Breaking News — 01 ottobre 2010

Ecuador ad un passo dal colpo di Stato? O durissima protesta interna e montatura del governo? O ancora, destabilizzazione attuata dalla CIA, che secondo il giornalista canadese Jean-Guy Allard, avrebbe speso ingenti somme di denaro per la corruzione delle forze dell’ordine ecuadoregne?

Ufficialmente non è  stato Colpo di Stato, semmai  un TENTATIVO di colpo di Stato, come ha detto lo stesso Correa.

Quel che sappiamo è che il tentativo di ribellione interna è stato stroncato dalle forze fedeli al Presidente e da un governo che pare pertanto strutturalmente più forte rispetto ai numerosissimi corrotti degli anni passati, che hanno coniato proprio in America Latina la parola Golpe. Il Governo di Correa è un governo di sinistra, un modello socialista nuovo che non disdegna una politica economica aperta e che ora è impegnato anche in una riduzione della spesa pubblica attraverso provvedimenti che mirano a quei settori privilegiati o a corpi troppo poco prolifici e troppo ben pagati per le casse statali.

Ciò che rimane al di là degli aggiornamenti, sono le immagini strappate dagli elicotteri delle emittenti televisive. In una di queste il Presidente Correa, apre alla finestra della stanza che dall’esterno sta per essere assediata e, rivolgendosi alla folla numerosissima venuta in suo aiuto, urla “se è me che vogliono, io sono qui”.

Uribe esce da questa situazione più forte; non si è lasciato intimorire davanti ai rivoltosi che lo hanno tenuto in ostaggio e non è sceso a trattative quando gli stessi avevano iniziato ad avvertire l’odore del fallimento dei loro intenti, davanti ad una popolazione riunitasi davanti all’ospedale, per invocare la liberazione del proprio Presidente.

CORREA: (ad una intervista a Telesur mentre è segregato in camera). “Il massimo che possono fare è uccidermi, e io sono pronto ad affrontare la morte per far si che questi atti di violenza non accadano mai più. Possono tagliare i fiori, ma non possono fermare la Primavera” – riferita a quel processo a cui ha dato il via, sviluppato in alcuni punti importanti ma che ancora non è sbocciato mantenendo gli impegni presi durante la campagna elettorale del 2006.

in sintesi. AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

domenica 3 ottobre:

Permane lo Stato di emergenza nel Paese con l’esercito che è dispiegato per monitorare la situazione. Le scuole dovrebbero essere riaperte lunedì, giorno in cui vi dovrebbe essere un cauto ritorno alla normalità.

Il bilancio degli scontri parla di otto morti e 274 feriti. Il governo di Quito, ha confermato la fiducia al Ministro degli Interni Gustavo Jalk. Sono già saltate alte cariche del corpo di polizia, in primis sono arrivate le pronte dimissioni del capo Freddy Martinez.

Agli arresti tre colonnelli per aver appoggiato e sostenuto la rivolta e in queste ore si vaglia l’ipotesi di sostituire alcuni Ministri che avrebbe fomentato il sentimento di sfiducia che ha poi dato il via all’escalation di violenza.

venerdì 1 ottobre:

19:00: Hillary Clinton, il Segretario di Stato Americano, ha chiamato Correa e ha espresso l’appoggio totale verso il governo dell’Ecuador.

16:00: Secondo Chavez e Morales  gli USA sono coinvolti nell’organizzazione del tentato Golpe. I due Presidenti non hanno fornito alcuna prova a sostegno delle loro pesantissime dichiarazioni.

01:00 Durissimi i commenti che piovono sui siti delle più grandi emittenti televisivi da cittadini dell’Ecuador. Secondo molti commentatori non vi è alcun colpo di Stato in atto, ma una forte protesta della polizia. Il Presidente Correa sarebbe un dittatore che negli ultimi tempi si sarebbe impossessato di radio, emittenti televisivi, avrebbe manipolato l’informazione e violato un diritto basilare come il rispetto della protesta della gente e la libertà di informazione e di espressione. Pronte le risposte di chi invece assiste impietrito alle violenze ed all’azione militare che ha assalito il Presidente. E ci si chiede: “la polizia, è accertato, opera in condizioni tranquille e non viene richiesto loro alcun straordinario o ritmi lavorati elevati; attualmente percepisce una paga di oltre 3 volte superiore la media salariale del Paese. Per cosa protesterebbero quindi?”

