Breaking News L'editoriale — 22 giugno 2011
Cuba:relazione sulla storia dei 5

Prima di dare un quadro sull’attuale situazione dei 5 compagni cubani detenuti ingiustamente nel carcere di Miami negli Stati Uniti, è  imprescindibile fare un sunto per capire quale fu la necessità imperante che li ha condotti tra le “ fauci del mostro” di cui sono prigionieri ormai da 13 anni.

Dall’inizio della Rivoluzione nel gennaio del 1959, Cuba è oggetto da parte degli Stati Uniti, di una guerra non dichiarata e raccontata attraverso i loro potenti organi d’informazione sparsi in tutto il mondo.

Dal 1961 gli Stati Uniti impongono sull’isola un blocco economico, una misura criminale che dura ancor oggi e che in questi cinquant’ anni non è mai stata ammorbidita, tutt’altro, irrigidita dai  successivi  governi e la speranza riposta su Obama, premio Nobel per la Pace, ormai  è svanita.

Vinales (Cuba). Un effigie che rappresenta il desiderio di Cuba di poter riabbracciare i "5 eroi", come sono considerati in patria.

L’embargo economico provoca a Cuba enormi danni economici e morali. Basti pensare che molti bambini ammalati di cancro affrontano i loro giorni senza alcun sollievo per i terribili dolori in quanto gli Stati Uniti vietano alle ditte farmaceutiche di rifornire l’isola dei medicinali necessari.

Il blocco economico però non sembra essere sufficiente perche’ Cuba e il suo popolo non si arrendono e allora si attacca la popolazione attraverso innumerevoli atti terroristici organizzati dalla mafia formata da ex cubani residenti in Florida.

Una mafia che rappresenta un potere forte all’interno della politica statunitense, specialmente nel gestire le campagne elettorali e “digitare” i Presidenti, che addestrano uomini, o meglio terroristi, per attaccare Cuba dentro nel suo territorio.

Atti terroristici che hanno comportato la morte di 3000 cubani,  migliaia di ciechi e invalidi; tra le vittime ricordiamo Fabio di Celmo, un giovane sportivo italiano morto a causa dell’esplosione di una bomba collocata in un albergo dell’Avana dove alloggiava come ospite.

Centinaia di colture di patate, pomodori ecc, al momento del raccolto vengono avvelenate dai terroristi con lo scopo di affamare i cittadini.

È difficile enumerare la quantità di complotti per assassinare Fidel Castro, organizzati dai “dissidenti” stabiliti a Miami, si tratta di centinaia di tentativi falliti grazie all’efficienza dei servizi di intelligenza cubani (attualmente attivi anche in Venezuela per difendere la vita di Hugo Chavez da identici attacchi).

Da cinquanta anni Cuba subisce un blocco economico senza tregua che solo l’aiuto dell’Unione Sovietica ha potuto in parte limitare fino alla caduta del Muro di Berlino.

Si tratta di mezzo secolo di storia in cui la Cuba socialista è punita, criminalizzata e dobbiamo chiederci: perché?…Qualcuno la chiama (tra loro Gianni Minà) la “rivoluzione imperdonabile”, forse è l’unica vigliacca risposta.

Cuba e’un paese che non esporta armi,  ma volontari in tutti i paesi poveri e non, che si impegnano come medici,infermieri,radiologi….

Essendole impedita l’ importazione di materie prime, Cuba  e’ costretta a pagarle tre volte più di altri paesi non soggetti all’embargo.

Malgrado tutte queste difficoltà Cuba è riuscita a dare al suo popolo uno stato sociale dove tutti mangiano, sono curati e possono studiare a costo zero, con l’orgoglio di vantare la mortalità infantile più bassa del pianeta. (Riferito dall’Associazione Mondiale della Salute).

Le amministrazioni di tutti i governi della Casa Bianca stanziano annualmente milioni di dollari per l’addestramento di terroristi professionisti.

Sarebbero ancora lunghe le pagine da riempire per raccontare i soprusi subiti da Cuba e dal suo popolo da parte degli Stati Uniti.

Cercando di mettere fine al più lungo accanimento terroristico della storia, Renè Gonzalez, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez,  Ramòn Laba?ino e Antonio Guerrero , cinque giovani agenti dei servizi di intelligenza cubani, nel 1996 si sono infiltrati in Florida per individuare e denunciare i responsabili degli attentati contro l’isola.

Hanno svolto il loro lavoro senza l’utilizzo di armi e nel 1998 grazie alle informazioni da loro raccolte, Fidel Castro attraverso la prassi diplomatica che si usa in questi casi, denuncia al governo degli Stati Uniti l’azione di questi terroristi al servizio della mafia di Miami.

La prima e unica risposta fu l’immediata incarcerazione dei 5 cubani fino a nostri giorni.

Da allora si sono costituiti in tutto il mondo migliaia di comitati che chiedono la loro immediata scarcerazione attraverso raccolte di firme, petizioni personali da parte di insigni premi Nobel per la Pace e altre mobilitazioni.

Tutte queste voci che chiedono giustizia per i 5 innocenti sono state ignorate, come lo è stata una lettera personale al presidente Clinton sul caso, consegnata niente meno che dal premio Nobel Gabriel Garcìa Marquez e che fu scritta dalla mano di Fidel Castro.

“YES, WE CAN” parole  usate spesso del Presidente Barak Obama… “Si può fare” afferma, e Leonardo Boff,  replica: “e vero, loro possono fare tutto quello che

Vogliono”…

Ad esempio prendere in affitto la Bahia di Guantanamo nel 1903 alla cifra irrisoria di 2.500 dollari all’anno per usarla oggi come carcere descrivibile piuttosto come un lager. Rata mensile che il governo cubano non percepisce dall’inizio del processo rivoluzionario.

Termino con le parole di Fidel Castro:

“Cuba condanna il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni”.

“Cuba non permetterà mai che il suo territorio sia utilizzato per azioni terroristiche contro il popolo degli Stati Uniti  o contro qualsiasi paese”.

“Cuba rivendica il diritto di difendersi contro il terrorismo”.

Inès Cainer

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