Diritti umani calpestati in Messico: una carneficina di attivisti

ITA: molti attivisti per i diritti umani sono vittime di veri e propri agguati. E’ il caso dei familiari dell’attivista Josefine Reyes, morta nel Gennaio 2010. La Reyes aveva condannato più volte gli abusi sui civili perpetrati dai militari.

ESP: muchos activistas por los derechos humanos son víctimas de reales acechos. Es el caso de los parientes del activista Josefine Reyes, fallecida en el enero2010. Reyes condenó muchas veces los abusos sobre los civiles perpetrados por los militar.

Siamo a raccontare dell’ennesima morte prevedibile. Uno spargimento di sangue, segnato quel che sta avvenendo in Messico. La vicenda è sempre la stessa. Gli attivisti che si espongono in prima linea per la difesa dei diritti umani, non hanno  assicurata alcuna protezione da parte del Governo Americano e sono esposti ad un continuo pericolo di rivendicazioni da parte di narcotrafficanti e degli stessi militanti nell’Esercito, che non ingeriscono interferenze di alcun tipo.

Nel Gennaio 2010, l’attivista Josefine Reyes venne uccise a Guadalupa da un gruppo di uomini armati che gli  tese un agguato. Un testimone che assistette alla scena rivelò che vide la donna essere sequestrata in un primo momento dagli uomini. Lei cercò con tutte le proprie forze di liberarsi e a quel punto prima d’essere finita con un colpo di arma da fuoco alla nuca, l’uomo le si rivolse gridando “pensi di essere forte e protetta perché fai parte delle organizzazioni…”

Da quel Gennaio 2010 i familiari di Josefine Reyes sono stati vittime predestinate di una vera e propria carneficina. Le esecuzioni sembrano non risparmiare nessuno.

Le ultime tre vittime,  due fratelli della Reyes e la moglie di uno di loro. Elías, Malena Reyes Salazar e Luis Ornelas Soto, sono state trovati privi di vita nella giornata di venerdì. Di loro erano state perse le tracce da 18 giorni.  I corpi sono stati rinvenuti all’interno del Municipio di Guadalupe Distrito Bravos, nell’ormai tristemente famosa Ciudad Juárez.

Amnesty Internation aveva da tempo segnalato tutta la propria preoccupazione per i familiari della Reyes, a cui non era stata garantita, in alcuna forma, le protezione necessaria.

Il mistero sugli esecutori e sui mandati degli omicidi degli attivisti si fa fitto in quanto le denunce degli stessi cittadini, riguardano le violazioni dei diritti umani da parte dei militari e delle forze speciali di polizia, che nei periodi di maggior delinquenza abusano dei propri poteri anche sui cittadini.

Nell’Agosto 2009 la Reyes aveva partecipato ad un incontro sul tema della repressione ed abusi militari a Ciudad Juarez, nel quale erano stati esaminati ed esposti i numerosi casi relativi all’aumento delle violazioni dei diritti umani commessi da membri militari.

Durante una manifestazione viene chiesta giustizia per le vittime della famiglia Reyes e per tutti coloro che vengono uccisi per il coraggio di opporsi alle ingiustizie.

Amnesty International ritiene pertanto importantissimo fornire supporto e protezione a questi attivisti che in prima fila si espongono a rischi enormi. Le stesse organizzazioni civili che si uniscono per preservare e coordinare le attività sociali a Ciudad Juarez sono troppo spesso vittime di attacchi ed intimidazioni vere e proprie. La preoccupazione è ora volta a Cipriana Jurado, una donna a rischio, avendo lavorato a stretto contatto con la stessa Amnesty per mettere in luce gli abusi dei militari.

Il tessuto sociale, si sta logorando e i tentativi di opposizione alla guerriglia armata lungo le strada sta subendo duri colpi ogni giorno. Lo Stato non è presente ed anzi, molti membri dell’esercito sono guardati con diffidenza e paura.

Marisela e Claudia Reyes, sorelle dell’attivista, hanno chiesto presidente Felipe Calderón un incontro con il Ministero degli Interni affinché possa essere fatta chiarezza sul decesso dei familiari.

Nel frattempo si sono fatte avanti delle Nazioni che hanno offerto asilo politico alla famiglia, dal momento che il Governo Messicano permette questa dolorosa carneficina, verso quelle persone, che per il loro coraggio, si differenziano nella società civile e diventano vittime predestinate.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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