Dove stai andando Italia

Parliamoci chiaro e senza ipocrisia: L’Italia è diventato un paese difficile, saturo di problemi, socialmente complicato da gestire, dove una  politica malata vile e opportunista, deprime il futuro del paese diventandone a tutti gli effetti  il male numero uno, un cancro in metastasi che attecchisce su ogni singolo cittadino nei modi più disparati

Mi fa riflettere e mi inquieta il fatto che i mie prossimi anni probabilmente, li dovrò passare in questo triste  paese, dove ogni giorno assisto inerme alla morte di una società sempre più grigia e malconcia, dove quotidianamente un bollettino di guerra urlato dai  telegiornali, stupra l’ottimismo della brava gente soffocandone il buon umore, il sorriso e la voglia di far del bene.

Smettiamola con le cazzate, smettiamola di pensare che il male è altrove, di raccontarci frottole, di filtrare il quotidiano con le parabole che ci hanno raccontato nell’ora di religione quando eravamo bambini, di pensare che siamo il paese brillante  di 20 30 40 anni fa. L’Italia è cambiata prepotentemente e chi come me è nato all’inizio degli anni 70, ne può dare palese testimonianza.

Sorrido al pensiero di quando, qualche decennio fa, si “bestemmiava”  la Democrazia Cristiana ritenendola artefice assoluta dei mali italiani, di quando si rimaneva esterrefatti e allo stesso tempo indignati alla notizia che un politico veniva preso con le mani nel sacco. Oggi tutto ciò è nella “normalità”  e la gente abituata a tutto questo, quasi non si scompone. A confronto  questi signori erano dei ladri di galline. Erano certamente ladri non vi è dubbio, ma il loro delinquere,  aveva una sorta di  decenza la quale, gli faceva lasciare attaccato all’osso, qualcosa  anche per gli altri, popolo compreso.

Ora no. I furbetti moderni, sono avidi a dismisura ed ingordi oltre ogni modo, come,  per citarne uno su tutti,  il  caso di Franco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio accusato di peculato, il quale come tutti ricordiamo, forte dell’abbondanza del suo giro vita, ha dimostrato che il politico moderno aspira ad essere al di sopra della legge italiana, legge che non fa più paura e che la vergogna nei confronti degli elettori  è oramai un sentimento anacronistico, d’altri tempi.

Non che il resto d’Europa sia esente da ruberie o da peculati vari, ma noi italiani con i recenti casi che tutti conosciamo ne siamo sicuramente la massima espressione.

Oramai  quando assisto al “tragicomico teatrino” di certi politici che in TV, si arrampicano sugli specchi, cercando di omettere l’ovvio, il comprovato , il certo, percorrendo sentieri dialettici intrisi di ipocrisia mi vien da vomitare. E allora automaticamente penso a quanto hanno lavorato e sputato sangue i miei genitori per contribuire a costruire l’Italia assieme a tanti altri italiani in passato, alla fiumana di denaro che abbiamo versato con le tasse in tutti questi anni, che ora, tale denaro, dovrebbe garantire a noi ed ai nostri figli, una certa serenità ed una qualità di vita ben più alta dell’attuale. Se penso a tutto questo mi  incazzo a dismisura e mi viene voglia di sbattere la porta in faccia a questo paese allo sfacelo, andandomene  per sempre.

Questi politicanti italiani, che creano tra l’altro un’immagine del paese orribile anche all’estero, hanno anche il coraggio oltretutto di puntare il dito contro gli stati cui è conveniente, per ovvi motivi d’interesse politico ed economico, diffamare. Come nel caso di Cuba ad esempio, che ispirati  dalla blogger anticastrista  Yoani Sanchez, portavoce della dissidenza, è diventato quasi di tendenza sparare cazzate contro il governo guidato da Raul Castro.

Cazzate che perlomeno, per quanto riguarda i nostri politici e certa stampa compiacente, spesso non sono supportate neanche dai fatti  e neppure da una timida infarinatura,  dell’intricata questione politica che compone il DNA di uno stato in conflitto con gli U.S.A, da oltre 50 anni. Ci vuole coraggio ad auspicare democrazia e libertà  in altri paesi, quando qui in Italia oramai siamo stritolati oltretutto,  anche dalla pressione devastante di una dittatura spietata e senza scrupoli: quella dell’economia.

I gelidi diktat imposti in una economia capitalista dalle grandi lobby occulte e non,  dove lo stato ne è lo zerbino, sono a mio avviso, la più gran dittatura a cui un paese possa sottostare. L’unica libertà concessa è quella di spendere, tutto il resto è mera parvenza. Anche se non ce ne rendiamo conto, siamo gestiti come delle marionette in tutte le cose del nostro quotidiano, siamo pieni di necessità sciocche ed inutili, spendiamo,  spendiamo,  senza un’apparente motivo.  Siamo oramai delle amebe che galleggiano in un tessuto sociale cinico, devoto solamente al denaro.

Ovviamente mi sto riferendo a ciò che vedo con i miei soli occhi in “piazza Italia”  dal balcone di casa mia. Probabilmente sarò troppo marcato nei toni o forse no, non lo so.  Ma come cittadino italiano sono veramente stanco di vivere in un paese straordinario, creativo, ricco di opportunità e risorse, ricco di cultura unica e meravigliosa, di gente intelligente, onesta,  che non ha nulla a che fare con l’arroganza di certa politica e di certa economia, di persone preparate, vere punte di diamante nella ricerca scientifica, che fuggono all’estero per poter vivere decorosamente, di vedere lavoratori, pensionati, umiliati da un sistema iniquo, e di vedere il mio bel paese  andare alla deriva per colpa dell’avidità, dell’accidia, dell’arroganza, della prepotenza di una piccolissima cerchia di persone che senza remore e al di sopra di tutto, quasi fossero Dio, manovrano l’infame stanza dei bottoni.

Dove stai andando Italia?


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Articolo scritto da:

È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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