Breaking News L'editoriale — 26 luglio 2011
El 26 de Julio, la più sentita Festa Cubana

Di Inés Cainer

All’inizio del ventesimo secolo, precisamente nel 1902 dopo una estenuante lotta, Cuba riesce liberarsi definitivamente dal dominio spagnolo, ultimo paese di Latino America che restava ancora alla mercé dell’allora potente impero.

Appoggiata economicamente in questa guerra dagli Stati Uniti, Cuba contrae verso questi ultimi un debito per l’acquisto d’ armi di trentacinque pesos!

Fonte foto: cadenahabana.cu

Trentacinque pesos che il nuovo Impero doveva custodire e vigilare personalmente, una valida scusa per occupare militarmente l’isola e costruire un clone nel centro dell’Avana che potesse rappresentarli, un palazzo governativo identico al Capidoglio di Washington.

Riassumendo, da quel momento si sà che Cuba diventa culla dei grandi traffici mafiosi, della prostituzione ed un paradiso per il gioco d’azzardo. Tutto questo mentre il popolo di Cuba patisce la fame e la discriminazione.

Credo che non molti siano a conoscenza sul fatto che le bellissime spiagge cubane erano recintate e utilizzate solo dai ricchi turisti o che era vietato ai cittadini cubani transitare lungo le più importanti strade del centro dell’Avana, attorniate com’erano da grandi magazzini di lusso.

Contro questi soprusi, un gruppo di giovani intellettuali cubani si uniscono capeggiati da Fidel Castro, organizzando un movimento che agì nella  clandestinità, con un’ideologia nazionalista, antimperialista e democratica, basata sull’insegnamenti del grande poeta cubano e tutt’oggi eroe nazionale, Josè Marti.

La prima azione armata del gruppo fu precisamente il 26 luglio del 1953 con il fallito assalto alla caserma del Moncada, a Santiago di Cuba (guidata da Fidel Castro) e nella Carlos Manuel de Cèspedes a Bayamo.

Il risultato si rivelò tragico, centinaia di combattenti fatti prigionieri, dei quali molti fucilati. E’ in quell’occasione che Fidel Castro, uno dei partecipanti all’assalto, viene arrestato e in prigione assunse (ormai già un brillante avvocato) la propria autodifesa con un’arringa conosciuta con il nome di “La storia mi assolverà” .

Un documento nel quale fondamenta il diritto del popolo a ribellarsi contro la Dittatura, spiegando le cause e obiettivi dalla lotta intrapresa, passando negli annali della storia come una vera proclama rivoluzionario.

Beneficiato da un’amnistia, Fidel Castro viene esiliato in Messico, e riorganizza nel 1955 il movimento, che in ricordo dei compagni caduti verrà nominato “M-26-7” operante anche a Cuba.

Un periodo difficile per il popolo cubano, governato dalla dittatura di Battista, in che i numeri davano più di  un terzo della popolazione disoccupata, contro i grandi privilegi della borghesia, due  elementi che favorirono adesioni straordinaria al Movimento.

Il 2 dicembre del 1956, Fidel Castro a bordo del Gramna sbarca con ottantadue combattenti, tutti appartenenti   al “M-26-7” nelle spiagge del Oriente cubano.

Segue la lotta armata iniziata nella Sierra Maestra continuando a disseminarla con intelligenza ed arguzia su tutto il territorio cubano, coronando il trionfo della Rivoluzione il 1 gennaio 1959 con la fuga di Batista e l’arrivo trionfale di Fidel nelle strade dell’Avana.

La data del 26 de Julio, è l’inizio della lotta contro mezzo secolo di occupazione americana nel territorio cubano e che diventò sicuramente la più indicativa tra il popolo liberato.

E sebbene Cuba tardò ad ottenere l’indipendenza dal controllo spagnolo , sarà  prima  in  Latino America a liberarsi del mostro (Josè Martì) americano.

Nonostante tutto, “Cuba vive”, continua a combattere contro il “mostro”, il suo popolo che non se arrende tra milel difficoltà, da più di mezzo secolo subisce un embargo economico ingiusto e arbitrario dettato dagli Stati Uniti, che viola spudoratamente i diritti dei popoli stabiliti nella Convenzione di Ginevra.

Da filo-cubana molte volte mi domando:  “Sarebbe riuscito Fidel e compagni a realizzare la Rivoluzione in un altro posto privo di tanti meravigliosi cubani”?

A cinquantotto anni della prima battaglia la lotta continua, però il popolo è lì, in piedi a festeggiare un nuovo  26 de Julio, perché…

“A pesar de los pesares Cuba va”…

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

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