L'editoriale — 06 gennaio 2010
CUBA NELLA LISTA USA STATI CANAGLIA 2010

Tutti sappiamo che il livello di guardia aumenta in seguito ad un episodio terroristico. Con lo spauracchio dal 2001 ad oggi abbiamo imparato a conviverci tutti. L’entità del pericolo terroristico lo misuriamo con l’impatto sconvolgente dato dai media e dalle misure di sicurezza effettive, applicate.

La sicurezza riguarda le rotte aeree, uno degli strumenti preferiti dai terroristi per provocare vere e proprie stragi.

E’ accaduto che un ragazzo nigeriano, già segnalato all’intelligence americana, per il suo coinvolgimento e dedizione alle dottrine diciamo “poco-ortodosse” insegnate in specifici campi di addestramento, abbia cercato di fare esplodere l’aereo sul quale si era imbarcato da Amsterdam. La nuova tipologia di esplosivo non è stata identificata durante i controlli; sulla persona sospetta, non interdetta dai voli, non sono state eseguite particolari procedure di sicurezza per scongiurarne la possibile pericolosità. Direi quasi probabile.

Il sistema di sicurezza degli USA ha fatto flop. Un bug importante. Una falla che ripresenta un problema mai tramontato e il cui rischio non potrà mai spegnersi.

Questo è il nuovo modo di combattere le guerre. Colpendo a caso. Da una parte e dall’altra.

Ingiustizie, disequilibri, sofferenza portano a guerre. La guerra a mio modo di vedere alimenta il terrore e lo stesso si ripercuote su uno stato di sicurezza. Ciò che si vuole ripristinare diventa ancora più labile sotto una patinata di ostentata riparazione. Fittizia.

L’unico modo per ottenere certezze è lavorare per assicurarle ed estenderle a tutti. Togliendo e privando vengono colpiti da una parte e dall’altra individui ignari dei giochi che governano i popoli.

Si è stilata una lista di paesi in black list. Gli stati mascalzoni, che finanziano il terrorismo, magari con armi comperata da chissà quale azienda. Questa lista è stata aggiornata ora, Gennaio 2010. Nella pratica cambiano i controlli a cui saranno soggetti, nei vari terminal aeroportuali statunitensi, i passeggeri provenienti da 14 Stati.

Anche io ritengo assurda questa nuova posizione che da un certo senso è d’obbligo per giustificare il mantenimento dell’embargo verso la nostra amata Isla (che senso avrebbe mantenere l’embargo ad un paese che in sé non rappresenta un pericolo ed una minaccia?). I paesi inseriti nella lista si scostano dal modo d’essere storico di Cuba, che da sempre lotta contro ogni forma di terrorismo, seguendo una linea politica che può essere criticabile sotto alcuni aspetti, ma che di certo non può essere associata ad alcun episodio di questo tipo, come la memoria storica ci ricorda. Tra gli altri paesi vi sono Iran, Sudan, Siria, Nigeria, Pakistan, Yemen, Afghanistan, Libia, Somalia.

Ciò che noto come differenza macroscopica tra questi paesi e Cuba è la locazione geografica, la cultura, gli usi e le abitudini, le tradizioni e le credenze; tra tutto ciò, a Cuba è certamente assente un certo fondamentalismo religioso ostile al modo di vivere occidentale che trova la massima espressione in terra statunitense. E’ assente l’antiamericanismo tra le masse. Così come è radicato negli altri paesi citati, altrettanto è assente a Cuba, dove lo stato non ha mai permesso che il popolo confondesse l’errore e le ostilità politiche tra governi con le ostilità tra popoli.

Tutti noi a Cuba, quando andiamo, possiamo tastare l’assenza di odio e rivalsa verso il popolo americano.

La mia opinione è che questa lista di 14 Stati contiene una ingiustizia palese. E come ho detto all’inizio l’ingiustizia è una delle cause che posso fare da detonatore in certi ambienti.

Se comprendiamo Cuba in questa lista, dovremo inserirvi chissà quanti altri paesi. Direi tutti quanti, Italia inclusa.

A mio modo di vedere il Premio Nobel per la Pace aveva la possibilità di avvicinarsi ulteriormente a Cuba e rafforzare i rapporti, non inserendo Cuba nella lista.

Il Presidente Americano dovrà quindi rifarsi a breve se vuole confermare quanto di buono gli è stato ANTICIPATO, sulla base d’una fiducia che ancora non si è tramutata in premio alcuno o trionfo assoldato.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(1) Reader Comment

  1. proviamo a chiedere al premio nobel obama perche’ non inserisce la cina nell’elenco degli stati canaglia e lascia perdereCUBA’?RISPOSTA $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ E’SOLO BUSINESS

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