Breaking News — 06 ottobre 2010

E’ stato prolungato sino a venerdì lo stato d’emergenza in Ecuador. Il tentato Colpo di Stato, Golpe o per meno allarmisti, la violenta protesta che è culminata con il rapimento del Presidente Correa da parte delle forze dell’ordine,aveva portato il vicino di casa di Colombia e Perù nel caos e subito era stato dichiarato lo Stato d’emergenza sino  lunedì, ma evidentemente il governo ha deciso di studiare bene tutte le immagini ed i video a disposizione per individuare i responsabili delle, – come si legge nel comunicato – “deplorevoli proteste e azioni violente”.  La Procura Generale ha parlato di oltre una cinquantina di arresti, quasi la totalità dei fermi risultano essere poliziotti.

Lo Stato d’emergenza, in cui è piombato il Paese giovedì scorso è ancora in atto sulla scia d’una tensione palpabile. Diverse le frasi intercettate via radio, sulle frequenze della polizia, in cui si istiga ad ammazzare il Presidente.

Le forze militari hanno il compito di coordinare le attività della polizia e mantenere una linea decisionale su di essa, mentre sorveglia  ogni zona dell’Ecuador per permettere al governo d’incentrare gli sforzi sui lavori necessari per la risoluzione della crisi. Il Presidente Correa, rimasto in ostaggio dei ribelli per oltre dodici ore, non ha ceduto ad alcun ricatto e non è sceso a nessun compromesso. Nonostante questo il suo Paese sta attraversando un momento molto duro e lo stesso leader deve fare i conti con una popolarità in calo.

Lentamente – ha riferito Alexis Mera, segretario dell’ufficio legale presidenziale – le cose stanno tornando alla completa normalità, con la riapertura delle scuole e la normalizzazione di tutti i servizi.

Ma più che un Paese in pace quel che appare è uno Stato ancora in Stato di Guerra, con mezzi blindati ovunque, armato sino  ai denti a fare da protezione al palazzo istituzionale, laddove ogni investigazione è frenetica per risalire a tutti gli attori aventi  preso parte a quel che sembra fosse un rovesciamento del governo vero e proprio, con tanto di uccisione del Presidente.

E così le forze armate dell’esercito, dopo aver tratto in salvo il Presidente Correa, ora troveranno un aumento degli stipendi (senza toccare le indennità di promozione), riforma che costerà al governo 35 milioni di dollari annui.

A gettare benzina sul fuoco sull’accaduto è un membro del Congresso facente parte di un partito d’opposizione, Gilmar Gutierrez, fratello dell’ex Presidente ecuadoregno Lucio Edwin Gutiérrez, che ad una tv colombiana ha dichiarato che Correa avrebbe inscenato il Colpo di Stato  “per nascondere lo Stato d’estrema e diffusa povertà diffusa nel paese, il vertiginoso aumento del tasso di disoccupazione e degli affamati. Il Presidente ha investito ingenti risorse per distogliere l’opinione pubbliche dalle reali problematiche ed insegnare questa messinscena”.

Queste dichiarazioni sono ovviamente prive di riscontro, e appaiono come forzate nel rivedere le immagini di violenza e degli scontri che hanno provocato – secondo le dichiarazioni del Ministero della Salute – 10 morti accertate e oltre 200 feriti tra i civili che sono scesi in piazza per difendere il Presidente. Un Correa sdegnato a risposto a queste accuse.

In seguito alle morti che hanno interessato alcuni fedeli al Presidente, per la difesa delle istituzioni nazionali, lo scorso venerdì sono stati indetti 3 giorni di sciopero nazionale.

E, se Correa ha promesso pene esemplari per i colpevoli, pur attraverso processi corretti, ha garantito il massimo supporto alle 42mila unità che compongono il corpo di polizia statale.

Il Cancelliere ecuadoregno Ricardo Patiño ha poi sottolineato che l’Ecuador non crede alle chiacchiere che dietro il tentativo di rovesciare il Governo Correa ci sia lo zampino del Governo Statunitense, ma sottolinea che non possono certo essere esclusi che abbiano agito gruppi di potere USA, non controllati e non governativi, in quanto tali azioni ed atti fanno parte della storia degli Stati Uniti.

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(1) Reader Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *