Breaking News L'editoriale — 19 gennaio 2011
Cuba-U.S.A. Un passo in avanti o due indietro?

ESP: El presidente Barack Obama ha aportado cambios a las restricciones contra Cuba, que el ex presidente bush introdujo durante su mandato

ENG:Cuba called President Barack Obama’s latest easing of travel restrictions to the island nation “positive” but “far from enough”. Cuban Foreign Ministry, accused: “they fall short of justified”. ThisIsCuba.net consider US and Cuba Government willingness to coexist. US and Cuban Government are in charge of present political situation.


Nell’ultimo periodo, sono accaduti dei fatti che mettono ancor più in evidenza i precari rapporti bilaterali tra  i due Stati.

Una vicenda, quella tra gli Stati Uniti e Cuba, che come tutti sappiamo dura oramai  da più di 50 anni e forse sarebbe  quantomai opportuno, specialmente per le fasce  più deboli che ne subiscono le drammatiche conseguenze, che  si arrivasse  una volta per sempre, ad archiviare  questo caso dal profilo grottesco e senza precedenti nella storia dell’umanità.

Venerdì 14 Gennaio il Presidente nordamericano Barack Obama attraverso un comunicato, ha dato disposizione di “alleggerire “ le restrizioni nei confronti dell’isola caraibica. Restrizioni che erano state decise   a suo tempo, dall’ ex Presidente Statunitense G. W. Bush. Questo cambiamento che sostanzialmente non muta  nulla,  e che lascia l’embargo praticamente intatto,  riporta esattamente i due paesi ai tempi dove a governare vi era l’ex presidente Clinton e “rispolvera” il concetto del “pueblo a pueblo” ossia un’estrazione estemporanea dalla politica  dei due paesi, per favorire  i contatti tra i due popoli.

Le restrizioni  abrogate in sintesi permettono ora ai cittadini  americani di   visitare Cuba,   solamente per motivi accademici, culturali e religiosi rimanendo di fatto il  divieto per tutti  i cittadini statunitensi  di recarsi a Cuba per turismo.

Il comunicato presidenziale annuncia  anche la possibilità per i cittadini statunitensi, di spedire una maggiore somma di  denaro ai cittadini cubani,  fatta eccezione  per i membri del partito comunista cubano, i quali sono esonerati da tale misura. I  2000 dollari l’anno  che ora il singolo  cittadino americano potrà  spedire, come riporta nel comunicato la casa bianca,  serviranno per appoggiare solamente  l’economia privata.

Questa nuova misura in pratica non ha l’obiettivo di aiutare in nessun modo il governo cubano ma solamente di favorire i cittadini privati.

Tale decisione, come sempre accade quando si promuovono dei cambiamenti, ha scatenato varie reazioni. La casa bianca dal canto suo dichiara, “che questa nuova misura serve  fondamentalmente ad incrementare il contatto “persona a persona” , appoggiando la società civile , permettendo il libero flusso d’informazioni,  da e dentro il popolo cubano, e aiuteranno a promuovere l’indipendenza delle autorità dell’isola”.

Non è d’accordo la destra anticastrista di Miami, che vede in questa nuova misura, un aiuto alla dittatura castrista.

Non si è fatta attendere neppure la congressista repubblicana per la Florida  Ros-Lehtinen, del Comité de Asuntos Exteriores de la Cámara Baja, che ha criticato immediatamente questa revisione degli Stati Uniti .

Secondo la deputata conservatrice “ questo cambio non fomenta un ambiente giusto per la democrazia in Cuba. Non va ad impulsare il rispetto dei diritti umani e certamente non va ad aiutare il popolo cubano a liberarsi dalla tirannia che lo domina. “Questo cambio”, continua la congressista, “debilita la politica estera  USA ed i suoi obiettivi di sicurezza, e specialmente lascia supporre dei  benefici per il regime cubano”.

Parole gravi e colme d’odio, che dimostrano come tutt’ora il dualismo  politico tra i due paesi sia “acceso” seppur alla luce di una misura che praticamente non porta nessun beneficio effettivo,  se non ad un aumento dei passeggeri e bonifici statunitensi verso l’isola, sicuramente importanti e degni di nota per l’economia disastrata cubana,  ma che non allentano la morsa dell’embargo politico, culturale ed economico che strangola l’isola caraibica.

Neppure il  sito cubano “Cubadebate” ha perso tempo rispedendo  al mittente la nuova abrogazione di Obama, definendola insufficiente e che lascia intatto il “ bloqueo” nei confronti di Cuba.

Una continua serie di “battibecchi”  politici che non giovano assolutamente, in primis ai due popoli, e alla oramai tanto attesa normalizzazione tra i due Stati.

Una vicenda questa, come tante altre che coronano 50 anni di storia tra i due paesi , dove una super potenza non gioca un ruolo sufficentemente propositivo nel processo di    “normalizzazione”  dei rapporti bilaterali con il paese antagonista.  Al contrario ha sovente dimostrato, di non esitare nel fomentare a più livelli  una battaglia mediatica “violenta” dal retro gusto sempre più anacronistico.

Dal canto suo Cuba è ancora troppo orgogliosa per ammettere i propri sbagli,  nonostante gli apprezzabili cambiamenti che sta  portando avanti Raul Castro per ammodernare il paese,   e  forse  il guaio maggiore che si ripercuote sulla sorte dell’isola,   è il prezzo che tutt’oggi deve pagare  per la battaglia ideologica che intraprese  50 anni fa , e che voleva   cancellare dai libri di storia,   quella locuzione latina tanto amata dai potenti e prepotenti  : Ubi maior minor cessat.

È giunta assolutamente l’ora di cambiare pagina.

L’ analista politico Reinaldo Talamadrid,  analizza i cambiamenti introdotti dal presidente B.Obama.

Fonte video TelesurTV.

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Articolo scritto da:

È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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