Cuba, Raul Castro: “Siamo disponibili al dialogo con gli U.S.A.”

Il presidente  cubano Raul Castro ha detto oggi, in uno dei  giorni più rappresentativi della revolucion cubana, il 26 di luglio, durante il  discorso che ha  tenuto nella provincia di Guantanamo  per commemorare il  59esimo anniversario dell’assalto al Cuartel Moncada, che Cuba è disposta a dialogare con gli Stati Uniti solo se a pari condizioni.

ESP: 26/07: En su discurso por el Día de la “Rebeldía Nacional”, el presidente cubano dijo que su país está dispuesto a dialogar con Estados Unidos, pero “en igualdad de condiciones”.

Il presidente  cubano Raul Castro ha detto oggi, in uno dei  giorni più rappresentativi della revolucion cubana, il 26 di luglio, durante il  discorso che ha tenuto nella provincia di Guantanamo  per commemorare il  59esimo anniversario dell’assalto al Cuartel Moncada, che Cuba è disposta a dialogare con gli Stati Uniti solo se a pari condizioni.

Raul Castro non è nuovo a tali affermazioni. Non è altrettanto nuovo il “silenzio” degli antagonisti americani, che al contrario di Cuba non hanno mai  perso  una sola occasione per sferzare dei colpi alla politica del paese caraibico, come nel caso di quest’ultima campagna elettorale, dove  in certi discorsi deliranti, alcuni candidati repubblicani sono arrivati ad  augurare  perfino la morte al leader storico della revolucion cubana  Fidel Castro, “sostenuti” da l’imbarazzante silenzio del premio nobel per la pace, Obama.

Raul, ha anche detto nel suo lungo discorso, che se gli U.S.A desiderano discutere di varie  tematiche  non vi sarà nessun problema. “Se vogliono discutere su problemi come la democrazia, sulla libertà di stampa , sui diritti umani, e su tutte le barzellette che loro hanno inventato negli ultimi anni,  noi siamo pronti. “Mentre aspettiamo”continua Raul Castro “ qui resteremo sempre pronti per ogni evenienza”.

Commemorazione del 26 di luglio in Guantánamo Foto: Ismael Francisco http://www.cubadebate.cu/

Il Presidente cubano ha sottolineato anche il carattere pacifico del proprio popolo  che oramai da molti anni ha “deposto le armi”, ma assicura che sempre saranno pronti a difendere il proprio paese da qualsiasi  “attacco”.

Analizzando i contenuti del discorso del presidente cubano,  si evince facilmente che una certa tensione tra Cuba e gli Stati Uniti ancora esiste e che  nonostante l’anno prossimo si festeggi il 60esimo anniversario dell’assalto al “Cuartel Monncada”  si ha ancora la sensazione  di ascoltare un discorso datato per il ripetersi  ciclico dei concetti esposti.  L’unico passaggio che ci fa capire che gli anni sono passati,  è il momento nel quale, Raul, riferendosi alle recenti riforme introdotte nel paese dal suo governo,  afferma che è  necessario andare avanti con la attualizzazione del modello economico e sociale, al ritmo che decideranno i cubani: senza fretta ma senza pause.

Prima delle nuove riforme introdotte dal governo di Raul Castro era impensabile ad esempio  parlare di lavoratori in proprio, o di poter vendere casa o l’automobile, cosa che oggi è diventata possibile.

Nella commemorazione avvenuta alcune ore fa in  Guantanamo sono intervenuti oltre che al presidente Raul, una giovane pioniera  (ragazzina delle scuole elementari) , il Segretario del Partito di Guantanamo Luis Torrefaccia Iribar, ed il Primo Vicepresidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, José Ramón Machado Ventura.

 

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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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