Breaking News U.S.A & America Latina — 04 dicembre 2010
Due brutali esecuzioni in Messico

forze armate messicane perlustrano Ciudad Juarez

La sicurezza in Messico non è solo questione di Stato.

Non è diventata ancora emergenza Nazionale dichiarata semplicemente perché gli Stati Uniti non lo hanno permesso.

Semmai, Hillary Clinton sta pensando di ripetere el Plan Colombia con un invio di mezzi senza precedenti per fronteggiare le bande di narcotrafficanti, così forte da intaccare le camere alte.

Sarà questo il metodo corretto per ripristinare la calma nel Paese? Sappiamo tutti quanti che la causa della violenza indotta da economie sepolte, è la mentalità e la leggerezza di chi alimenta il mercato della droga per utilizzarla nei costumi sudici che indossa ogni giorni, in questa società. vuoi nel privato che in veste più o meno mondana.

Per quanto duro possa sembrare, non è nient’ altro che la verità, asserire che sono milioni di civili cittadini ad aver assoldato questi sicari per l’esecuzione che vado riportando, in tutti i crudi dettagli, così com’è la vita in Messico or ora, al di là della propaganda.

Nella mattina di sabato, sono stati trovati i corpi di due uomini. Privi di vita, legati sugli arti inferiori, pendevano sul ponte Tuncingo dell’Autostrada Acapulco – Pinotepa,

I due uomini sono stati vittime di una e vera propria esecuzione. Sono stati dapprima mutilati ed infine le torture si sono concentrati sul volto e sulle teste, dalle quali è stata rimossa tutta la pelle.

Infine sono stati decapitati e le teste, gettate poco lontano.

Nel tentativo di recupero dei militari e della polizia uno dei due corpi è precipitato nel fiume sottostante. Non si conosco al momento le identità delle due vittime.

Alcune cariche istituzionali hanno iniziato ad ammettere che la violenza in alcune zone è diventata oramai difficilmente controllabile.

I successi della cooperazione tra le forze USA e quelle messicane non trovano l’appoggio dell’opinione pubblica e della stampa statunitense.

I documenti mostrati da Wikileaks hanno mostrato come il Dipartimento di Stato, che ufficialmente appoggia il governo Messicano nella lotta ai cartelli del narcotraffico, sia invece colmo di dubbi sull’operato del  vicino del Sud, e riferisce tutte le proprie insicurezze circa l’operato del Presidente Felipe Calderon oltre a sospettare una corruzione diffusa tra gli stessi ufficiali e corpi di polizia.

La verità sta nei numeri. E i numeri sono impietosi: oltre 26000 omicidi da quando Calderon è iniziato il mandato del Presidente Calderon.

foto: Cnn international

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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