00:50: Negli scontri fuori dall’ospedale dove il Presidente è attualmente segregato, i sostenitori continuano a pressare per la liberazione del Presidente. Scontri veri e propri tra le fazioni militari fedeli alle istituzione governative e quelle ribelli. Non mancano esplosioni e lanci di gas lacrimogeni. Si parla di numerosi feriti e di un morto tra i protestanti.

00:30 : Sono state interrotte le comunicazioni di tutte le emittenti televisive non governative.

giovedì 30 Settembre:

23:45: Giungono notizie dei primi saccheggi ed atti di violenza in alcune città.

23:30 Il Ministero degli Esteri chiede a tutti i cittadini di sostenere il Presidente e scendere in piazza per manifestare la loro condanna verso il gesto che ha gettato nel caos il Paese.

23:00: La responsabile della diplomazia europea Catherine Ashton e il rappresentante degli Usa presso l’Organizzazione degli Stati Americani (Oas) hanno condannato il gesto anticostituzionale e ogni azione di violenza o atto che possa destabilizzare il governo dell’Ecuador.

22:10 : Il Presidente, Correa è sequestrato dai ribelli all’interno dell’ospedale di Quito. Secondo Chavez  rischierebbe la morte.

21.15: Ecuador dichiara Stato d’emergenza per un mese

19.45: Correa parla di “intento de golpe de Estado”. Conferma telefonicamente di essere stato aggredito da gruppi di traditori facenti parti delle forze militari e polizia. Conferma che anche nel momento in cui parla, le forze ribelli stanno cercando di arrivare a lui. Correa ribadisce l’amore per la famiglia ed il Paese, ma le parole mostrano un uomo che non è pronto a trattare con i traditori. Ribadisce  che ogni uomo che sta compiendo il gesto dovrà prendersi le proprie responsabilità

perché il golpe? Ufficialmente perché le forze armate e la polizia hanno subito un taglio degli stipendi.

Secondo il Ministro per la Sicurezza Interna, Miguel Carvajal non vi era alcuna tensione per tagli di stipendi o benefit.ha aggiunto che il taglio dei benefit è stata una campagna disinformativa ben organizzata appositamente per il colpo di stato. Il concetto della disinformazione come strumento per scaldare gli animi dei ribelli, è stato ribadito da Gabriel Rivera, esponente del Country Accord Party, che ha parlato di Piano Macchiavellano architettato da settori della destra del Paese.

Un poliziotto, intervisto in strada, ha ribadito l’ingiustizia alla base dell’abbassamento degli stipendi “lavoriamo 14 ore al giorno. E non parliamo nè ci lamentiamo mai. Ecco, guardate quel che accade senza la polizia…”

10 Nazioni: Argentina, Venezuela, Mexico, Colombia, Perù, Cile, Bolivia, Costa Rica, Cuba e Honduras hanno manifestato tutta la loro solidarietà a Correa. L’Organizzazione degli Stati Americani ha espresso tutto il supporto per Correa.

quante unità di militari e forze di polizia conta l’Ecuador? sono 58 mila le unità dell’esercito militari e 33 mila quelle delle forze di polizia

Banche: si teme l’assalto ai valori della Banca Centrale, ma al momento l’ipotesi appare remota, in quanto numerose forze armate non ribelli stanno garantendo la messa in sicurezza dei valori.

Italiani: la farnesina parla di 2000-3000 italiani attualmente in vacanza in Ecuador.

Aeroporti: chiusura degli aeroporti della Nazione. IL provvedimento riguardo sia i voli nazionali che internazionali. Alle ore 02.00 del primo Ottobre riapre l’aeroporto internazionale di Quito.

Colombia e Perù: Chiusura preventiva dei confini

Chavez: Il Presidente Venezuelano attraverso Twitter conferma il tentativo di rovesciare Correa e scrive: Attenti popoli dell’alleanza bolivariana e popoli dell’Unasur! Viva Correa!!”

foto: Juan Pablos Ozaeta (http://chiapas.indymedia.org/)

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