Breaking News U.S.A & America Latina — 11 settembre 2012
Cuba: una suggestiva notte al chiaro di luna

Mettiamola così. Si potevano ammirare la luna e le stelle come non accadeva da un decennio, l’arco temporale cui è necessario arretrare nel tempo per ricordare un blackout di tali dimensioni. Nessuna necessità di recarsi in un luogo di culto per circoli di astrofili. La città a cielo aperto si affaccia, timida ed impacciata alla grandezza del cielo, che sembra rombare cupo. L’apagón ha colpito il 60% dell’Isola, tra cui la capitale, lasciando al buio oltre 5 milioni di persone. Nessun disordine si è registrato e questo conferma ancora una volta la sicurezza che vige sull’Isla, esempio più unico che raro del continente latinoamericano in tal ottica. Dispiace perché le fonti amiche di Yoani Sanchez (quelle della CIA) ci informano che l’icona del mai dire tarocco stava scrivendo l’ennesima cantilena polemica, ma purtroppo l’interruzione della luce ha portato alla perdita irreversibile del file in lavorazione. Un lutto per tutti i veri paladini della democrazia sparsi nel mondo.

Solo dopo qualche ora i cubani si sono riversati in strada e hanno chiesto a Las Damas de Blanco d’illuminare l’Isla, dall’alto delle loro sacre uniformi, pardon, vestaglie, con quella loro tenacia per un futuro migliore e con quelle perle di saggezze che contraddistingue le loro spontanee dichiarazioni. Le Damas en Blanco hanno aiutato, splendendo di rigogliosa luce propria, la polizia a dirigere il traffico in prossimità degli incroci più pericolosi.

Quasi 6 ore di attesa per un guasto alla rete elettrica che ha portato il buio ad impossessarsi, intorno alle otto di sera delle provincie di Pinar del Rio, Artemisa, L’Avana, Mayabeque, Matanzas e Cienfuegos, toccando anche per pochi minuti Santiago de Cuba.

La compagnia statale responsabile dell’Energia elettrica ha informato che il danno è avvenuto alle 20,08 quando un guasto ha portato all’interruzione della linea di trasmissione di 220 mila volts tra Ciego de Ávila e Santa Clara.

La compagnia ripristinato il servizio sta ora accertando le cause alla base del blackout. 

Tra le ipotesi più probabili, Yoani Sanchez, in connessione via satellite, parla di un primo bersaglio colpito dai ribelli, utile a sostenere  una rivolta in atto per ribellarsi contro la feroce dittatura dei fratelli Castro e si dice che centinaia di migliaia di cubani abbiano approfittato della mancanza di controlli per tentare con i gommoni di raggiungere le coste della salvezza e della civiltà, quelle della Florida. Yoani parla anche di alcune luci ad intermittenza che potrebbe essere quella dei primi aerei a sostegno dell’offensiva dei ribelli. Anche dei suoni cupi in lontananza come se si fosse nel bel mezzo d’una offensiva aerea. In realtà le luci sono quelle degli Hotel in cui soggiornano i turisti e che dispongono di generatori d’emergenza e i boati non sono altro che i rombi scoppiettanti dei motori che scorrono attenti lungo le calli, tagliando l’alone cupo con i fanali anteriori.

Poi tutto svanisce e alle prime luci dell’alba, dopo una calda notte priva del refrigerio di condizionatori e ventilatori e del ronzio di radio e televisioni, ecco comparire anche la luce artificiale. Tutto è intatto, il blackout c’è stato e ha riportato al ricordo della crisi energetica ma il resto va dissiparsi, era tutto un incubo, solo un terribile incubo.

 

fonte foto: AFP

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