Diana Nyad: non riesce il record da guinnes a nuoto Cuba-Florida

[ESP] Diana Nyad 62 años, no ha logrado atravesar a natación las 103 millas, (165 Km), que separan Florida de Cuba, (Marina Hemingway del Havana fue el punto de salida). A la 29esima hora se ha entierro la tentativa. Pero al menos se ha vencido contra quien obstaculizó una simple empresa,  el monstruo de los burócratas estadounidenses y cubanos.

[ENG]: Diana Nyad, at age 61, attempted her dream of a lifetime by swimming from Cuba to Florida without a shark cage.But at 12:45 a.m.  Nyad forced to abandon her effort because of she was vomiting, and for the increasingly rough seas that were taking her off course.

[ITA]: La quasi 62 Diana Nyad, non è riuscita ad attraversare a nuoto le 103 miglia (165 Km) che separano la Florida da Cuba (Marina Hemingway dell’Havana era il punto di partenza). Después de 29 horas se ha interrumpido la prueba. Ma almeno si è vinto contro chi ostacolava una semplice impresa, cioè il mostro dei burocrati statunitensi e cubani.


Diana Nyad. Fonte foto internet.

Diana Nyad è una nuotatrice 61enne che per due anni si è prearata duramente per stabilire un nuovo record al mondo. Riuscire a percorrere le 103 miglia che dividono Cuba e Florida a nuoto. Quasi 62 anni e nessuna voglia di romanticismi o cedere ai bisogni fisiologici dell’’età e badare ai nipotini.

“Sono un’atleta migliore a quasi 62 anni rispetto a quando ne avevo 29”. E ancora “i 60 anni di oggi sono i 40 anni di tempo addietro. Abbiamo un riserva di energia enorme nel nostro corpo, dobbiamo solo conoscerla”.

E così domenica, alle 7,45 p.m. ora locale è partita la grande avventura.

Durata prevista per affrontare l’attraversata attorno alle 60 ore. Una nuotata di oltre 160 chilometri in oceano aperto, dove il timore degli oltre 10 preparatori atletici, era volto agli attacchi degli squali, che popolano in gran numero il tratto oceanico.

A seguirla c’erano imbarcazioni che l’hanno assistita nell’impresa, dietro precise regole. Riposo previsto di qualche minuto ogni ora di nuoto, dove poteva ingerire dei cibi ad alto contenuto energetico per compensare le decine di centinaia di calorie che bruciate. Un team di medici pronto ad intervenire in caso di qualche malore e  una decina di addestratori utilizzati per distrarre gli squali. Una imbarcazione con gli amici più cari e addirittura la troupe della CNN a monitorare e raccontare la grande impresa con un localizzatore marino satellitare pronto ad offrire immagini di qualità della nuotatrice. Nyad infatti non ha utilizzato alcuna gabbia antisqualo per l’attraversata e non era previsto l’utilizzo di alcuna arma per tenere alla larga i potenziali feroci aggressori.

Ma il record da guinnes dei primati è fallito.

Alla ventinovesima ora di nuoto, alle 12,29 a.m. di martedì, Nyad ha dovuto desistere. Vuoi per l’emozione, per le freddi correnti, per l’intensità dello sforzo fisico, un forte attacco di vomito l’ha costretta al ritiro e ad abbandonare l’ambizioso sogno, così seguito. Il team ha però parlato di un ritiro forzato, non tanto per l’attacco di vomito, quanto per forti venti e correnti che ostacolavano all’inverosimile l’attraversata stessa.

E così è fallito il secondo tentativo della nuotatrice (1978 il primo), che dopo due anni di duri allenamenti (12 ore al giorno) era riuscita ad ottenere il permesso dell’attraversata con no poche difficoltà. Nota positiva in tutto questo  è  l’audacia di Nyad, che è era riuscita a superare gli assurdi ostacoli burocratici che si devono affrontare quando Cuba e USA devono comunicare. Più volte sorgevano nuove difficoltà, presentate dalla autorità cubane e statunitensi, che invitavano a desistere dal tentativo. Per una volta, questa pessima figuraccia portata avanti davanti al mondo intero, è stata schiacciata da un tentativo, che non si può comunque definire vano.

photo by Budd Riker

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