Diecimila morti in Messico in 9 mesi

IT:Secondo il periodico messicano “Reforma” 10.000 persone avrebbero perso la vita in Messico a causa del narcotraffico negl’ultimi 9 mesi.

ESP: Según la revista mexicana “Reforma” 10.000 personas habrían perdido la vida en México a causa del narcotráfico en los últimos 9 meses.


Secondo il periodico messicano “Reforma” 10.000 persone avrebbero perso la vita in Messico a causa del narcotraffico negl’ultimi 9 mesi. Una piaga quella del crimine legato al narcotraffico , che secondo molti sarebbe in piena espansione, nonostante le promesse fatte dal presidente Felipe Calderón.

Un numero ingentissimo in termini di vite umane, che mette in evidenza come l’intensità della violenza in Messico non accenni a diminuire anzi è oramai fuori controllo, come dimostrano i recenti casi documentati anche dal nostro sito.

Una grande “fossa comune”, questo purtroppo è il Messico odiernamente, dove la vita in certi ambienti, in certe zone del paese  non vale nulla. In Veracruz Stato situato nel golfo dl Messico, per citare una tragedia su tutte, solamente in due settimane 81 persone sono state assassinate. Numeri sconcertanti che minano la credibilità di un governo che aveva dichiarato all’inizio del suo mandato guerra al narcotraffico.

Manifestanti in Mexico. Fonte foto internet.

Secondo Mario Vargas Llosa, premio Nobel della letteratura 2010, il governo di Felipe Calderon ha fallito in pieno. D’accordo con questo concetto anche Carlos Humberto Toledo professore universitario di sicurezza nazionale.

“La lotta intrapresa con gran coraggio dal governo messicano contro le organizzazioni criminali, è fallita strepitosamente, ha affermato il premio nobel messicano durante un’intervista col giornalista Enrique Krauze. “ La malavita “ continua Vargas Llosa “ da l’impressione che continui a vincere”.

La lista del terrore fatta dal periodico reforma che vede d’accordo vari specialisti messicani  è agghiacciante.

Tale lista vede Chihuahua con 1,567 e Nuevo León con 1,418 assassini capeggiare e purtroppo enunciare una tragedia che ha tutti i presupposti per diventare, se già non lo è, un vero e proprio genocidio in tempi di “presunta pace”.

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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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