Cumbre 2012: il Presidente Santos vola a Cuba da Raul e Fidel Castro

Non è possibile essere democratici talvolta. Il buon politico, è vero, è spesso stratega delle buone maniere, della posatezza e amante delle prese di posizioni moderate, quelle di facciata per intendersi, per poi sfogarsi in giochi di potere confabulati sottobanco. Ma per diffondere le notizie in modo efficace è importante essere schietti.

A volte si rischia, a volte è contro-produttivo, ma a volte essere schietti è la più grande soddisfazione ci si possa togliere. E’ così che mi sento di essere contro l’atteggiamento dell’amministrazione Obama verso Cuba nel caso della Cumbre. E i casi sono due: o Obama ha la memoria corta e non ricorda le promesse fatte ai propri elettori, o il sistema di cui è a capo è talmente marcio ed usurato che il proprio potere decisionale non può calcare la mano e sovrastare gli interessi che determinano l’esito delle elezioni stesse.

Probabile ci sia un po’ di tutte e due. Più le seconda probabilmente, e cioè che un ammasso di miliardari con la pancia all’aria, comandano indirettamente più di quel che il Presidente decide direttamente. In ogni caso, quando e se parteciperà a la Cumbre dovrà guardare con imbarazzo Raul Castro se sarà lì presente, e chinare ancor più il capo se non vi sarà. Perché in tal caso sarebbe solo colpa sua.

Nel frattempo il Presidente colombiano Juan Manuel Santos se ne va a Cuba per parlare della Cumbre. La visita, segue quella dell’8 febbraio della cancelliera María Ángela. Di oggi l’incontro con Fidel, il fratello Raul e anche il convalescente Hugo Chavez, con il quale firmerà degli ulteriori accordi commerciali tra la Colombia ed il Venezuela.

Un clima che evidenzia il desiderio dell’America di restare unita, nonostante ci sia sempre il guastafeste a stelle e strisce,impersonificato stavolta da Obama. Obama, la speranza degli africani d’america. Ancor di più. Obama, il leader, ad oggi mancato, di tutti coloro che cercavano, necessitavano d’una figura storica in grado di lottare per la pace. Niente di tutto questo. Comunque, l’incontro tra il Presidente Santos, che ha dato una svolta alla Colombia nel periodo post-Uribe, e i vertici cubani e venezuelani, si preannuncia come un incontro decisivo per la presenza o meno di Cuba al sesto vertice Cumbre. Un incontro, che Santos ha definito come un incontro tra amici.

La Colombia il prossimo 14-15 Aprile sarà la padrona di casa e, nella cornice diCartagena, ha tutti gli interessi di affacciarsi al mondo in veste di paese rinnovato, con grandi potenzialità e in pace, uscita da decenni di terrore inflitti da movimenti guerriglieri con presunti nobili fini politico-sentimentali. Ma la Colombia si trova ora ad affrontare una vera e propria tempesta da cui è difficile trovare o mediare. Cuba è rientrata a far parte dell’OEA nel 2009, dopo l’espulsione del 1962.

Quest’anno ha fatto sapere che avrebbe gradito partecipare all’OEA, assistere agli interventi dei capi di Stato, un avvicinamento graduale, senza voler e dover necessariamente condividere progetti.

Gli Stati Uniti attraverso un portavoce hanno detto che il regime cubano non ha il diritto di partecipare a la Cumbre de Las Americas! Si, avete capito bene, la VI Cumbre de Las Americas.

De Las Americas…o è la Cumbre de Estados Unidos de America? Con che diritto un portavoce del Dipartimento di Stato interferisce con la Cumbre, con dichiarazioni così violente? Con che diritto decide per gli Stati dell’America Latina, per la Colombia che è la padrona di casa, organizzatrice dell’evento? La Colombia è nazione storicamente alleata con gli USA, commercialmente e politicamente parlando. E di certo non può sentirsi libera di decidere. Ma d’altro conte il fronte dell’ALBA appare compatto a sostenere l’isola cubana, e il Presidente dell’Ecuador, Correa, primo tra tutti si è detto pronto a boicottarel’appuntamento politico se Cuba ne sarà esclusa.

E così pure il Nicaragua, il Venezuela, la Bolivia Antigua e Barbuda, Dominica, San Vicente e las Granadinas. (L’ALBA , Alleanza Bolivariana per le Americhe, lo ricordiamo per dover di cronaca è una e vera e propria alternativa all’ALCA, proposta dal Venezuela e Cuba e che ha poi trovato diversi aderenti tra i presidenti dell’area del latinoamerica. Ad ora si contano 7 Paesi aderenti, che cercano di creare un’area economica indipendente volta allo sviluppo interno in termini di accordi commerciali, collaborazioni umanitarie e lotta alla povertà ed alla disuguaglianza. L’intento è anche opporsi alla logica transnazionale di movimenti di capitali e alla sudditanza dei Paesi latini nei confronti delle grandi multinazionali. Vedi precedente articolo: http://thisiscuba.net/il-caso-cuba-rischia-di-compromettere-in-partenza-la-vi-cumbre-delloea/)

Pesantissima l’intromissione degli USA. Non è mancato l’intervento del Mastino nonché sgretario di stato USA, Hillary Diane Rodham Clinton, che sembra scaricare il proprio astio personale sul nemico cubano “non vedo nel modo più assoluto nessuna base per e la minima intenzione d’invitare Cuba allaCumbre”.

Forse Hillary Clinton ha dormito di fronte a tutte le aperture fatte da Raul Castro. Forse ha dormito anche quando il Presidente Obama, che lei stessa rappresenta, aveva parlato di chiudere il carcere di Guantanamo, o meglio, il luogo in cui vige libertà di tortura.

Ma in mezzo ad un mondo in cui regnano ingiustizie, miseria, guerra ed integralismi, non possiamo credere che dietro un embargo omicida di 51 anni non ci sia lo zampino della potente mafia di Miami, radicata tra i senatori repubblicani da decenni. Cuba è una nazione che gode di grande stima anche al’internodella Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC), un blocco che raccoglie tutti i paesi latinoamericani (esclusi appunto USA, Canada e stati Europei con territori inlatinoamerica), intenti a far splendere un continente che ancora deve esprimere tutto il proprio potenziale, sovente anche perl’impossibilità ad esercitare la propria sovranità. Di questo devono tener conto gli USA, di tutto questo, del volere e della volontà degli altri popoli.


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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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