Viaggiare a Cuba — 21 gennaio 2010
Cuba? This is Cuba

fonte foto: internet.

Qualcuno di chi legge è mai stato a Cuba. E se si cos’ha visitato? Quali erano le sue aspettative prima di partire? Che tipologia di vacanza aveva programmato? E’ rimasto soddisfatto del tempo trascorso e con il desiderio di tornare quanto prima o è invece sentito un po’ di delusione? Quali aspetti inserireste in una ipotetica lista di fattori positivi e quali altri in un altrettanto ipotetica listaccia di cose da rivedere?

A Cuba ci sono stato due volte. Nel 2003 e nel 2007. Vacanze entrambe prolungate, studiate e desiderate. Al ritorno nel 2003 mi ero promesso di tornarci nell’immediato, di ripartire il giorno dopo, terminate alcune pratiche in sospeso. Certo, avevo 23 anni. Solo quattro anni dopo sono tornato. Con quei quattro anni d’attesa ed una promessa fatta che non ero riuscito a mantenere. Anche dal secondo viaggio, una volta rientrato, è passato un periodo di tempo che non mi sarei mai aspettato di attendere. Ogni volta che lascio il suolo cubano lo saluto con un arrivederci, triste, ma anche speranzoso di risolarlo a breve.

Ora sono un po’ meno disilluso. Nel 2003 Cuba erano i dischi di musica, la passione sfrenata per i luoghi caraibici fatti di sabbia fine, miti leggendari e quanto mai presenti e tastabili, storia e tradizione, gente travolgente, amici e giornate indimenticabili tra paesaggi, viaggi, avventura. Nel 2007 l’esplorazione sulla base d’un minimo d’esperienza e il viaggio visto come desiderio d’introspezione. Dove partorire pensieri ed erigere qualche piccola certezza su d’una terra che non è casa, ma è pur sempre ospitale e fidata.

Cosa credete di trovare a Cuba voi? Io ne ho trovato una fetta mentre mi radicavo nella realtà locale, e l’altra buona parte al mio ritorno, quando mi rendevo conto delle privazioni cui mi ero abituato. Se a Cuba avessi la possibilità di avere un lavoro retribuito dignitosamente non so cosa farei. E’ il solito dilemma del visitare un luogo come turista e del viverci. L’affermazione di un turista di voler vivere nel luogo di villeggiatura da sempre suona un po’ ipocrita. Semplicemente non lo si può sapere. Si può essere convinti mentre lo si dice ed anche determinati a farlo. Ma è tutta una intenzione, e come tale se ridotta ai minimi termini una proiezione del proprio presente su d’un ipotetico futuro, disegnato tenendo conto di alcuni desideri, ma che poi si schianta contro le catene che aggiungiamo alle nostre vite ogni giorno. Catene belle e brutte. Catene come pagine d’amore, di felicità, di lavoro, di problemi familiari e di salute. Un mix che sono pagine scritte. Nessuno può sottrarsi al riempimento, perché l’autore è il tempo, che le compila anche se restassimo ferme. Con l’unica differenza che sarebbero solo anonime per gli altri, e d’un vuoto comunque limitante per noi stessi.

A Cuba si trova di tutto. Si percepisce anche quel po’ di tutto che manca. Paradossalmente ti viene in mente proprio tutto, mentre qua l’essenziale si perde nella routine ed anche al superfluo non ci si fa più caso.

A Cuba comunque la pensiate siete sempre turisti. In modi differenti, con approcci totalmente contrastanti ma non potete sottrarvi a questa verità. C’è chi va per visitarla, che per farle un test, che pronto a criticare per tirare le orecchie all’esperimento comunista-socialista mal riuscito o chi invece va orgoglioso di oltre mezzo secolo d’un governo che ha saputo offrire dignità al proprio popolo, in mezzo ad un continente dove gli Stati fratelli, retti da governi democratici e con certificazione made in USA, non hanno saputo fare altrettanto.

Cuba vai e ti rapisce. E ti colpisce.

Non è intenzione di queste righe descrivere un aspetto o soffermarmi in particolar modo su d’un antefatto curioso. Ma è idea pura, improvvisata, sperando di lasciar solo trasparire emozione, quelle stesse che ognuno ha provato in un preciso momento del proprio viaggio. Inutile chiedersi dove e quando. E’ sicuramente successo.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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