Breaking News — 27 settembre 2010

Raul Castro, in accordo con il Consiglio di Stato ha licenziato il Ministro dell’Industria di Base, Yadira Garcia Vera.

La tv di stato cubana, ha letto un comunicato ufficiale, sintetico ma altrettanto chiaro, in cui si parla di sollevamento dall’incarico per le deficienze mostrate dal dicastero in relazione ad un mancato controllo delle risorse evidenziate, dall’incapacità di attrarre capitali stranieri e dalla stagnazione della produzione industriale.

L’ultimo periodo è stato fatale al Ministro, in carica da sei anni e sostituita, temporaneamente, dal suo vie Tomas Benitez. Se nelle comunicazioni ufficiali non si va oltre un comunicato di poche righe dove si parla per l’appunto di inadempienze in ambito di investimenti nazionali, così non si può non ricondurre la decisione alla crisi del settore, soprattutto anche per quell’indebolimento del nickel che da sempre è stato uno dei fattori trainanti della economia cubana e che ora vede in continuo calo la richieste ed i prezzi dello stesso materiale.

Una bocciatura completa per colei che dal 1980 fa parte del Partito,e che da ingegnere chimica a laureata in scienze sociali ha visto le proprie responsabilità via via crescere sino alla copertura d’uno dei ruoli più importanti per il Paese. Una bocciatura, che quindi smentisce anche gli elogi di appena qualche mese fa, quando Cuba, concluse la Fiera Internazionale dell’Havana con un grandissimo risultato in termini economici, quale l’aver firmato accordi per un valore di 150 milioni di euro, soprattutto riconducibile al settore di telecomunicazioni, con quell’Etecsa in cui si vede bene a bilancio come vi sia una grandissima partecipazione di Telecom Italia.

Il 2010 è un anno chiave per l’economia cubana, in crisi finanziaria, ed in uno stato di profonda illiquidità. Raul Castro sta per questo motivo procedendo ad una ristrutturazione del sistema, che permetta una maggior resa produttiva e minori sprechi in ambito statale.

Il Governo, secondo questa nuova logica, ha provveduto negli ultimi tempi al sollevamento dall’incarico alcuni propri Ministri, sempre secondo la logica di una necessità di maggiore produttività del Paese.

Come Fidel Castro ha detto e poi puntualizzato nel corso di un ‘intervista rilasciata al giornale statunitense, The Atlantic, il sistema cubano non funziona più. Se è fuori discussione la sostituzione del modello socialista, così lo stesso va rivisto e rivoluzionato, soprattutto laddove corruzione, produttività limitata o nulla, assenteismo, vanno a creare ingenti perdite al Governo Cubano, oltre che screditare la funzionalità del sistema politico stesso.

Da qui l’idea, già espressa di ridurre la forza di lavora statale in modo strategico e di consentire un graduale ma costante aumento delle iniziative private.

Lo stato, come riporta il quotidiano di Stato Granma, punta molto sulla decisione di estendere il lavoro privato, come annunciato il primo agosto scorso dal Presidente Castro.

In tal senso, si legge, si punta ad un aumento della disponibilità di beni e servizi, che sarà favorito da un nuovo regime fiscale agevolato. Sono 178 le attività private interessate dalla riforma, una ottantina quelle che potranno assumere personale. Tra questi anche i paladar, famosi ristoranti privati, generalmente ricavati in vere e proprie abitazioni, che ora potranno aumentare il numero di coperti da 12 a 20 unità.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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