che certifica un buon stato di salute, profondamente migliorato se paragonato al Brasile di qualche anno fa.

Il Brasile è l’ottava potenza mondiale, con una crescita democratica e moderna intrapresa attraverso una politica estera che si mostra aperta al mercato e sfruttando il boom delle materie prime, vere e proprie risorse del Paese. Il 7% di crescita annua ha creato ricchezza del Paese ed il merito del Partito dei lavoratori di Lula è stato quello di saper gestire al meglio queste entrate, a favore del potere d’acquisto della classe media e con riforme costruttive atte a risolvere il problema degli enormi focolai di povertà, siti soprattutto nella zona Nord Est del Paese. Il socialismo riformista, il marcato spirito sindacalista nel contesto d’inestimabile importanza del lavoro ed un sentiment cattolico impostato a sinistra sono le caratteristiche di questo instancabile oratore, povero di famiglia ma con quella determinazione dei grandi. Nella personalità forte della Rousseff ha individuato la propria erede. Una donna colta e di buona famiglia, combattiva, già etichettata dalla CNN e da altre testate giornalistiche come la “ex-ribelle” per il suo passato audace. Schierata nel 1964 contro la dittatura, entra a far parte della militanza politica all’interno del POLOP (politica operaia). Per instaurare il socialismo partecipò alla lotta armata all’interno del neo fondato Movimento per la Liberazione (COLINA), scelta che si deve anche ad alcune letture di Regis Debray, un amico di Fidel Castro, da pochi anni affermato leader di Cuba. Nel 1970 viene arrestata perché trovata in possesso di un’arma e subisce torture per 22 giorni. La liberazione avviene nel 1972; il carcere l’ha profondamente segnata fisicamente ma non caratterialmente, cosa che le permette di rivestire svariati ruoli prima di correre per l’incoronazione a trentaseiesimo Presidente della Repubblica Federalista Brasiliana.

La vincitrice del primo turno, ha già assicurato di voler continuare questo percorso politico e  puntare al perfezionamento di un sistema già collaudato, magari facendo leva su quegli eventi che, nei prossimi anni, proietteranno il Brasile a recitare un ruolo da protagonista sul palcoscenico internazionale, come il già programmato Mondiale di Calcio 2014 e le Olimpiadi del 2016.

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(3) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *